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IL SISTEMA DI AUTODIFESA DELLE DONNE È FONDAMENTALE PER AFFRONTARE LA VIOLENZA PATRIARCALE!

(22 Novembre 2015)

donne kurde

In questo giorno del 25 novembre, Giornata Internazionale Contro la Violenza Sulle Donne, acclamiamo ancora una volta la resistenza delle sorelle Mirabel contro il volto fascista del sistema patriarcale. Le sorelle Mirabel hanno mostrato nel corso della loro vita un atteggiamento basato sulla consapevolezza, la mobilitazione e la resistenza. Come molte altre donne che hanno resistito per migliaia di anni in tutto il mondo, sono state per noi un simbolo della lotta per l’emancipazione delle donne.

In questo 2015 che ci apprestiamo a lasciarci alle spalle, le forze, i regimi ei titolari della mentalità patriarcale persistono nella loro politica di genocidio contro le donne, la società e la natura. Gli attacchi e i massacri più atroci del sistema di dominio maschile, sotto forma di Daesh in Medio Oriente, continuano a imperversare contro il popolo e contro le donne. Il DAESH è emerso come la struttura della rappresentazione suprema del sistema patriarcale. Nel 21° secolo in Medio Oriente il nemico delle donne, della democrazia e della libertà si chiama DAESH. Il suo nome è Talebani in Afghanistan, il suo altro nome è Boko Haram in Nigeria. Gli alleati chiave delle bande terroristiche sono gli stati turchi, arabi e persiani, i quali portano avanti una guerra globale contro una rivoluzione sociale globale basata sulla democrazia, l’ecologia e la liberazione delle donne.

Erdogan e il suo regime dell’AKP, salito al potere in Turchia grazie ad un colpo di stato fascista, hanno a tutti i livelli alimentato e sostenuto il Daesh senza nemmeno cercare di nasconderlo. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea che rappresentano il sistema capitalistico, sostengono politicamente e con la loro logistica il regime di Erdogan. Le forze della coalizione fanno da una parte piovere bombe sul Daesh, e dall’altra sostengono l’esercito e lo Stato turco che effettua operazioni e bombardamenti contro i combattenti rivoluzionari che rivendicano la libertà, la democrazia e la pace. Questo dimostra le alleanze sporche e le collaborazioni delle forze del sistema del dominio maschile. Queste alleanze e collaborazioni guidano i massacri, la schiavitù, lo stupro sistematico delle donne. I responsabili di tale genocidio e femminicidio in Medio Oriente sono i fondatori di queste alleanze.

Oggi le ondate migratorie che affluiscono dal Medio Oriente e dall’Africa verso i paesi occidentali, rappresentano la tragedia del genere umano. Questa tragedia è il risultato della sporca alleanza basata sugli interessi. In questo giorno di commemorazione del 25 novembre, ancora una volta denunciamo gli autori di questa mentalità che accrescono il loro business sui popoli e sulle donne immigrate, si creano i loro interessi alimentando le guerre e la vendita di armi. Contro questi attacchi dobbiamo difendere la nostra esistenza e le diverse aree della nostra vita. Poiché queste politiche sono la realtà di tutte le guerre e la violenza con cui ci dobbiamo confrontare. Le radici che colonizzano le donne in Africa, il Medio Oriente e in Europa, provengono da queste alleanze comuni.

Come Movimento delle Donne Libere del Kurdistan crediamo che non sia sufficiente semplicemente criticare queste pratiche di genocidio appartenenti al sistema patriarcale. Portare avanti la resistenza delle sorelle Mirabel significa anche aprirsi alla creazione di un sistema basato sulla liberazione delle donne. Noi donne curde, arabe, armene, assire, turkmene del Rojava, del Nord del Kurdistan, di Sinjar e del Kurdistan iraniano, sviluppiamo le nostre amministrazioni autogestite. Costruiamo l’autonomia democratica delle donne di Kobanê, Cizre, Botan, Sengal e Amed (Diyarbakir). Perché noi siamo consapevoli del fatto che il sistema patriarcale non può essere sconfitto e bandito soltanto dagli slogan. Sappiamo anche che queste ondate di attacchi non saranno fermate da semplici rivendicazioni.

Infatti, oggi le donne e le persone che difendono la democrazia e la libertà stanno affrontando una terza guerra mondiale. Le donne che si organizzano e resistono contro il femminicidio si trovano di fronte ad una violenza spietata. Resistiamo contro questa guerra sulle montagne e nelle strade. Ci mobilitiamo e informiamo le donne bussando ad ogni porta. Distruggiamo i vincoli della schiavitù con la realizzazione dell’auto-difesa per le donne. La nostra compagna Ekin Van, che praticava questa auto-difesa a Varto nel Nord del Kurdistan, è stata giustiziata dall’esercito turco fascista, che ne ha mostrato il corpo nudo in mezzo alla città di Varto. La nostra compagna Ekin Van è il simbolo della nostra resistenza e del nostro sistema auto-gestito. Le donne curde affermano che “il corpo di Ekin Van è il nostro corpo, la sua resistenza è la nostra resistenza,” e sono determinate a raccogliere le loro forze di autodifesa e a chiedere conto ai responsabili.’

Durante questo 25 novembre bisogna sottoscrivere il retaggio delle sorelle Mirabel nella Repubblica Dominicana, di Sakine Cansiz-Sara a Parigi, di Arin Mirkan nel Rojava, per arrivare ai loro principi e proseguire le loro lotte.

L’autodifesa è la garanzia della nostra libertà!

Viva la nostra lotta! Viva la solidarietà internazionale della donna!

TJKE – Il Movimento delle Donne Curde in Europa

uikionlus.com

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