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(4 Maggio 2011) Enzo Apicella

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(Il nuovo ordine mondiale è guerra)

MISFATTI CAPITALISTICI E LOTTE PROLETARIE

(21 Dicembre 2015)

Dal n. 36 di "Alternativa di Classe"

siria distrutta

La situazione sta precipitando in Siria. Russia e Francia bombardano, la Gran Bretagna di Cameron, con la “neutrale complicità” dei laburisti, pur guidati da Corbyn, noto leader “di sinistra”, si sta preparando ad intervenire militarmente. Gli aerei della Raf sono pronti per la guerra, nella base britannica di Akrotiri a Cipro. Sono arrivate truppe ed aerei tedeschi, mentre Assad fa sapere che ogni azione militare su terra e dal cielo, se non concordata con il suo Governo, come nel caso della Francia e della Russia, viene considerata aggressione.
Dopo l'abbattimento del bombardiere russo, Sukhoi su 24, Putin presenta le prove dei rapporti illeciti tra Governo turco e Stato islamico e punta i missili sulla Turchia. Ma Erdogan si affretta a dire che la crisi non pregiudicherà affari con le multinazionali russe.
Dentro la guerra dunque, ma bisogna capire di quale guerra si tratta, e non è facile. Una guerra di interessi imperialisti e guerra fra Stati, che aspirano tutti al controllo regionale. Risorse minerarie espropriate, zone di influenza oggetto di disputa, giganteschi contratti di forniture di armamenti.
Sono nati mostri di barbarie come Daesh (ISIS), con le decapitazioni e gli stupri delle donne, ridotte in schiavitù. Ma si dispiegano sullo scenario altre barbarie. La guerra dei droni degli USA, che uccide tanti civili. La guerra degli elicotteri del regime di Assad, che sganciano barili-bomba anche su ospedali.
Dal 2011 all'Ottobre del 2015 in Siria sono stati uccisi 679 operatori sanitari, denuncia “Physicians for human rights” sul “New England Journal of Medicine”. Il 95% delle morti è attribuibile alle forze governative. Molti operatori sono stati vittime dei bombardamenti degli ospedali o sono stati uccisi da pallottole. Almeno un centinaio sono stati torturati a morte, o giustiziati.
Secondo il tabloid inglese, Daily Mail, i russi bombardano la Siria con fosforo bianco. Ordigni al fosforo bianco sicuramente sono stati usati dai russi a Raqqa, la capitale dello Stato islamico. Filmati che mostrano le "scie chimiche" sulla popolazione civile ne sarebbero la prova. Il fosforo bianco, se viene liberato in aria ed entra in contatto con l'ossigeno, produce anidride fosforica. L'anidride fosforica reagisce con violenza con tutti quei comparti che contengono acqua, li disidrata, e produce acido fosforico, bruciando tutto quel che resta del tessuto molle. Sui corpi umani questo processo ha l'effetto di distruggere completamente gli organi, comprese le ossa, che vengono calcificate.
Se è doveroso solidarizzare con le vittime delle stragi in Francia ed in California, dobbiamo aver presente che i Paesi imperialisti fomentano guerre e miserie per soddisfare gli interessi di capitalisti senza scrupoli. Noi abbiamo ben presente i disastri ambientali che le multinazionali francesi hanno causato e ancora causano in vaste aree dell'Africa, attraverso opere di saccheggio. In Medio Oriente la Francia, al pari degli altri Paesi occidentali e della Russia, è impegnata a difendere i propri interessi in ambito energetico, e le banlieu sono luoghi di “non-vita” in cui "parcheggiare" i proletari immigrati e indigeni esclusi dal capitalismo francese.
Dopo gli attacchi terroristici di ISIS a Parigi, da tutti i governi dei Paesi imperialisti si è levata una voce unanime: “Occorre rompere ogni legame economico con lo Stato Islamico”. Ma è da tempo noto il legame di ISIS con le monarchie del petrolio del Golfo: Arabia saudita, Qatar, Kuwait.
Da dove vengono poi le armi usate dai terroristi? Per quanto riguarda i grandi sistemi d'arma: aerei, missili, carri armati, secondo il rapporto del SIPRI di Stoccolma, il volume d'affari a livello mondiale è aumentato del 16%; Stati Uniti, Russia, Cina, Germania e Francia controllano il 74% del mercato. Ma l'Italia non sta a guardare, dalla Sardegna partono regolarmente forniture di bombe prodotte nello stabilimento sardo dell'azienda tedesca RWN, e destinate ai sauditi, che le usano per bombardare lo Yemen.
Bisogna solidarizzare con le vittime degli attacchi jihadisti, ma avendo ben presente l'accentuarsi nella società capitalistica francese delle contraddizioni di classe e dell'esclusione sociale. La stampa di regime ha presentato i fatti del Bataclan come se gli attacchi fossero rivolti soprattutto allo stile di vita borghese... Negli ultimi anni gli imperialisti francesi hanno usato le armi con una frequenza ed un'aggressività sempre maggiori. E' stata la Francia il primo Paese ad intervenire in Libia. Un'avventura imperialista che ha coinvolto i Paesi dell'Alleanza occidentale.
Gli attentati terroristici riflettono il fatto che viviamo in un mondo capitalistico unico, dove tutto si lega, con conseguenze drammatiche per i proletari. Con il suo oscurantismo, il Califfato rispecchia il mondo capitalistico, costruito non solo e non tanto a Raqqa e Mosul, ma negli USA, in Cina, in Russia, in Germania e nel nostro Paese.
La Commissione Europea, dopo gli attentati di Parigi, ha stabilito che i soldi spesi “per la sicurezza e la difesa” non saranno considerati nella valutazione sui limiti del deficit degli Stati UE. Uno sforamento del fiscal compact, subito esaltato dal Governo Renzi. Ci sono i soldi per nuove guerre imperialiste, per nuovi traffici di armi e per militarizzare i territori. L'Italia impegna 80 milioni di euro al giorno per le spese militari.
Tutti i regimi imperialisti sono uguali, e non ha nessuna rilevanza ai fini della prospettiva rivoluzionaria il maggior peso specifico dell'uno o dell'altro. Coalizione dei Paesi occidentali, o Russia, Cina e Iran, fa lo stesso. Il compito del proletariato rivoluzionario è sempre quello di fare i conti con le vicissitudini economiche, sociali e politiche del capitalismo, cosciente che lo Stato imperialista sarà spezzato ovunque solo dalla lotta di classe del proletariato.
Il parlamentarismo non elimina, ma mette a nudo l'essenza delle repubbliche borghesi "democratiche", come organi di oppressione di classe. Il proletariato internazionale non può riscattarsi seguendo le direttive di un capo qualunque, di un messia; è la classe nella sua totalità, che deve essere in grado di trovare dentro di sè le energie, così come deve trovare la certezza dello scopo e del modo di realizzarlo. Si tratta di arrivare al momento decisivo di chiarificazione della missione storica del proletariato.

Alternativa di Classe

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