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(Il saccheggio del territorio)

9 ettari di cemento in Carpaneda: devastazione ad alta velocità

(8 Gennaio 2016)

achille variati

Il sindaco Achille Variati

Lo dicevamo sin dall'inizio: l'alta velocità porta con sé la devastazione e il saccheggio dei territori, ora abbiamo la conferma.

Come noto, il progetto Tav Verona-Padova è stato suddiviso in diversi stralci, quello più imminente è il 1° Lotto Funzionale "Verona – Bivio Vicenza", in pratica Verona-Altavilla Vicentina, per il quale è stato reso pubblico il progetto definitivo.

Sicuramente si potrebbe discutere a lungo sulla necessità o meno di questa grande opera ferroviaria per il territorio ma in questo momento vogliamo focalizzare la nostra attenzione su un altro aspetto, per certi versi ancor più grave.

Come comitato popolare nato per fermare la cementificazione indiscriminata dei quartieri e per riappropriarsi degli spazi sottratti dai palazzinari non può che farci saltare sulla sedia il progetto che prevede di costruire il "Campus Tav" in zona Carpaneda, una delle poche zone rurali incontaminate rimaste a pochi metri dal contesto urbano di Vicenza. Viviamo in una delle città con l'aria più inquinata del Paese, per questo non possiamo permetterci di perdere l'ennesima area verde, si parla di una superficie grande come 13 campi da calcio.

Secondo i piani, nove ettari di suolo agricolo coltivato (precisamente 91.150 metri quadrati) dovrebbero lasciar spazio ad una devastante colata di cemento destinata ad ospitare per 8 lunghi anni la cittadella del cantiere Tav con tanto di uffici (1.200 mq), laboratori, mense (941 mq), dormitori (8.000 mq), campi sportivi, spogliatoi, infermeria, 360 parcheggi. E dopo gli 8 anni? Sicuramente non ci sarà più spazio per agricoltura e biodiversità, anzi, l'Amministrazione Comunale ci vuole preparare all'ennesima speculazione edilizia, perché non ci bastavano Borgo Berga e i Pomari.

Infatti, lo ricordiamo, a poche centinaia di metri dalla Carpaneda stiamo lottando per impedire la costruzione di inutili edifici destinati ad ospitare centri commerciali e uffici targati Incos-Cosim: quasi 6 ettari di terreno che la popolazione vorrebbe destinare a parco urbano, per il benessere di tutti. Non bisogna nemmeno dimenticare che tra i Pomari e Carpaneda sorgerà il tracciato della nuova tangenziale, anche qui su terreni agricoli produttivi.

Stando alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale, secondo il sindaco Variati la nuova cittadella del Tav porterà solo "qualche criticità soprattutto dal punto di vista della viabilità". A noi sembra che a Vicenza più di qualcuno stia perdendo il lume della ragione: l'unico problema della città sembra essere il traffico mentre il benessere della popolazione, la tutela paesaggistica e ambientale passano in secondo piano. Tutto questo, ovviamente, in nome dello smisurato profitto che i privati trarranno da queste manovre speculative.

Crediamo che il futuro di Vicenza non debba essere all'insegna di opere di cementificazione superflue e dannose, ma bensì necessiti di polmoni verdi nei quali i cittadini possano passare liberamente il proprio tempo in sintonia con la natura e l’ambiente che li circonda.

Verso la fine di gennaio organizzeremo una grande assemblea pubblica su questi temi, per questo facciamo appello alla popolazione, ai comitati, alle associazioni, alle organizzazioni politiche e sindacali affinché si mobilitino al nostro fianco per fermare gli interessi di chi devasta e saccheggia i territori in nome del profitto e per impedire che da quei terreni si levi nuovo cemento.

Vicenza, 8 gennaio 2016

COMITATO POMARI

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