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(10 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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Il costo umano del profitto

(2 Febbraio 2016)

Il Partito Comunista dei Lavoratori, sez. Romagna, esprime tutta la propria vicinanza e solidarietà al giovane operaio Marcegaglia che ha subito un grave infortunio il 26 gennaio.

Non possiamo evitare di sottolineare la gravità di questo episodio, l’ultimo in termini di tempo che ha interessato il Gruppo Marcegaglia: solo lo scorso anno vi sono stati decine di infortuni di media /grave entità, oltre ai due decessi negli stabilimenti di Gazoldo degli Ippoliti e a Ravenna.

Non è possibile tollerare l’assoluto disprezzo della vita umana da parte di chi ha a cuore solo il proprio profitto, di chi considera la sicurezza sul posto di lavoro una zavorra per la produttività.

Gli operai diventano sempre più carne da cannone, una voce sacrificabile di un bilancio dove contano solo i profitti del padrone.

Dopo pochi mesi i neoassunti (con i nuovi contratti a tutele inesistenti) vengono lasciati da soli a operare su macchinari per cui non hanno ricevuto un’adeguata formazione e addestramento. Spesso operano in condizioni di stress psicofisico inaccettabili, con lo spettro del licenziamento in ogni momento (grazie al Jobs Act e alla cancellazione dell’articolo 18). Sono costantemente spinti a ritmi produttivi insostenibili, in una spietata concorrenza con gli altri, per garantirsi e tenersi un posto di lavoro che a volte li uccide.

Negli ultimi anni si è assistito a una progressiva erosione della legge 626 (poi D.lgs 81/08), definita un “lusso” dall’ex ministro Tremonti, che è andata di pari passo all’esternalizzazione del lavoro e alla cancellazione dei diritti. Senza articolo 18, chi denuncerà eventuali lacune di sicurezza sul posto di lavoro? Con questa crisi capitalista, chi rifiuterà un lavoro per condizioni di sicurezza insufficienti?

Le RSU hanno indetto un’ora di sciopero per la giornata di giovedì, ma non è sufficiente. Nonostante i roboanti annunci a favore della sicurezza, gli stabilimenti Marcegaglia hanno una storia di infortuni impressionante, superiore del 300% alla media italiana.

Non lasciamoci ingannare: il padronato opera sempre nella stessa maniera e tenterà sempre di addossare agli operai la colpa di incidenti e infortuni. Ma quando un operaio si ferisce o muore, la colpa è sempre del padrone.

MORTI E INCIDENTI SUL LAVORO SONO FIGLI DELLA SETE DI PROFITTO DEGLI INDUSTRIALI.

UNA SOLA SOLUZIONE: I MEZZI DI PRODUZIONE IN MANO A CHI LAVORA!

1 Febbraio 2016

Cellula operaia - PCL sezione Romagna "Domenico Maltoni"

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