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India. La rivincita dei poveri

India. La rivincita dei poveri

(2 Aprile 2013) Enzo Apicella
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AMIANTO PIRELLI: COLPO DI SCENA, RINVIATA LA SENTENZA

(22 Marzo 2016)

21 marzo pirelli

Il giudice Anna Maria Gatto, presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, ha rinviato la sentenza prevista per oggi per gli imputati accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni gravi per la morte di 24 lavoratori degli stabilimenti milanesi della Pirelli di Viale Sarca, via Ripamonti e via Caviglia.

Gli imputati, accusati dei reati di concorso in omicidio colposo e lesioni gravissime nel procedimento in corso a Milano per i casi di operai vittime di tumori asbesto-correlati, sono stati membri del Cda della Pirelli tra 1979 e il 1989, e nel luglio 2015 sono stati tutti condannati per gli stessi reati dalla Sesta Sezione Penale del Tribunale di Milano, dal Giudice dott. Martorelli per un’altra ventina di casi analoghi.

La mattinata era iniziata alle 9,30 in un’aula affollata per la presenza di molte vittime dell’amianto e delle associazioni (in particolare degli associati del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, tutti con una spilletta bianca appuntata sul petto a ricordo dei morti d’amianto e una fascia nera in segno di lutto in ricordo di tutte le vittime dell’amianto e dello sfruttamento). Dopo le repliche del P.M. Maurizio Ascione e dell’avv. Laura Mara, legale delle parti civili, Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica, Associazione Italiana Esposti Amianto, sono intervenuti i legali dei responsabili civili di Pirelli Tyre s.p.a. e Pirelli & C. s.p.a. che, alla fine della loro replica hanno chiesto di verificare gli assetti delle varie società del gruppo la Pirelli negli anni perché, secondo loro alcuni dirigenti e lavoratori morti di mesotelioma non erano appartenenti alle varie società che si erano integrate o divise.

Il giudice verso le 13,30 ha sospeso la seduta ritirandosi in camera di consiglio e poco dopo le 18 ha letto l’ordinanza che dispone la nomina di un CTU per verificare gli assetti societari, rinviando quindi l’udienza all’11 aprile per il giuramento del CTU stesso.

Che gli avvocati della Pirelli cerchino di guadagnarsi il loro lauto onorario lo comprendiamo; in ogni caso il nostro Comitato per dimostrare davanti all’ennesimo colpo di scena la sua contrarietà ha srotolato uno striscione con la scritta: PER RICORDARE TUTTI I LAVORATOR UCCISI IN NOME DEL PROFITTO”.

La Pirelli e i suoi manager considerano i lavoratori solo numeri ed eventualmente un costo da risarcire monetizzando la morte e la salute per garantirsi l’impunità. Lo stesso vale per i loro avvocati difensori che, per tutta la durata del processo e con quest’ultimo atto, hanno trattato con cinismo le vittime come numeri, come cose e non come esseri umani.


Ora, purtroppo, i tempi per ottenere un poco di giustizia - per quanto tardiva – si allungano e l’obiettivo rischia di venire vanificato dalla prescrizione che sempre incombe.

Noi comunque continueremo a lottare per la sicurezza. La salute e la vita umana sono il bene più prezioso dell’essere umano. Beni che vanno difesi in fabbrica, nei posti di lavoro e nel territorio.



Milano 21 marzo 2016

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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