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Ratzinger sapeva

Ratzinger sapeva

(26 Marzo 2010) Enzo Apicella
Il New York Times rivela che Ratzinger era stato informato del caso di un prete che aveva molestato 200 bambini non udenti.

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(L'oppio dei popoli)

L’embrione non è vita. Il prete neppure.

(8 Giugno 2005)

No al metodo! – tuona gagliardo il Comitato “Scienza & Vita”: no all’uso del referendum su materie decisive per il futuro dell’uomo: la vita non può essere messa ai voti.

E, alzando il tiro, rincara la dose: lo strumento del referendum è inadeguato per intervenire su un tema così delicato e complesso e finisce per banalizzarlo.

Problema: perché un tema complesso non può passare attraverso la consultazione popolare?
Che niente niente questi chierici vaganti ci stiano comunicando, con pretesca ortodossia, che la nostra ignoranza supera – di gran lunga – la nostra buona volontà?

Già, così pare: vogliamo evitare che una minoranza di cittadini peggiori la legge 40 del 2004.

Si, si, non ci sono dubbi. È quello che intendono.

Dunque, stiamo ai fatti: una massa di incompetenti popola oltraggiosamente e senza autorizzazione lo stesso suolo degli ecclesiastici difensori della vita, entro i laici confini del Vaticano italiano.

Ma, giacché la massa è massa e non si cambia, giacché le convinzioni non mutano così in fretta e per tanta gente contemporaneamente, la plebe incolta bloccata sull’uscio delle urne referendarie oggi è con ogni probabilità – e senza tema di smentita – la stessa che viene accolta e plagiata tanto nelle chiese brutte che nelle chiese monumentali; la stessa che, con rigore geometrico degno d’un ingegnere del Genio civile, ai bei tempi tracciava “croce sulla croce” suscitando l’approvazione facciale dei curiali; la stessa che investe i suoi soldini benedetti per acquistare ai semafori e nei work-shop pontifici paccottiglia kitsch in odor di santità, per azionare col timer l’illuminazione degli affreschi ritagliati nelle cappelle, per ottenere diplomi con la benedizione papale.

Quelli che pagano l’otto per mille.

Non si sfugge. E come conciliamo, casta sacerdotale?

Delle due l’una: o il cittadino, cosciente o meno d’esserlo, è nient’altro che una capra ottusa e selvatica, bisognosa di cure ed attenzioni ed allora le vanno sottratti i diritti civili tutti, dal voto all’autocertificazione (dichiarazione dei redditi compresi); o è grande, adulto e vaccinato, capace di comprendere il dogma dell’Immacolata concezione, il senso ultimo della Resurrezione, di dare risposte convincenti ai Testimoni di Geova sulla comunione dei santi, frequentare le sette restauratrici e con consapevolezza contaminare il tessuto sociale ed allora non c’è neppure bisogno di intimargli come comportarsi nel silenzio solitario dell’urna. Già lo sa. Certo, nel secondo caso avreste/avremmo problemi a spiegare il pedagogico apostolato. E meno che meno le sonore sconfitte subite dal cattolicissimo fronte nel cattolicissimo feudo su temi quali divorzio e aborto.

Si capisce lontano un miglio quello che volete dire, col vostro impegno militante, le vostre tonache svolazzanti nelle piazze e tra la gente, come se foste politicanti di professione: il popolo è bestia volubile e imprecisa. Si lascia suggestionare, colpisce a caso, in base a imperscrutabili piani ormonali. È sempre un pericolo affidarsi ad esso.

Allora sostituire, con tutte le forze, alla pericolosa e volubile coscienza popolare la ben formata/delegata classe dei politicanti del crocifisso. Affinché strappino l’aborto tra i diritti di questi buoi da macello.

Tutto chiaro. Perché non si sa mai: che talvolta si è convinti che il fedele entri nell’urna e sappia dove indicare il suo “No” e quello ti ritorna frastornato e sudato, barcollante come ubriaco, infinocchiato dall’odore della sua stessa libertà civile, che non sapeva d’avere; e si finisce per nascondere la testa fin nel profondo del più fondo dei water, per la vergogna d’aver preso una scoppola terribile…

Meglio non fidarsi. Il popolo è ignorante.

Tanto che verrebbe da dirti, caro baciapile, che dovresti ringraziarla a peso d’oro quell’ignoranza; quella che hai avuto in dono dalla sorte, così come quella che hai coltivato – con cura esemplare – negli anni, nei decenni, nei secoli, piuttosto che brandirla come una spada alla crociata. Senza la santa ignoranza popolare, pensi che avresti spaventato qualcuno con quella favoletta dei comunisti che mangiavano i bambini e distruggevano le famiglie consacrate? Con lo spettro dell’apostasia e della scomunica? Pensi che si sarebbe fidato, il popolo di Dio, delle tue promesse elettorali di vita eterna, che avrebbe – con buona disposizione di cuore – accettato la tua elemosina e la tua signoria in cambio d’un futuro a perdere nell’aldilà?

Sai già la risposta, non sei poi così stupido.

Foggia - 1 giugno 2005

redazione provvisoria di "Plebe"

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