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Delocalizzazione alla Fiamm: un banco di prova per un fronte comune

per fermare le delocalizzazioni selvagge e difendere l’occupazione nel veneto

(9 Giugno 2005)

La crisi economica del modello imprenditoriale ed il fenomeno della delocalizzazione, orami rappresentano un nodo ineludibile per le politiche regionali nel Veneto. I dati annunciati dalle organizzazioni sindacali parlano chiaro, nei prossimi mesi si potrebbe arrivare ad una perdita occupazionale di oltre 50.000 lavoratori. Grandi e medie aziende pensano di superare tale congiuntura, delocalizzano all’estero parti delle attività oggi svolte nel veneto, inseguendo una idea inaccettabile di competizione fondata su bassissimi salari e deregolamentazione dei diritti dei lavoratori.

E’ ora la vota della FIAMM, azienda con stabilimenti in USA, Brasile, Cina, Rep. Ceca, che sembra intenzionata a chiudere gli storici stabilimenti vicentini di Montecchio Maggiore e di Almisano, lasciando a casa oltre 400 lavoratori e mettendo in crisi un vasto settore di indotto, delocalizzano le stesse attività negli stabilimenti della Rep.Ceca e Cina.

Ancora una volta si tratta di una azienda che per anni ha spremuto i propri dipendenti, ottenendo condizioni di lavoro sempre più onerose (pensiamo al lavoro domenicale e al turno notturno femminile), procedendo a più riprese a ridimensionamenti occupazionali.

Una azienda che ha disatteso gli accordi contrattuali stabiliti meno di un anno fa, dove si parlava di un piano triennale di investimenti, di rifinanziamento da parte degli azionisti, di mantenimento dell’occupazione negli stabilimenti veneti.

Rifondazione Comunista, come ribadito dal consigliere regionale Pietrangelo Pettenò durante l’assemblea dei lavoratori FIAMM, tenutasi nella serata di Lunedì 7 giugno a Montecchio Maggiore, ritiene indispensabile costruire un fronte comune per impedire le delocalizzazioni selvagge e difendere l’occupazione.

Sulla vicenda FIAMM si misurano concretamente le politiche delle amministrazioni e la volontà della Regione di sostenere efficacemente le attività produttive ed i lavoratori nel Veneto.

In questo senso il PRC ha già depositato una proposta di Mozione da far approvare in Consiglio regionale che impegna la Giunta regionale del Veneto ad assumere tutte le opportune azioni per impedire la chiusura degli stabilimenti vicentini.

Venezia 8 giugno 2005

Pietrangelo Pettenò
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA Gruppo consiliare alla Regione Veneto

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