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Tornate nelle fogne!

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(25 Aprile 2011) Enzo Apicella

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(Ora e sempre Resistenza)

ROMA NON SI VENDE!
di certo non ai fascisti, ma neanche alla Raggi o a Fassina.

(16 Maggio 2016)

La storia dei fascisti è lunga almeno quanto quella della repubblica democratica antifascista ed antioperaia,
poco antifascista ma tanto antioperaia.
Già, perchè dopo il ventennio mussoliniano,
fin da subito nell'immediato dopoguerra,
la parte maggioritaria dello stesso C.L.N. che aveva “liberato” l'Italia dai nazisti insieme agli anglo-americani si occupò di sdoganare i fascisti, liberandoli dalle galere,
impedendo l'esercizio della giustizia proletaria e facendoli accomodare in parlamento, dove siedono da allora,
insieme a tutti gli altri parlamentari della repubblica “antifascista nata dalla resistenza”.

Eppure, ogni tanto, in odore di elezioni, o quando non si hanno argomenti, a stagioni politiche alternate, ricompare il carrozzone “antifascista” repubblicano, piu' o meno affollato ma eternamente contraddistinto da un antifascismo di facciata,
tanto istituzionale quanto inoffensivo ed innocuo per i toponi neri.
Dai tempi del P.C.I. e del suo “antifascismo” condito in salsa A.n.P.I. ( gli stessi che in parte oggi diranno SI alla revisione costituzionale di Renzi!) si fa campagna elettorale “contro il fascismo” puntando al male minore ed al candidato migliore, mentre il movimento rivoluzionario diceva “basta con i fascisti” indicandone nomi, cognomi ed indirizzi su educativi volumetti propedeutici all'esercizio dell'antifascismo militante.

Storia lunga quella dei fascisti,
e con loro non è questione che “non basta la sfilata”,
e nemmeno di “prognosi riservata”.
E' questione impolitica quella dei fascisti.
Vanno messi in condizione di non nuocere e di non muoversi ogni qual volta li incrociamo sul nostro lavoro politico, ogni volta che al soldo dei loro padroni battono le nostre strade.
L'importante è avercelo il NOSTRO LAVORO POLITICO!
Quotidiano, profondo, tra i lavoratori, nel proletariato!
Perchè se non ce l'abbiamo noi ce l'hanno altri, fascisti compresi.

Ed allora è inutile abbaiare alla luna, o sfilare.
C'è altro da fare!

Pino ferroviere

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