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(12 Settembre 2009) Enzo Apicella

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(Dalla parte di Cuba)

Lasciate in pace Cuba

Sabato 25 giugno, giornata di mobilitazione nazionale al fianco di Cuba e dell’America Latina progressista

(14 Giugno 2005)

Vogliamo augurarci che nessuno – tra i movimenti di solidarietà, le associazioni e le forze politiche progressiste – abbia sottovalutato l’escalation che l’amministrazione Bush sta mettendo in campo contro l’esperienza politica e sociale di Cuba.

Al rafforzamento del blocco economico e commerciale, l’amministrazione Bush sta ormai affiancando una pesantissima offensiva politica, diplomatica e mass-mediatica tesa a dipingere Cuba – ma anche il Venezuela bolivariano - come “Stati canaglia” contro cui scatenare una nuova tappa della guerra preventiva.

Dopo quanto sta accadendo in Iraq, l’opinione pubblica ha ormai compreso che “l’esportazione della democrazia” concepita dai neoconservatori al potere negli USA non esclude il ricorso all’ingerenza e all’aggressione militare. Esiste il rischio che gli unici a non averlo compreso – o a rendersene subalterni e complici – siano proprio i governi e le forze politiche europei.

In molti ambiti ci si sta adeguando a quello che è stato definito lo “tsunami informativo”, una tempesta di notizie manipolate, occultate, ignorate teso a conformare uno scenario che legittimi l’intervento delle maggiori potenze contro i paesi che si oppongono alla loro egemonia economica, politica, diplomatica.

In controtendenza con questo scenario di oppressione colonialista mascherato da affermazione della democrazia, in America Latina si sono messi in moto processi politici e sociali di enorme importanza. A respingere le ingerenze statunitensi oggi non c’è più solo Cuba. Adesso ci sono il Venezuela, l’Argentina, il Brasile, l’Uruguay che hanno dato vita a governi progressisti e indipendenti, ci sono i movimenti popolari in Bolivia, Ecuador, Colombia, Nicaragua, c’è la possibilità che il Messico elegga dopo decenni un presidente progressista. Oggi in America Latina tra i vari paesi, ci sono progetti di integrazione economica equa, di un comune sistema informativo e di distribuzione delle risorse energetiche. Per arrivare a questi risultati Cuba ha svolto una funzione decisiva che le viene riconosciuta da un intero continente.

Per questo l’amministrazione Bush ha dichiarato apertamente di voler rovesciare il governo cubano e il suo modello economico-sociale. Gli Stati Uniti vogliono annientare Cuba per imporre la propria egemonia attraverso l’ALCA e per riportare il loro ordine in quello che storicamente ritengono il loro “cortile di casa”: l’America Latina.

La doppia morale con cui gli Stati Uniti affrontano la questione del terrorismo, sta aumentando la divaricazione e la resistenza tra le forze popolari dell’America Latina e la Casa Bianca. Washington scatena guerre in ogni angolo del mondo “contro il terrorismo” ma protegge i terroristi anticubani come Posada Carriles e incarcera i patrioti cubani che avevano smascherato e denunciato all’FBI le reti terroristiche attive sul territorio degli Stati Uniti. Gli USA non hanno l’autorità morale per imporre lezioni di democrazia a nessuno e lo stesso sarà per l’Unione Europea se si rivelerà nuovamente subalterna alle operazioni e agli interessi statunitensi in America Latina.

Per questi motivi, in Italia e in Europa, chiamiamo tutte le forze progressiste, le associazioni di solidarietà con Cuba e l’America Latina, i movimenti sociali antimilitaristi e antiliberisti a mobilitarsi contro l’aggressione statunitense verso Cuba e ad affiancare l’onda lunga progressista che si è alzata in America Latina.

Proponiamo a tutte le realtà politiche, associative e dell’informazione solidali con Cuba e con i movimenti popolari in America latina un momento unitario di discussione e mobilitazione

Sabato 25 giugno

Ore 10.00: assemblea nazionale presso il centro congressi “Cavour”, via Cavour 50/A (vicino stazione Termini) per discutere un programma d’azione comune nei prossimi mesi

Ore 16.00: SIT IN all’Ambasciata USA in via Veneto per chiedere l’estradizione di Posada Carriles in Venezuela, la liberazione dei cinque patrioti cubani imprigionati negli Stati Uniti e la cessazione delle ingerenze USA contro Cuba, Venezuela e le esperienze progressiste in America Latina.

Per informazioni e adesioni inviare a: cuba28giugno@libero.it; tel.06-5110757-06.4393512

Comitato 28 giugno

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