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(7 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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LA MOBILITAZIONE DEI FERROVIERI ITALIANI PER UN CONTRATTO DIGNITOSO: LA REALTÀ CHE IRROMPE SULLA SCENA.

(1 Giugno 2016)

cubcastrasp

Da mesi i ferrovieri italiani del comparto mobile, Macchinisti e Capitreno, sono impegnati in una dura vertenza per un rinnovo dignitoso del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e per respingere le prospettive di una privatizzazione selvaggia, che già in altri settori del comparto trasporti ha schiacciato i diritti dei lavoratori a solo
vantaggio di cinici speculatori , come accaduto nel Trasporto Aereo e nel Trasporto Locale su gomma.
“Rispetto del turno fornito dall’azienda e rispetto della normativa di lavoro” due concetti apparentemente scontati ma che, in questi giorni, stanno piegando un’organizzazione aziendale basata sul lavoro straordinario e sulle deroghe alla normativa contrattuale.
Il semplice rispetto del turno di gran parte dei ferrovieri, ha evidenziato carenze degli organici tali da causare gravi conseguenze per lo svolgimento del servizio.
Treni soppressi, molti altri decurtati di vetture e numerosi ritardi: tutto per mancanza di personale.
Non si tratta di assenze per malattia, permessi, ferie o altro, semplicemente la plastica dimostrazione che mancano centinaia di lavoratori per poter fornire un servizio completo ed efficiente, finora radicato sullo sfruttamento del lavoro.
Mentre la dirigenza aziendale è impegnata a dimostrare la bontà dei processi industriali, pavoneggiando il ritorno agli utili e la stabilità finanziaria, tutto crolla davanti al semplice rispetto delle regole lavorative e nonostante due CCNL consecutivi al ribasso, che già oggi consentono all'azienda ampia flessibilità di utilizzo del personale in servizio.
Qualcosa non torna in queste antinomie: non torna la logica del profitto per rendere appetibile l’azienda in funzione della privatizzazione, anziché il reinvestimento nei settori non remunerativi ma di bene collettivo (calmierare i prezzi, rilancio cargo, ammodernamento linee e carrozze, treni in più), non torna nulla davanti alla clamorosa realtà di questi giorni, suggellata dalla fortissima adesione allo sciopero nazionale dei ferrovieri, indetto dai Sindacati di Base il 24-25 maggio 2016.
Dopo decenni di contratti fortemente lesivi della vita lavorativa e familiare e dopo una riforma pensionistica che ci ha colpito duramente, aumentando di 9 anni l'età pensionabile di molti addetti, ben oltre la propria aspettativa di vita media di settore , i ferrovieri hanno superato ogni limite di sopportazione.
Tuttavia l'azienda continua irresponsabilmente a rifiutare le istanze espresse dai lavoratori nelle assemblee autorganizzate, libere e indipendenti, che stanno dimostrando con il successo della mobilitazione, piena rappresentatività.
Continueremo la mobilitazione affinché l'azienda investa sulle assunzioni e accetti norme sul lavoro finalmente sostenibili, per creare lavoro, per garantire la sua funzione pubblica e per evitare che i fatti continuino a smentire tante parole.
Continueremo la mobilitazione affinché il governo rinunci ai progetti speculativi di svendita del settore, che umiliano le legittime aspettative dei lavoratori e degli utenti.
Continueremo la mobilitazione affinché il Parlamento riveda la vergognosa normativa pensionistica attuale.
Continueremo la mobilitazione per meritare finalmente un degno CCNL, che inverta il processo di svendita dei diritti dei lavoratori che Aziende, Governo e sindacati collusi, stanno operando da decenni in questo paese.
Invitiamo tutti i lavoratori a contribuire alla stesura delle rivendicazioni e a sostenerle nella lotta e nei prossimi Scioperi.
1 giugno 2016

ferrovieri CUB Trasporti

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