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Il grande evasore

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(21 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Contro la direttiva Bolkestein. Contro la direttiva sull’ orario

Per un'altra europa

(22 Giugno 2005)

I francesi e gli olandesi con i referendum hanno bocciato una Costituzione Europea fondata sulla finanza, il mercato, l’impresa.
Una Costituzione allineata con le politiche delle varie Confindustrie basate sul ricatto dell’accettazione dell’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario o la chiusura della fabbrica e la delocalizzazione.
Una Costituzione contro la Costituzione italiana fondata sul lavoro e che non a caso Berlusconi sta cercando di smantellare. L’Italia è un concentrato di queste politiche:

- legge 30 che rende totale la precarietà;
- precarietà nelle pensioni con il passare del TFR nei fondi;
- declino industriale di grandi proporzioni;
- riduzione del potere d’acquisto dei salari (ormai sono gli stessi lavoratori dipendenti ad entrare nella fascia della povertà);
- devolution e attacco ai servizi sociali;
A livello europeo le politiche antioperaie sono evidenti nelle direttive Bolkestein e sull’orario di lavoro.

BOLKESTEIN
La Bolkestein consente a lavoratori di un paese europeo di lavorare in un altro paese con salario, orario, contratti, ed altre normative del paese d’origine. Appare chiaro che i lavoratori dell’Est potrebbero lavorare in Italia a condizioni complessivamente inferiori.
In questo modo si creerebbero delle zone franche dove non varrebbero contratti e legislazione italiana. Un ulteriore e pesante attacco, dunque, ai diritti dei lavoratori (italiani e migranti) che lavorano con le norme italiane.

ORARIO DI LAVORO A 65 ORE
Con la direttiva sull’orario di lavoro si vuole consentire di lavorare fino a 65 ore (non è un errore di stampa) a settimana. Si vorrebbe consentire, inoltre, di contrattare l’orario di lavoro a livello individuale.
Possiamo tutti immaginare cosa accadrebbe (e già in parte accade) con l’orario contrattato individualmente a cui si affianca in Italia l’obiettivo del contratto individuale (vedi legge 30). Del resto già nel nostro paese l’orario contrattuale, ed ancor più quello reale sta aumentando sotto il ricatto della crisi, della precarietà, della riduzione del poter d’acquisto di salari e pensioni.

I REFERENDUM FRANCESI E OLANDESI DIMOSTRANO CHE I CITTADINI NON VOGLIONO L’EUROPA DELLA FINANZA, DEL MERCATO, DELL’IMPRESA.
L’EUROPA CON LE LOTTE DEI LAVORATORI HA SEGNATO LE NUOVE FRONTIERE DELLA SOLIDARIETA’, DEI DIRITTI DEI LAVORATORI, DELLO STATO SOCIALE.

NO ALLA BOLKESTEIN, NO ALLA DIRETTIVA SULL’ORARIO DI LAVORO
SI’ AD UN’ ALTRA EUROPA

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Dipartimento Nazionale Lavoro

Fonte

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