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Cronaca di un disastro annunciato

(13 Luglio 2016)

disastro annunciato

Lo scontro tra i due treni tra Andria a Corato è solo uno dei tanti paradigmi del fallimento del sistema capitalistico.

La tratta lungo la quale i due treni si sono scontrati è gestita, grazie ad un contratto di servizio stipulato con la Regione Puglia, dalla società privata Ferrotramviaria Spa, guidata da Gloria Maria Pasquini, sorella del “conte” Enrico Maria Pasquini. La famiglia Pasquini controlla la società al 61,36% con una più piccola quota, il 12.7 % intestato a Clara Nasi, discendente della famiglia Agnelli.
Il “conte” Enrico ha a lungo operato sulla piazza di Roma attraverso la sua fiduciaria italiana, la Amphora, sede a Roma, in via Winckelmann, lo stesso indirizzo della Ferrotramviaria Spa. Sulle attività di Amphora ha indagato a lungo la Procura della repubblica di Roma, oltre al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza . Gli investigatori, nel corso della lunga inchiesta, hanno scoperto un “giro” di trasferimenti di capitali in nero tra l'Italia e vari paradisi fiscali e penali.

La Ferrotramviaria S.P.A. è proprietaria dei treni e dell’infrastruttura ferroviaria per un tratto di 83 chilometri che si estende da Bari sino a Barletta; 43 km del percorso, quelli lungo i quali si è verificata la tragedia del 12 luglio, sono da sempre a binario unico, nonostante gli innumerabili miliardi accumulati dalla Ferrotramviaria nel corso della sua storia e mai reinvestiti dall'azienda nel miglioramento delle infrastrutture, ad esempio per il raddoppio dei binari. D'altra parte: per quale ragione dovrebbe mai interessare a un “conte” (o alla sua sorellina) la vita di questi proletari che tutte le sante mattine devono prendere i suoi treni per sfamare le loro famiglie? Per quale ragione dovrebbe mai interessare a un “conte” (o alla sua “sorellina”) la vita di tutti quegli studenti che ogni giorno devono utilizzare il suo trenino per conquistare un titolo di studio con cui diventeranno gli sfruttati del sistema salariato domani?
Per quale ragione il “conte” o la sua sorellina (la “contessina”) dovrebbero spendere i loro immensi profitti e i denari pubblici che annualmente regala loro la regione Puglia per mettere in sicurezza la tratta Bari-Barletta? Ma che muoiano questi proletari, per di più meridionali e sottosviluppati.

Ed è così che la stampa borghese si accanisce alla ricerca del lavoratore colpevole, cercando di capire se è stato il macchinista che non ha risposto alla telefonata del capistazione o al contrario il capistazione che non ha telefonato al macchinista per avvisarlo che un treno gli stava arrivando in faccia. Ma è roba da matti! Nel 2016, in epoca di totale automatizzazione dei sistemi ferroviari, si cerca ancora di sviare le responsabilità dal vero e unico assassino dei viaggiatori pugliesi: il sistema capitalistico. Al contrario, perseguendo la logica perversa e criminale dei loro padroni, i giornalisti si affannano ad addossare ai lavoratori la colpa della tragedia e si guardano bene dal puntare l'indice verso gli unici responsabili della catastrofe, quei padroni che lanciano due treni l'uno contro l'altro ad alta velocità su un unico binario, solo per non reinvestire parte dei loro strabilianti profitti nella realizzazione di un doppio binario.

Come Partito Comunista dei Lavoratori siamo solidali con le famiglie delle vittime di questo disastro annunciato. Ma noi non piangiamo lacrime di coccodrillo: a differenza di quei governanti che ora fingono di affannarsi alla ricerca del colpevole e magari sperano di poter addossare le responsabilità alla fatalità o all'errore umano di un lavoratore, noi sappiamo chi è il responsabile di questo disastro. Questo disastro è l'ennesimo frutto marcio di un sistema sociale che tende a massimizzare i profitti di pochi parassiti a danno della vita dei lavoratori. Questo disastro è l'ennesimo frutto marcio di quel sistema sociale che viene difeso a spada tratta da quegli stessi governanti che in queste ore piangono le lacrime di coccodrillo.

Nel dolore di queste ore, i lavoratori e gli studenti pugliesi hanno una importante lezione da apprendere: siamo carne da macello nell'ingranaggio della macchina borghese. I nostri sogni, le nostre vite, la nostra quotidiana fatica per cercare di ritagliarci uno spazio dignitoso in questa società sono messi quotidianamente a rischio da un sistema che ha un unico obiettivo: quello di far arricchire un pugno di parassiti sul nostro lavoro e sulla nostra pelle. La vita di decine di migliaia di lavoratori pugliesi che quotidianamente sono costretti a viaggiare l'uno contro l'altro su uno stesso binario non conta nulla in questo sistema. L'unico dio è il profitto dei “conti” e delle “contessine”.

Ma non è più il tempo di scandalizzarsi. Quello che accade tutti i giorni, in Puglia e in tutto il mondo, è semplicemente il prodotto di una società che persegue la folle logica della guerra tra capitali e della guerra che il capitalismo conduce contro i suoi sfruttati.

Come Partito Comunista dei Lavoratori rivendichiamo l'esproprio, sotto il controllo dei lavoratori, delle infrastrutture ferroviarie e dei treni della tratta Bari-Barletta, assieme all'esproprio dei profitti della Ferrotramviaria S.P.A e il loro riutilizzo per la messa in sicurezza della tratta Bari-Barletta.
Solo abolendo il sistema dei profitti, solo consentendo ai lavoratori di operare in condizioni di sicurezza, queste catastrofi possono essere evitate. Ma per fare questo è necessario che i lavoratori concentrino nelle loro mani le leve del potere, spazzando via, una volta per tutte, i parassiti e i loro governanti.

Salvatore de Lorenzo - Coordinatore regionale del Partito Comunista dei Lavoratori - Puglia

Salvatore de Lorenzo - Coordinatore regionale del Partito Comunista dei Lavoratori - Puglia

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