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Ventiquattro ore senza di noi

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(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
Sciopero generale dei lavoratori migranti

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(L'unico straniero è il capitalismo)

Aderiamo al presidio indetto dai compagni di Varese per sabato 25 giugno

(25 Giugno 2005)

Quanto sta succedendo a Varese è sotto gli occhi di tutti. A partire dal ferimento a morte di un militante di estrema destra - e non un semplice e inerme barista come si è voluto far credere - da parte di un immigrato albanese - che, tra l'altro, ha dichiarato di aver più volte subito minacce e aggressioni da militanti di estrema destra - abbiamo assistito ad una crescita molto rapida dell'iniziativa politica da parte di formazioni e partiti di estrema destra, specialmente Forza Nuova e Lega Nord.

Agli agguati perpetrati vigliaccamente contro strutture e militanti del movimento antagonista, così diffusi e numerosi da far pensare ad una vera e propria campagna politica di aggressione su scala nazionale, si affianca una crescita dell'iniziativa di propaganda politica la cui principale parola d'ordine è l'attacco all'immigrazione clandestina che trova una ampia e manifesta copertura nelle parole del Ministro dell'Interno Pisanu: "l'omicidio di Claudio Maggiorin conferma purtroppo che l'immigrazione clandestina rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza e l'ordine pubblico nel nostro Paese.

Quanto è accaduto a Varese deve far riflettere tutti coloro che, in un modo o nell'altro, nelle istituzioni o nelle piazze, si oppongono a qualsiasi forma di contrasto o anche solo di controllo dell'immigrazione clandestina". Parole tanto più inquietanti se si pensa che sono state pronunciate a seguito del pestaggio di alcuni immigrati, durante una delle ultime manifestazioni neofasciste a Varese, e all'indomani dell'ennesima operazione repressiva che ha portato all'arresto di numerosi compagni (ad esempio a Lecce) impegnati nella lotta e nella solidarietà di classe, contro i CPT e le leggi razziste.

Non possiamo che notare come le politiche statali in tema di immigrazione tendano a coincidere sempre di più con le politiche di sicurezza e di controllo dell'ordine pubblico e come questo passaggio venga colto dalle formazioni politiche più strutturate dell'estrema destra per reclutare militanti e consolidarsi sui territori. Da questo punto di vista, la manifestazione lanciata da Forza Nuova per sabato 25 giugno a Varese rappresenta infatti il tentativo di egemonizzare questi rigurgiti razzisti sotto la propria bandiera.

Le conseguenze pratiche di questo perenne clima allarmistico, mantenuto ad arte, sono l'incremento dei rastrellamenti nei quartieri di immigrati e nei campi rom, delle deportazioni, delle ronde anti-immigrato, dell'impiego in chiave poliziesca e militare di porzioni sempre più consistenti della società (Croce Rossa, Vigili del Fuoco, personale salariato del trasporto pubblico e privato, lavoratori aeroportuali) e della repressione delle lotte in genere.

Di fronte a questo scenario già in atto, dobbiamo ribadire con forza che:

- la clandestinità è una condizione voluta e mantenuta proprio da chi, da una parte, si dichiara paladino della guerra santa contro l'immigrazione clandestina mentre, dall'altra, sfrutta la forza-lavoro immigrata in imprese legali ed illegali, specula sul mercato nero dei permessi di soggiorno (la polizia in primis), degli affitti, della droga. La lotta contro la clandestinità esiste e sono gli immigrati stessi a condurla per primi.

- Il razzismo e, più in generale, le politiche di desolidarizzazione fra i proletari, rappresentano un grosso ostacolo alla generalizzazione delle lotte e alla crescita di un movimento rivoluzionario favorendo invece la crescita di attività e formazioni criminali di stampo neofascista e neonazista, anche all'interno delle "forze dell'ordine", e per tanto vanno osteggiate senza esitazioni;

- l'innalzamento delle dinamiche autoritarie e repressive in Italia è la conseguenza, sul "fronte interno", dell'impegno bellico nostrano nella guerre imperialistiche di aggressione e di rapina ai danni delle popolazioni della periferia del mondo, delle quali l'emigrazione è conseguenza.

Come comitato di sostegno alla lotta dei detenuti di via Corelli - Mi, aderiamo al presidio lanciato dai compagni di Varese per sabato 25 giugno, alle 15.00, via Veratti angolo corso Matteotti.

comitato di sostegno alla lotta dei detenuti di via Corelli

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