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USA: NON E' IL COLORE DELLA PELLE A DIVIDERE, MA LA CLASSE SOCIALE

(21 Agosto 2016)

philando castile

Philando Castile

La lotta dei lavoratori negli Stati Uniti ha raggiunto livelli alti a partire dal 1919. In quell'anno a Seattle i navalmeccanici guidati da James A.Duncan trascinarono per cinque giorni in sciopero generale 60.000 lavoratori. Iniziava da lì un anno chiave della lotta di classe in America. Erano in sciopero meccanici e ferrovieri, tessili e portuali, industrie dell'alimentazione e dell'abbigliamento. E si arrivò allo scontro decisivo sul terreno della produzione della materia allora fondamentale: l'acciaio. Gli operai siderurgici chiedevano un contratto collettivo con aumenti di salario e giornate lavorative di otto ore.
La UNITED STATES STEEL CORPORATION RISPONDEVA CHE NON AVEVA NESSUNA INTENZIONE DI "discutere di affari con loro". Autorità e forze militari locali, federali e statali, tutte dalla parte dei padroni. Caccia alle streghe antioperaia, isolamento delle loro organizzazioni nell'opinione pubblica. Una ventina di morti, e fu sconfitta.
Si ritiravano i siderurgici, entravano in campo i minatori. Qui l'organizzazione operaia era più alta e le richieste più forti: aumenti salariali del 60%, settimana lavorativa di 36 ore. Ebbero la metà di quanto richiedevano in salario, niente di quanto chiedevano sull'orario. Dati i rapporti di forza fra le classi, il minimo che potevano ottenere. I giornali borghesi dell'epoca titolavano: "nessuna minoranza organizzata ha il diritto di gettare il Paese nel caos".
Nel mese di Luglio appena trascorso, negli Stati Uniti c'è stata una settimana di violenze. Il 5 Luglio Alton Sterling, un nero di 37 anni che vendeva CD in strada, viene ucciso a colpi d'arma da fuoco da due poliziotti a Baton Rouge, in Louisiana. In due filmati girati da alcuni passanti si vedono gli agenti che sparano a Sterling, dopo averlo immobilizzato a terra. Centinaia di persone scendono in piazza per protestare contro gli abusi della polizia.
Il 6 Luglio in Minesota, Philando Castile, un nero di 32 anni, è ucciso da un poliziotto che lo aveva fermato per un controllo. Il 7 Luglio, un nero di 25 anni, Micah Xavier Johnson, spara contro la polizia durante un corteo organizzato dal movimento “Black lives matter”, uccidendo cinque agenti. Dopo aver sparato si nasconde in un garage. Viene ucciso poco dopo dalla polizia che usa un esplosivo trasportato da un robot.
Le proteste scoppiate a Baton Rouge hanno portato a centinaia di arresti. Baton Rouge è in realtà composta da due città. La prima è quella a sud: un labirinto di stradine private e lussuosi centri commerciali, piena di luoghi di divertimento e abitata prevalentemente dalla borghesia. L'altra è a nord: uno squallido aggregato di vecchi quartieri e strutture abbandonate, perlopiù abitata dal proletariato nero. E 'lì che è morto Sterling. Secondo i “Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie”, nel 2013 Baton Rouge era al primo posto in tutto il Paese per casi di AIDS. I media borghesi considerano le condizioni dei quartieri neri di Baton Rouge come il risultato di una serie di scelte di vita sbagliate.
Come molte comunità urbane, Baton Rouge nord è il risultato di schemi sociali precisi e del prezzo che finiscono per pagare i quartieri e le famiglie proletarie. La sofferenza aumenta ogni giorno, questo è il contesto, in cui un uomo arriva a vendere CD A MEZZANOTTE PER SFAMARE LA SUA FAMIGLIA. Questo è il contesto in cui matura la rabbia e la frustrazione, che stanno esplodendo. Una linea di separazione attraversa Baton Rouge. E' una linea che è stata tracciata deliberatamente dal capitale, prima di tutto con la divisione delle classi sociali.
Una serie di studi, tra cui quello del PEW RESEARCH CENTER, MOSTRANO IL PESANTE DIVARIO CREATOSI TRA LE CLASSI SOCIALI IN AMERICA. L'economia USA nel corso degli ultimi decenni si è sviluppata totalmente a favore di un'aristocrazia corporativo-finanziaria. Solo i super-ricchi hanno avuto guadagni. La grande maggioranza della popolazione ha sofferto un inesorabile deterioramento del reddito, del welfare e delle condizioni di vita. Un americano su 50 è completamente privo di reddito e vive di “buoni” alimentari. 50 milioni di persone in America si trovano in condizioni di indigenza alimentare almeno una volta all'anno.
Gottschalk, un professore americano di Scienze politiche presso l'Università della Pennsylvania, segnala in un suo scritto che ben 2,2 milioni di persone nel Paese si trovano in carcere, e quindi non figurano nell'elenco dei disoccupati. La popolazione carceraria statunitense è la più numerosa del mondo. Analisti parlano di crescente proletarizzazione delle carriere giuridiche. Il crescere di disuguaglianza sociale è destinato a portare grande tensione nella società.
Si è aperto un abisso tra i ricchi e la classe lavoratrice, e la famigerata “classe media”, principale supporto della democrazia parlamentare, sta perdendo progressivamente il suo ruolo. Questa traumatica transizione socio-economica sta mettendo in crisi la democrazia borghese. L'establishment americano sta lavorando attivamente per instaurare un nuovo autoritarismo. Questa spinta reazionaria va a braccetto con il militarismo e con un eterno stato di guerra globale.
L'ascesa dell'elemento fascista è personificata dal miliardario Donald Trump. La sua xenofobia e la demagogia populista sono parte di uno sforzo di incanalare la rabbia e la paura di una parte instabile e tormentata della piccola borghesia. I lavoratori del settore industriale ne hanno subite di ogni sorta durante gli ultimi decenni. L'esperienza dei lavoratori dell'industria automobilistica, il cui salario di base è stato dimezzato e i cui sussidi sono stati distrutti, è l'espressione più acuta di un problema generalizzato.
La polarizzazione della società americana, con un'elite immensamente ricca da una parte e la gran parte della popolazione che vive del proprio lavoro dall'altra, getta le basi di un confuso conflitto sociale. La putrefazione del capitalismo americano sta producendo non solo i Trump, i Clinton e gli Obama, ma sta anche preparando una rivolta di massa del proletariato, non solo quello nero.
La borghesia offre povertà, dittatura di classe e guerra. La classe lavoratrice deve trovare una via d'uscita dal sistema capitalistico, attraverso la lotta di classe e l'organizzazione rivoluzionaria. Una lotta contro le basi della società borghese, una lotta internazionalista nella sua impostazione e nei suoi obiettivi.

Alternativa di Classe

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