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NO ALL’INGANNO AI DANNI DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA

(23 Agosto 2016)

flaica cub 2

Nel corso di questo Agosto è andata in scena l'ultima commedia della serie “Trattativa tra Federdistribuzione e Filcams-Fisascat-Uiltucs sul contratto della Grande Distribuzione Organizzata”.

Le organizzazioni di categoria di Cgil-Cisl-Uil hanno dichiarato chiuse le trattative e invocato l'applicazione del contratto Confcommercio da loro rinnovato il 30 Marzo del 2015, sventolando gli 85 euro di aumento in tre anni lì previsti.
In realtà sappiamo che le trattative si sono ridotte sul riordino degli enti Bilaterali, vera e propria manna per le casse di Filcams-Fisascat-Uiltucs, dei quali Federdistribuzione vuole una razionalizzazione che porterebbe a sé un risparmio e ai sindacati di categoria un taglio dei fondi.

La questione che agita gli stati maggiori di Cgil-Cisl-Uil di categoria, come si può vedere, non è certo di particolare interesse per lavoratrici e lavoratori, anzi. Ricordiamo che gli enti bilaterali vengono finanziati -volenti o nolenti- dalle e dai dipendenti del settore con le loro buste paga, senza averne in cambio assolutamente nulla.
L’aspetto più preoccupante della vicenda, però, è la scoperta volontà di ottenere l'applicazione di un rinnovo del contratto commercio tutta penalizzante per lavoratrici e lavoratori.

Ricordiamo i punti salienti del contratto commercio 2015 e del suo clone contratto Confesercenti 2016:

all'articolo 17 si prevede che le azienda possano assumere con contratto di apprendistato (quindi con un salario d’ingresso nettamente inferiore ai minimi contrattuali) se nei tre anni precedenti hanno confermato almeno il 20% degli apprendisti precedentemente assunti. Nel rinnovo precedente il limite era fissato all’80%; è evidente che un margine di assunzioni così basso inaugura l’era dell’apprendista usa e getta: quando hai finito il contratto di apprendistato vieni allontanato

all'articolo 69 viene prevista la possibilità di assumere personale a tempo determinato con la formula del sostegno all'occupazione. Si tratta dell’assunzione di soggetti con un periodo non breve di disoccupazione alle spalle. Questi lavoratori, il cui contratto dovrebbe durare in media un anno verranno inquadrati per sei mesi a due livelli inferiori alle mansioni effettivamente svolte, e per gli altri sei mesi a un livello inferiore. Un gentile omaggio alla ditta.
all'articolo 125 viene prevista la possibilità per le aziende di rendere flessibile l'orario di lavoro del personale (con solo 15 giorni di preavviso) portandolo fino a 44 ore di servizio settimanale per 16 settimane senza pagare straordinari di sorta. Il lavoratore o lavoratrice potrà solo recuperare le ore in più durante i periodi di morta. In pratica alle aziende è stata concessa l’abolizione dello straordinario e la completa disposizione sulla vita dei dipendenti.
In aggiunta all'articolo 125, gli articoli 126 e 127 permettono in sede di contrattazione aziendale di portare i limiti a 48 ore settimanali per 24 settimane. La ragione è evidente: la contrattazione al ribasso viene trasferita sul livello dove i lavoratori sono più deboli e le aziende maggiormente facilitate a giocare la carta del ricatto occupazionale.

Come possiamo vedere un contratto tutt'altro che interessante per i dipendenti ma lucroso per Filcams-Fisascat-Uiltucs, che hanno ottenuto conferma e implementazione degli enti bilaterali, tanto territoriali che nazionali, e per i fondi Est e Quas.

Lavoratrici e lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata non devono cadere nel tranello che ci viene teso da organizzazioni sindacali che hanno decisamente abdicato alla difesa degli interessi dei lavoratori a favore dei propri. Quello che è necessario è una grande mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del settore sulla base di una piattaforma che preveda:

la cancellazione della vergogna del lavoro domenicale obbligatorio pagato in ordinario
sostanziosi aumenti in busta paga da recuperare anche abolendo gli enti bilaterali e la trattenuta sul salario
la cancellazione degli articoli 125, 126 e 127 del contratto Commercio e la fine della flessibilità gratuita
il ritorno del pagamento per intero di tutte le giornate di malattia
l'avvio della riduzione d'orario a parità di salario come strumento per contrastare la crisi della Grande Distribuzione Organizzata
Divieto di apertura dei centri commerciali nei giorni di festività nazionale
Democrazia sindacale con il ripristino di libere elezioni aperte a tutti i sindacati
No ai trasferimenti intimidatori e repressivi
No agli straordinari obbligatori

Agosto 2016

FLAICA UNITI CUB

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