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ROMA, DA RSU USI UN RESOCONTO SULLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE CULTURA DEL 29 AGOSTO

(30 Agosto 2016)

biblioteca

Care/i colleghe/i, cittadini-e
ieri pomeriggio, lunedì 29 agosto, sono andato ad assistere alla riunione della Commissione consiliare Cultura, indetta dalla Presidente Eleonora Guadagno (M5S). Ero l'unico dipendente dell'ISBCC presente, nonché unico rappresentante sindacale di Roma Capitale.
L'Assessore Luca Bergamo, invitato a presentare il suo programma, ha parlato per più di un'ora, presentando molti dati e definendo le direttrici e i punti qualificanti della sua azione per la crescita culturale della Capitale. Provo qui a riassumere - è difficile, stavolta, e non riuscirò a essere breve - un intervento molto articolato e interessante, che offre vari spunti di riflessione e di necessario approfondimento, per essere ben compresi.
Sulla schermata del suo p.c. portatile ha fatto scorrere grafici, immagini, parole-chiave (scienza, arte, emancipazione, coesione, redistribuzione, eccellenza, memoria, radici, futuro...), con costante riferimento alle altre capitali europee. Il confronto è piuttosto deprimente, per Roma; anche se la nostra città, secondo l'Assessore, ha grandi potenzialità su cui agire per risalire la china. Uno degli indicatori, il "benessere percepito", dice che l'82% dei romani pensa di non avere "nessuno che lo aiuti"; un altro, che oltre il 50% non si fida dei suoi concittadini; che il 72% non si fida dell'amministrazione pubblica... tutti numeri che collocano Roma all'ultimo o al penultimo posto delle capitali europee. Dagli "altri", Roma è considerata ai vertici dell'interesse turistico, insieme a Parigi; ma il gradimento crolla sulla sua attrattiva come città dove vivere e, ancora peggio, come città dove proporre e svolgere attività culturali; quindi, non è attrattiva nei confronti delle persone, delle associazioni, delle imprese che, sia italiane che europee, potrebbero incentivare lo sviluppo culturale.
Senza dare giudizi sulle precedenti Amministrazioni, Bergamo ha delineato un quadro preoccupante e sconfortante, anche in relazione alla coesione sociale: a un certo punto del suo discorso, ha anche evocato il pericolo di una disgregazione di tale gravità - se cresceranno le pulsioni e la mentalità nazionaliste e identitarie - da sfociare in possibili guerre sul territorio europeo [N.d.R.: ricordiamoci dell'ex Jugoslavia]. La crescita culturale è un potente antidoto a questo pericolo, oltre ad essere una componente fondamentale del benessere generale delle persone, che va ben oltre il livello di reddito.
Da molti anni, secondo l'Assessore, la politica culturale del Comune di Roma non ha avuto un indirizzo unitario e rivolto veramente alle future generazioni: la frammentazione degli interventi è stata la costante, pur raggiungendo a volte vertici di grande qualità. Ma Roma è la capitale, e una capitale deve costantemente, non occasionalmente, produrre l'eccellenza.
Ha fatto poi degli esempi:
- i nostri musei sono ancora considerati, gestiti e proposti come luoghi di conservazione ed esposizione di oggetti, mentre la tendenza europea ormai prevalente è di trasformarli in luoghi dove il visitatore possa fare esperienze di crescita artistica, scientifica, culturale in generale; proprio i musei della Scienza sono un buon modello;
- il Festival delle Letterature propone appuntamenti e incontri di qualità, ma si rivolge sempre allo stesso pubblico, quantificato in 7.500 persone (le presenze totali sono circa 30.000 a ogni edizione), e ciò non produce alcuna crescita culturale nella città;
- considerazioni analoghe, anche se con numeri diversi, si possono fare per il Festival del Cinema;
- i costi di questi e di altri grandi eventi sono notevoli, ma il "ritorno" in termini di incremento del livello culturale generale è quasi nullo.
Bergamo ritiene che le cose non miglioreranno se si insegue la mercificazione della cultura, asservendola magari allo sviluppo del turismo in città. Vuole valorizzare invece una grande ricchezza di Roma, la produzione culturale indipendente, superiore a quella di ogni altra capitale europea. Perciò l'Assessorato vuole sviluppare, per cominciare, la fiera della Piccola e Media Editoria (PME). Vuole far emergere la realtà culturale sommersa. Ridurrà i costi amministrativi che gravano su teatri, cinema, sedi culturali, in cambio (baratto) di iniziative e attività concordate con l'Amministrazione comunale e rivolte ai cittadini. Semplificherà i regolamenti, farà un riordino organizzativo interno e stabilirà relazioni organiche e stabili con la Regione e il MiBAC. Favorirà il mecenatismo, aiuterà singoli e cooperative del Terzo settore (no-profit), ma valorizzerà anche il personale dipendente capitolino e le tante competenze poco o per niente utilizzate. Attraverso un confronto con la Corte dei Conti e il Governo, proporrà modifiche alle norme sull'utilizzo del patrimonio culturale immobiliare. Creerà un Consiglio Culturale cittadino (un organo snello, che discuta e produca analisi e proposte) e proporrà il coordinamento tra assessorati, per risolvere problemi comuni.
Un ruolo centrale nella strategia dell'Assessorato lo avranno le Biblioteche di Roma, un grande patrimonio dell'Amministrazione, diffuse su tutto il territorio. A loro sarà anche affidato il monitoraggio sui servizi culturali. L'ISBCC si coordinerà con il PalaExpò, che deve diventare un centro di progettazione e diffusione delle attività culturali nella città, con particolare accento sulla divulgazione della conoscenza scientifica e artistica. Sarà riscritto il contratto di servizio con PalaExpò e quello con Zetema, entrambi in scadenza a dicembre. In particolare, Zetema dovrà offrire prestazioni, più che fornire personale; e dovrà dotarsi di una vera organizzazione aziendale, che ora non ha.
Rispondendo poi alle domande e richieste dei consiglieri (Zotta, Pelonzi, Ghera, Montella, Penna):
- le scuole, come le biblioteche hanno e avranno sempre più un ruolo centrale;
- saranno favorite le imprese che operano in modo cooperativo e collaborativo, piuttosto che competitivo e individualistico, perché è questa la tendenza vincente nell'economia del futuro, secondo molti studi autorevoli;
- l'Assessorato seguirà attentamente i cambiamenti normativi e organizzativi determinati dalla trasformazione in Città Metropolitana;
- la rete dei centri culturali nelle periferie non sarà trascurata, ma sviluppata;
- tra poco la biblioteca "Giovenale", che rischiava la chiusura, diventerà una delle Biblioteche di Roma;
- l'Assessorato si impegna a far uscire i bandi per l'Estate Romana 2017 con largo anticipo;
- ci sarà piena collaborazione con la Commissione Turismo, per sviluppare in sinergia attività culturali diffuse e accessibili a tutti;
- nei contratti di servizio saranno ben specificati i livelli minimi da garantire.

Rispondendo infine ai cittadini presenti, rappresentanti di associazioni, comitati ecc. (Italia Nostra, un'organizzazione di studenti, un comitato per la tutela del patrimonio dell'Appia Antica, ecc.), ai quali la Presidente della Commissione ha voluto lasciare la parola per brevi interventi di 3 minuti:
- tra poco la biblioteca "Giovenale", sull'orlo della chiusura, diventerà una delle Biblioteche di Roma;
- sarà valutata la proposta di tenere una fiera dell'editoria romana nella sede dell'Altra Economia;
- l'Assessorato riceverà e analizzerà con attenzione la documentazione raccolta da Italia Nostra e dal comitato per l'Appia Antica, su violazioni e pericoli relativi al patrimonio archeologico, artistico ed ambientale della città;
- i giovani sono il futuro, perciò ci sarà grande attenzione alle loro proposte e richieste, tra cui l'accessibilità alla cultura a costi ridotti o gratuita.
Nel mio intervento, ricordando a scanso di equivoci che le Biblioteche sono un pezzo dell'Amministrazione di Roma Capitale e non un'azienda partecipata (così è purtroppo definita dal DUP approvato da Tronca), ho fatto appello a tutti i consiglieri perché agiscano presto - insieme alla Giunta e al Consiglio, nelle rispettive competenze - per aiutare l'ISBCC a superare le gravi difficoltà che le impediscono sempre più di svolgere al meglio i propri compiti. Dopo cinque anni di progressivo definanziamento e di seria riduzione dell'organico, in via di ulteriore contrazione; dopo la drastica riduzione del salario accessorio determinata soprattutto (ma non solo) dal contratto unilaterale; senza un CdA che definisca il programma e l'articolazione del bilancio per i prossimi mesi e anni; accadrà presto, se non sta già accadendo, che la qualità e la quantità dei servizi bibliotecari alla cittadinanza siano destinati a peggiorare e a ridursi. Urge quindi un incremento del finanziamento, l'assegnazione di almeno 30 unità tra i vincitori di concorso (bibliotecari e istruttori attività culturali), la cancellazione della delibera Marinelli che ha ridotto il salario accessorio, una rapida nomina del CdA (mentre non sembra più in pericolo l'esistenza stessa dell'ISBCC, essendosi già espresso in proposito l'Assessore alla Crescita culturale).

Per quanto riguarda ciò su cui può intervenire, Bergamo mi ha risposto che ha elaborato e inviato alla Sindaca i nuovi criteri per i bando che dovrà indicare il nuovo CdA dell'ISBCC, criteri che possano garantire l'eccellenza nella scelta delle persone e la sinergia con le scelte strategiche dell'Assessorato. Nel frattempo, la continuità della direzione è stata garantita dalla recente decisione della Giunta di prorogare gli incarichi di tutti i dirigenti capitolini fino al 31.12.2016.
Concludendo, la Presidente Guadagno ha assicurato che ci saranno altre riunioni di questa Commissione per affrontare nello specifico gli argomenti più importanti e per continuare ad ascoltare la voce dei cittadini.
Buon pomeriggio.

Giorgio Salerno (RSU-USI)

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