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L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
E LA QUESTIONE DELLE MACCHINE

(29 Settembre 2016)

Dal n. 45 di "Alternativa di Classe"

John Stuart Mill

John Stuart Mill

La questione delle macchine, che due secoli fa scatenò furiosi dibattiti nel Regno Unito, oggi si ripropone in una nuova forma. Gli esperti di tecnologia, gli economisti ed alcuni intellettuali dibattono sulle possibili conseguenze dell'intelligenza artificiale, una tecnologia in rapido sviluppo.
La Bank of America MERRILL LYNCH prevede che entro il 2025 il valore annuale delle trasformazioni imposte dall'intelligenza artificiale potrebbero oscillare tra i 14mila ed i 33mila miliardi di dollari, compresi 9mila miliardi legati alla riduzione dei salari. Il McKINSEY GLOBAL INSTITUTE sostiene che l'intelligenza artificiale sta contribuendo ad una trasformazione della società "dieci volte più veloce e trecento volte più grande, e quindi con conseguenze tremila volte maggiori, rispetto alla rivoluzione industriale". I colossi della tecnologia stanno comprando aziende di intelligenza artificiale e si fanno concorrenza per assicurarsi i migliori ricercatori.
John STUART MILL, nella sua opera "Principi d'economia politica", dice: "Ci si deve chiedere se tutte le invenzioni fatte fino ad oggi abbiano alleviato le quotidiane fatiche d'un qualunque essere umano". Questo non è certamente lo scopo dei robot e dei computer, usati alla maniera del capitale. Al pari di ogni altro sviluppo della forza produttiva del lavoro, essi tendono a ribassare il prezzo delle merci e ad accorciare la parte della giornata lavorativa che il lavoratore utilizza per sè stesso, prolungando l'altra parte della giornata lavorativa in cui egli lavora gratuitamente per conto del capitalista.
In una società divisa in classi, la scienza non è neutrale: robot e computer sono mezzi per la produzione di plusvalore. IL CAPITALE si forma tramite l'accumulazione di lavoro non retribuito. "Il capitale è lavoro morto che resuscita come un vampiro, solo succhiando lavoro vivo, e tanto più vive quanto più ne succhia [Marx "Il capitale" Volume I°, Capitolo IV]”. Il capitale ha l'intrinseco impulso di una sempre più intensa valorizzazione di sè medesimo, donde deriva la tendenza ad un accorciamento fino agli estremi limiti del tempo di lavoro necessario per rimpiazzare il denaro investito in forza lavorativa . Con l'introduzione di robot, l'effetto è quello di fornire un maggior numero di prodotti in un tempo minore, determinando un ribasso di prezzo di quelle merci che entrano nella cerchia del consumo abituale del lavoratore, e facendo calare in tal maniera il valore delle sue prestazioni, mutilando le sue capacità e degradandolo spesso al rango di semplice accessorio del computer.
La scienza sociale di oggi è come l'apparato produttivo della società capitalistica: tutti apparentemente ci sono dentro, ma chi ne trae fuori profitto sono solo i padroni. Respingiamo la ridicola accusa di voler ributtare l'uomo nella barbarie. Useremo altri metodi per lottare contro il capitale, al di là del grido preistorico: “distruggiamo le macchine!”. Le grandi aziende tecnologiche e la loro scienza sono per noi terreno della lotta di classe.
I sistemi di riconoscimento facciale, basati sul DEEP LEARNING, il campo di ricerca dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale, rende gli strumenti di sorveglianza più potenti. FIND FACE è un'applicazione che permette di scattare foto di estranei e scoprire chi sono attraverso le immagini usate nei loro profili sui social network. Le immagini di un corteo di lavoratori o studenti, riprese a centinaia di metri di distanza, potrebbero essere usate per sapere chi ha partecipato ad una manifestazione di protesta, anche a distanza di anni. Il DEEP LEARNING ha reso impossibile partecipare ad un evento senza essere riconosciuti. Il DEEP LEARNING permette ai padroni e ai loro Governi di spiare i lavoratori.
Preoccupanti sono le applicazioni militari dell'intelligenza artificiale, c'è la possibilità che siano costruite armi autonome in grado di agire senza alcun intervento umano. Le decisioni che implicano la vita o la morte di persone potrebbero in futuro essere prese da macchine che “non possono assumersene la responsabilità”. Ronald Arkin, del “Georgia Institute of Technology”, sostiene che i robot militari basati sull'intelligenza artificiale, potrebbero essere superiori ai soldati: non prenderebbero decisioni sbagliate nei momenti di tensione.
Nella Repubblica Popolare Cinese per bloccare gli scioperi, che coinvolgono migliaia di operai, la parola d'ordine è: sostituire operai con robot. Tra gli obiettivi "importanti" da raggiungere vi è quello di arrivare all'80% di robotizzazione entro il 2020. Per incentivare le aziende verso una rapida robotizzazione, il Governo cinese assicurerà risorse finanziarie a chi acquisterà o affitterà dei robot.
E' bene riflettere sul modo in cui il termine"modernizzazione" viene usato ai fini della recente offensiva ideologica liberista, per offuscare le reali linee di divisione. Si costruisce un'opposizione astratta fra "modernizzatori" (coloro che approvano il capitalismo globale in tutti i suoi aspetti, da quelli economici a quelli culturali) e "tradizionalisti" (coloro che offrono resistenza alla globalizzazione). In questa categoria di "resistenti" ci sono tutti: dai leghisti ai burocrati della "sinistra" tradizionale. Abbiamo testimoni dei valori tradizionali, che si oppongono per certi aspetti alla "modernizzazione" del capitalismo globale, ma anche conservatori, e non solo in fatto di morale, che sostengono a spada tratta il dominio della borghesia.
Per noi marxisti la lotta di classe è l'universale concreto, ed insistiamo sulla solidarietà internazionale degli sfruttati. La storia politica del capitale ci si ripresenta oggi al più alto livello come storia dei tentativi di emancipazione della classe capitalistica dai lavoratori, attraverso varie forme di dominio politico del capitale sul proletariato. Lo sfruttamento capitalistico come forma permanente di estrazione del plusvalore dentro il processo di produzione, si è accompagnato in tutta la storia del capitale allo sviluppo di forme sempre più organiche di dittatura politica a livello dello Stato. Oggi, nella fase in cui le crisi periodiche del sistema borghese sono più frequenti e più gravi, la classe capitalista si difende, provocando anche con le guerre enormi distruzioni di prodotti e di forze produttive.
Per un'organizzazione di classe in questa fase storica è deleterio non cercare di mantenere un contatto con le masse proletarie attraverso l'agitazione di parole di ordine rivendicativo. Ogni azione che ostacoli i padroni e l'anarchia della produzione , modificando in senso restrittivo i loro profitti concorre significativamente al mutamento del rapporto di forza fra le classi. La lotta diretta dalle burocrazie sindacali, anzichè tendere a volgere la coscienza dei proletari verso i problemi generali della classe, tende piuttosto a restringerla ed a circoscriverla in quelli limitati del settore e dell'azienda.
Nello Statuto della I° Internazionale è detto: "Contro il potere collettivo delle classi possidenti, il proletariato può agire come classe soltanto organizzandosi da sè stesso in partito politico, distinto da tutti i vecchi partiti formati dalle classi possidenti ed opposto ad essi. Questo organizzarsi del proletariato in partito politico è indispensabile per assicurarsi il trionfo della rivoluzione e della sua meta finale: l'abolizione delle classi" (Conferenza di Londra della I° Internazionale, anno 1871).
Come militanti marxisti internazionalisti, non mettiamo a disposizione le nostre forze per la conquista di millantate posizioni nel seno della società borghese o per il potenziamento di determinati istituti di ricerca scientifica, contro l'assalto di concorrenti forze della stessa classe. Non mercanteggiamo con nessuno il diritto all'esistenza, garantito dalle crescenti contraddizioni di classe. Non nascondiamo i nostri obiettivi dietro formule che oscurano nella coscienza dei militanti della sinistra la visione lucida del compito storico del proletariato e ne demoliscono la combattività. Non accreditiamo presso i lavoratori l'illusione che le lotte rivendicative possano concludersi con successo al di fuori della dissoluzione definitiva dello stato borghese. All'offensiva dell'imperialismo, alle ciniche parole, con cui si mascherano guerra e sfruttamento, opponiamo l'intransigente parola della solidarietà internazionale dei lavoratori nella lotta contro la propria classe dominante.

Alternativa di Classe

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