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Ai giornalisti prezzolati

Ai giornalisti prezzolati

(9 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Chavez viene rieletto con il 54% dei voti, con grande dispetto dei giornalisti prezzolati dall'imperialismo che davano per sicura la sua sconfitta

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(La rivoluzione bolivariana)

Il Venezuela in rivolta

Lotte sociali e protagonismo operaio

(6 Luglio 2005)

Mentre l’economia italiana affonda nella recessione e i giornalisti che si occupano di economia iniziano a parlare della possibilità che per il paese si possano aprire scenari di tipo argentino (insolvenza finanziaria e collasso sociale), l’America latina, dal Venezuela alla Bolivia, è sconvolta da un’esplosione di lotta di classe che fa tremare i polsi ai capitalisti di tutto il pianeta. Decenni di neoliberismo hanno devastato quel continente: oggi, nelle strade di Caracas come nei sobborghi di El Alto, a due passi da La Paz, il proletariato sudamericano rialza la testa, e mette radicalmente in discussione, con le proprie mobilitazioni, la stabilità politica e sociale del “cortile di casa” degli Stati Uniti.

Gli operai venezuelani, in particolare, rivendicando il proprio protagonismo nel processo rivoluzionario che sta cambiando il volto del paese del presidente Chavez, stanno dimostrando che esiste la possibilità di una risposta operaia alla crisi del sistema. Le loro lotte per espropriare i capitalisti rapaci, per nazionalizzare le aziende e per porle sotto il controllo operaio rappresentano un esempio magnifico.

Dai cortei che infiammano il Venezuela ci giunge un grido di battaglia: il conflitto sociale che prende corpo nei luoghi di lavoro è l’unico strumento che operai ed operaie hanno a disposizione per farla finita con lo sfruttamento!

E l’eco di questo grido non può che rimbombare tra le fabbriche in crisi di questo angolo d’Italia, fino a qualche tempo fa’ conosciuto come “miracoloso Nord-Est”: dalla De Longhi alla Sàfilo, dalla Burgo alla Caffaro, passando per il famigerato “triangolo della sedia”, la crisi economica cancella il mito del benessere e sconvolge equilibri sociali che parevano immodificabili.

Parlare oggi, in Friuli, delle esperienze delle lavoratrici e dei lavoratori venezuelani sulle barricate significa parlare di noi: significa approfondire le ragioni di un’ondata di lotte dal carattere planetario, da cui non possiamo, e non vogliamo, chiamarci fuori.

Ne parleremo venerdì 8 luglio alle ore 21:00 presso il circolo Arci “Pabitèlè”, in via Fiume n.13 a Udine con Alessandro Giardiello, del Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, membro del comitato internazionale “Giù le mani dal Venezuela”

L’assemblea è promossa da FalceMartello, tendenza marxista del Partito della Rifondazione Comunista

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