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I ricchi

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AMIANTO, PER GLI OPERAI UCCISI NESSUNA GIUSTIZIA

ASSOLTI I MANAGER FIBRONIT NEL PROCESSO D’APPELLO. ANNULLATA LA CONDANNA A 4 ANNI INFLITTA IN PRIMO GRADO.

(20 Ottobre 2016)

firbonit broni

Questa mattina subito dopo mezzogiorno i giudici della Corte d’Appello della V sezione del Tribunale di Milano hanno assolto per prescrizione e «perché il fatto non costituisce reato» i due manager della Fibronit di Broni (PV) imputati della morte di decine di operai.

Gli stessi imputati Claudio Dal Pozzo e Giovanni Boccini, erano stati condannati a 4 anni per omicidio colposo e disastro ambientale colposo nella sentenza emessa nel luglio 2013, con giudizio abbreviato.

La sentenza della Corte d’Appello che capovolge quella di primo grado è un pugno nello stomaco ai famigliari dei lavoratori deceduti, agli ammalati e quanti si ammaleranno in futuro e un pugno in faccia alle associazioni e comitati delle vittime che da anni si battono per ottenere giustizia.

Per il Tribunale nessuno è responsabile di queste morti.

Ancora una volta la V Sezione del Tribunale Penale di Milano tristemente nota per essere sempre sensibile a prendere in considerazione le argomentazioni dei padroni e manager si rileva come il porto delle nebbie.

Dopo le assoluzioni dei manager della Franco Tosi, e dell’Enel Di Turbigo in primo grado, la V Sezione è ormai tristemente nota per essere sempre sorda alle istanze di giustizia delle vittime. Ormai abbiamo imparato sulla nostra pelle che la frase, scritta nei tribunali “la legge è uguale per tutti” è una bugia.

Anche se la Costituzione afferma che l'operaio e il padrone sono uguali e hanno stessi diritti, la condizione di completa subordinazione economica sancita dall'ordinamento giuridico borghese fa sì che la "libertà" e la "uguaglianza" dei cittadini sia solo formale- In realtà “la legge è uguale solo per tutti i ricchi”. Sempre più nei processi si vede come l’unico diritto riconosciuto sia quello a fare profitti subordinando a questo tutti gli altri diritti, come se uccidere i lavoratori non fosse reato.

Tuttavia non ci arrendiamo. La nostra lotta per ottenere giustizia per i nostri compagni che continuano a morire in silenzio nei luoghi di lavoro e contro la prescrizione che lascia impuniti i colpevoli continuerà nei luoghi di lavoro, dentro e fuori dalle aule dei tribunali.



20/10/2016 Sesto San Giovanni (MI)

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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