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    CONTRO IL GOVERNO RENZI,
    ATTUALE SCELTA POLITICA DELLA BORGHESIA

    (20 Ottobre 2016)

    Editoriale del n. 46 di "Alternativa di Classe"

    abd elsalam vive

    Da quando il premier Renzi ha rivelato la data del referendum costituzionale, la più lontana possibile, il 4 Dicembre, tra molte aree di compagni è tornata, forte, la frenesia referendaria. Del resto, uno dei motivi della dilazione è proprio quello di polarizzare l'interesse di tutti, per ben due mesi, sulle diatribe costituzionali!... Una lunga campagna referendaria, che impegni energie in due fronti diversi: uno, prevalentemente istituzionale, a favore del SI, ed uno, più composito, a favore del NO. Non ci si può nascondere che entrambi i fronti si muovano sul terreno dell'ingegneria istituzionale, e perciò su un terreno proprio della borghesia, anche se l'allungamento dei tempi da parte del premier, prima sicuro di vincere (ultimamente un po' meno), deriva anche dalla ricerca, da parte del capitale, di garantire comunque, indipendentemente dall'esito referendario, una successiva transizione indolore, anche senza “oliata” ai meccanismi di funzionamento della macchina statale, sul piano della gestione politica dei suoi interessi.
    Chiaramente, di segno molto diverso è la dialettica interna alla sinistra di classe, che non si fa illusioni sul diritto borghese, e che oggi risulta divisa fra il NO ed il non-voto. Noi riteniamo, però, che non sia troppo importante la polemica tra chi pensa di non votare, considerando fondamentale di non “avallare” la cosiddetta “Costituzione più bella del mondo”, e chi, invece, basandosi su aspetti più pragmatici, intende votare NO. Non è certamente il fatto che sia indifferente il cosa fare in tale scadenza, ma ci pare importante che non sia un “elettoralismo al contrario” a far perdere di vista gli obiettivi a chi concretamente si muove sul terreno della lotta di classe!
    Già in tempi “non sospetti” (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno IV n. 40 a pag. 3), infatti, avevamo giudicato negativamente l'impegnarsi da parte di compagni, a qualsiasi livello, in organismi di propaganda referendaria. Ma dal momento che ci mobilitiamo per la caduta di tutti i governi borghesi, nonché per la difesa del salario di tutti i lavoratori, coglieremo l'occasione che ci viene regalata il 4 Dicembre per votare contro il Governo Renzi e per la difesa dei lavoratori delle Province! Prima, durante e dopo il 4 Dicembre continuerà l'impegno che mette al primo posto il contributo dei comunisti per l'indipendenza di classe, tanto più ora che, con l'assassinio di Abd El Salam Ahmed El Danf, lo scontro di classe è più evidente che mai. Senza questo tipo di impegno l'eventuale vittoria del NO servirà solo (e le pantomime all'interno del PD lo dimostrano) a fare “cambiare cavallo” alla borghesia!
    Lo stesso sciopero generale, indetto già da tempo da USB principalmente a sostegno del “diritto” e del “fronte del NO”, per il 21 Ottobre, seguito dal “No Renzi Day” del 22 a Roma, pur facendo parte, inizialmente, di una logica politica perdente e para-istituzionale, si sono andati caricando nel tempo di altri significati, più vicini agli interessi di classe, e bene hanno fatto, oltre ai sindacati di categoria della scuola, SI Cobas e ADL Cobas a decidere di fare sciopero proprio quello stesso giorno, ma con altre priorità! Nel frattempo, invece, CUB ed USI-AIT hanno indetto per proprio conto, in alternativa (!) alla data del 21, un altro sciopero generale, per il 4 Novembre, dimostrando di non capire che è il livello dello scontro in atto a richiedere mobilitazioni di massa vere ed unitarie (all'interno delle quali, poi, fare chiarezza sui veri obiettivi...)! Sta, però, finalmente partendo una “spinta dal basso” verso i “sindacati di base” a superare l'ormai tradizionale settarismo, e non possiamo, perciò, che auspicare altre adesioni di sigle sindacali, per una migliore riuscita delle mobilitazioni!
    Oltre alla “Legge di bilancio” (la ex Legge di stabilità), una manovra da 27 mld di Euro, varata Sabato 15 e presentata alla Commissione UE Lunedì 17, a soddisfazione dell'attesa di Confindustria per il “sostegno agli investimenti”, e che conterrà nuovi tagli ai servizi, sanità compresa, anche il Documento Economico Finanziario (D.E.F.) del Governo Renzi, che è stato propagandato come “un passo avanti”, aggiornamento compreso, pur escludendo dal deficit le “circostanze eccezionali”, e cioè il terremoto e l'immigrazione (!!), di fatto non ha fatto che registrare “meno crescita, deficit in aumento e debito pubblico che rinvia di un anno l'inizio della discesa”! Per inciso, vi è stata perfino, per la prima volta “nella Storia”, la mancata validazione da parte dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio (U.P.B.), motivata da “eccesso di ottimismo” nelle previsioni... E secondo il Governo, sarebbe questo l'avvio della “uscita dalla crisi”!?...
    La crisi, che è internazionale e sistemica, ovviamente, perdura, e continua a mettere sempre più a rischio le stesse condizioni minime di vita dei lavoratori e di tutti i proletari, con le dismissioni produttive e, spesso, il trasferimento delle unità produttive in Paesi che garantiscono un saggio di sfruttamento ancora maggiore della forza-lavoro, con il conseguente inseguimento qui al peggioramento salariale, sia in termini di riduzioni del salario reale, che in termini di licenziamenti. A confermare, se ancora ce n'era bisogno, le scelte confederali di sostanziale cogestione del processo di riduzione del salario sociale complessivo, contenute nel documento congiunto con Confindustria, denominato “Proposte per le politiche del lavoro” (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno IV n. 45 alle pagg. 1 e 2), vi era stato l'Accordo del 28 Settembre con il Governo sulla previdenza e sul famoso “A.Pe.”, pur “ferma restando la non piena condivisione delle OO. SS. sul meccanismo...”; nemmeno la vecchia, già velleitaria, “riserva” scritta!...
    A proposito di pensioni, poi, oltre all'oggettivo, e già noto, sostegno del Governo con lo “A.Pe.” a banche ed assicurazioni, si è aggiunto l'inserimento nella “Legge di bilancio” di un “premio fiscale” e facilitazioni ai finanziamenti per le imprese che lo utilizzano per incentivare il proprio turn over. Per i pensionandi, invece, che potranno utilizzare l'APE dal 1° Maggio '17, è sicuro solo il pagamento del mutuo ventennale, a parte i lievi mugugni sindacali dai tavoli, che, del resto, erano solo “di ascolto”!... A vantaggio delle imprese, invece, con i “super-ammortamenti” e la riduzione della tassazione, si prepara un nuovo taglio del costo del lavoro!...
    Quanto sopra non fa che aggiungersi alle altre batoste per i proletari e vantaggi per il capitale; principali, ma non certo i soli, provvedimenti in tal senso sono stati il famigerato “Jobs act”, la “Buona scuola”, che ha precarizzato gli insegnanti, il Decreto “Sblocca Italia”, che ha “snellito” le procedure per le aziende, il “Piano casa”, che ha negato a tanti la possibilità di abitare, mentre il pubblico impiego ha subito, oltre a sette anni di blocco contrattuale, una riduzione di 110mila addetti in sei anni e Federmeccanica punta ad ottenere il massimo per sé dal contratto dei metalmeccanici. Si tratta, nel complesso, di obiettivi molto simili a quelli che gli altri imperialismi europei, Francia e Germania in primis, stanno attuando contro i rispettivi proletari; la differenza con la Francia, ad esempio, è che il movimento contro la Legge El Khomri (la “Loi travail”) non si è lasciato scoraggiare, mentre in Italia, di fatto, ci si è, prevalentemente, adagiati...
    Eppure nemmeno sul piano internazionale mancano misfatti da parte dell'imperialismo di casa nostra! Mentre sta continuando l'impegno militare “di pace” all'estero, per il quale, peraltro, la Legge di stabilità prevede rifinanziamenti, in Libia è ormai palese che, nei fatti, si tratti di vero e proprio impegno bellico... Rispetto al macello siriano di entrambi gli schieramenti lì in campo, la propaganda del Governo Renzi impazza solo contro il regime di Assad, per una questione di alleanze militari, dal momento che quel monarca è “dalla parte” della Russia, anche se proprio l'Italia è stato il principale fornitore di armi in Siria dell'ultimo decennio, e con una vendita pressochè “ubiquitaria” (per 131 mln di Euro, secondo alcune fonti), sia lì che in tutto il Medio Oriente.
    Nel mentre “l'ineffabile duo” dei ministri, Gentiloni (agli Esteri) e Pinotti (alla “Difesa”), che operano in una significativa sinergia “strategica”, ha già confermato, a fronte di un dichiarato impegno diplomatico verso la Russia, il concreto invio di 140 militari italiani al confine con essa nel 2018, in ambito NATO. A questo proposito, va sottolineata la stucchevolezza, pari solo alla sua inutilità, della polemica della “sinistra” circa la mancata discussione in Parlamento prima della decisione!... Per inciso, va detto, invece, che il fatto stesso che i media internazionali accreditino anche un imminente attacco informatico USA, in alternativa a pesanti sanzioni, contro la Russia, indipendentemente dai tempi, rivela come oggi non sia certo più escludibile uno scontro bellico in Europa...
    I Ministri italiani, dopo l'accordo “bilaterale” di cooperazione militare con il Qatar, peraltro costata al suo Emiro 5 mld di Euro, hanno da poco concluso un nuovo accordo militare, sempre “bilaterale”, con l'Arabia Saudita, cioè la potenza d'area capofila del “Consiglio di Cooperazione del Golfo” e della alleanza sciita tra i principali Paesi confinanti, che sta massacrando la popolazione in Yemen: in due anni si contano 227mila tra morti e feriti. Nella visita ufficiale, infatti, la Ministra Pinotti ha verificato una convergenza col sovrano Saudita sull'obiettivo di garantire, come si dice in un comunicato ufficiale, “pace e sicurezza” nell'area!... E per questo l'Italia si è impegnata “sui settori della formazione e dell'addestramento militare”... Del resto, chi meglio del principale fornitore di armi all'Arabia Saudita può addestrare i militari al loro uso?
    Mentre in India il 2 Settembre scorso si è svolto il più grande sciopero generale della Storia, con l'adesione di 180 milioni di persone, è ora che anche in Europa, e soprattutto qui in Italia, si abbandonino i particolarismi per costruire reali mobilitazioni di massa, attrezzandosi rispetto alla guerra di classe, in forma bellica o meno, che il capitale in crisi sta conducendo contro i proletari di tutte le aree del mondo!...

    Alternativa di Classe

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