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PROCESSO ETERNIT BIS: PRESIDIO E CONVEGNO A TORINO

(28 Ottobre 2016)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato diffuso da diverse associazioni che ieri, a Torino, hanno organizzato un presidio ed un convegno in occasione della ripresa del Processo Eternit Bis

familiari delle vittime eternit

Il procedimento era stato rinviato, dal medesimo GUP, davanti alla Corte Costituzione per una eccezione che la stessa Corte non ha ritenuto valida. In data odierna, 27 ottobre, esso è ripreso; però invece che proseguire normalmente il giudice ha stabilito di discutere nel merito del pronunciamento della Corte e di completare la discussione alla successiva udienza del 4 novembre. Si saprà allora che succederà.

In tale occasione le seguenti associazioni: MEDICINA DEMOCRATICA, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO (AIEA), COMITATO PER LA DIFESA DLLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, COMITE’ D’AIDE ET D’ORIENTATION AUX VICTIMES DE L’AMIANTE (CAOVA – LOSANNA CH), hanno organizzato un presidio davanti al tribunale a significare che il processo deve andare avanti fino alla fine con le accuse già a suo tempo specificate dal Pubblico Ministero.

Il convegno, svolto nel pomeriggio, organizzato dalle medesime associazioni, è entrato nel merito del procedimento Eternit, delle difficoltà insite nello stesso stigmatizzando la possibilità di derubricazione (da omicidio volontario a omicidio colposo), nonché eventuali prescrizioni e possibili rinvii ad altro tribunale.

Le vittime ritengono che si debba fare giustizia ed in particolare l’associazione svizzera CAOVA, di aiuto e sostegno alle vittime dell’amianto, che ben conoscono Stephan Schmidheiny, e lo vedono muoversi, libero come un uccello, in Svizzera e in sud America, ritengono che tale situazione sia insostenibile. Ancora una volta si dimostrerebbe che basta essere ricchi e potenti per restare nell’impunità.

Ancora le associazioni firmatarie pensano che dai tribunali non possano avere ascolto coloro che si trovano in conflitto di interesse, anche se grandi scienziati (o considerati tali) e che le responsabilità degli imputati di qualsiasi processo che riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto le esposizioni a sostanze tossiche e cancerogene, devono essere slegate da tutti i tipi di sofismi pseudo legali, ma riferite esclusivamente alle condizioni di sfruttamento e di non applicazione della Costituzione e delle leggi. I processi di queste dimensioni, pur difficili e complessi, non possono essere abbandonati e sostituiti da procedimenti più piccoli, esclusivamente sul piano civile. Occorre prendere coscienza, anche dalla Magistratura della loro importanza sociale e di giustizia complessiva.

Torino, 27 ottobre 2016

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