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C.C.N.L. ferrovieri: REFERENDUM DE CHE?

(31 Dicembre 2016)

Partecipare al loro referendum vuol dire avallare l'ennesima truffa, lucidare la loro “democraza”.
Dopo averci scodellato l'ennesimo bidone adesso vogliono che lo consacriamo accettandolo con il solito “SI”.
Hanno firmato l'ennesimo CCNL della privatizzazione in barba al “pronunciamento popolare” che ha detto “NO!” a Renzi, e lo hanno fatto a ridosso delle feste natalizie e della fine d'anno per prendere 2 piccioni con un colpo solo contro di noi: sbatterci il contratto in faccia nel periodo in cui tutti noi siamo distratti dal panettone ed impedire un eventuale disdetta sindacale di massa prima del 2017.
Come sempre ora si vuole la ratifica, la bolla dell'accettazione categoriale di un CCNL pieno di spiccioli ma anche di cessioni di rami d'azienda, prodromo e ponte verso futuri spezzettamenti e smembramenti al ribasso.
Senza una consultazione tra i ferrovieri prima della firma e senza un'assemblea di spiegazione dopo faranno il loro referendum, e lo “vinceranno”, con il “SI” di quanti non hanno “vinto” l'euro domenicale o lo 0,10 della notturna semplicemente perché la domenica e la notte stanno sempre a casa.
Vinceranno con il “SI” di quanti non possono esaurirsi, o ferirsi, o morire tra i binari semplicemente perché i binari non li frequentano, MAI!
Questo non è un referendum tra i ferrovieri, ma una pantomima nella quale ci si vuole ridurre al ruolo di comparse,
che da troppo tempo recitiamo.

Sarà ora di smettere?

Pino ferroviere

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