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Sasà Bentivegna, Partigiano

Sasà Bentivegna, Partigiano

(3 Aprile 2012) Enzo Apicella
E' morto ieri a Roma Rosario Bentivegna, che nel 1944 prese parte all’azione di via Rasella contro il Battaglione delle SS Bozen.

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Misterbianco (CT): commemorato il partigiano Orazio Costarella….” a pochi passi” da S. Gregorio

(18 Febbraio 2017)

Giorno 17 febbraio, a cura dell’amministrazione comunale di Misterbianco ( Catania), è stato commemorato il partigiano misterbianchese ORAZIO COSTARELLA, medaglia d’oro, ucciso dai nazifascisti a Poggio di Otricoli ( Terni) il 17 febbraio 1944.

Il sindaco Nino Di Guardo e gli assessori Federico Lupo e Cristian Vitrano hanno posato una corona d’alloro ai piè del monumento dedicato al giovanissimo partigiano morto per la riconquista della libertà, violentemente repressa nei vent’anni della dittatura fascista. Il busto marmoreo si trova collocato nella piazza intitolata a Costarella, ucciso a soli 19 anni dai nazisti e dalle bande fasciste che strettamente collaboravano con gli invasori stragisti.

Militare del XIV reggimento autieri Treviso all’atto dell’armistizio, “chiamato alle armi” durante la guerra di aggressione nazifascista, dopo l’armistizio del’8 settembre si aggregò alle formazioni partigiane che già erano operative in Umbria, contro i fascisti della Repubblica Sociale Italiana ( RSI) al servizio dei tedeschi che avevano occupato gran parte dell’Italia.

Fa parte della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci, in un’ area territoriale che in quella fase di lotta partigiana contro i nazifascisti era stata proclamata “ Prima Zona Libera”. Una “ Repubblica partigiana” collocata tra il sud dell’Umbria e il nord del Lazio. Il paese di Otricoli si trova a nord di Cassino, nell’area che fu fortificata dalle truppe tedesche per cercare di fermare l’avanzata delle truppe Alleate.

Il 15 febbraio i nazifascisti sviluppano una grande azione di repressione nell’area del borgo di S. Maria. Intendono attaccare e distruggere le brigate partigiane che hanno base operativa ad Otricoli. I gruppi partigiani, dato l’enorme divario, ritirandosi, lasciano una pattuglia composta da Orazio Costarella, Gaetano Di Blasi ( siciliano di Calatafimi) e “ Barabba”, maresciallo dei paracadutisti. Nel conseguente combattimento rimane ferito Gaetano Di Blasi, accolto in un casolare di contadini. Nel corso della sera muore. Per evitare ritorsioni ai residenti della casa il corpo viene portato nella piazza del paese. Sono scoperti dai nazisti. Costarelli e Di Blasi sono trascinati in piazza, ed uccisi.

Orazio, rifiuta di rispondere alle sprezzanti domande dell‘ufficiale tedesco. Indomito, sputa sul viso dell’inquisitore omicida. Il nazista lo ammazza con due colpi di pistola. La madre di Orazio era rimasta vedova dopo otto giorni della sua nascita.

A Poggio di Otricoli, una lapide è dedicata a Costarelli e a Di Blasi. Il partigiano medaglia d’oro è sepolto nel cimitero di Terni che accoglie i partigiani della Brigata Gramsci.

Un vivo ringraziamento all’amministrazione comunale di Misterbianco e al sindaco Nino Di Guardo.

Il Comune di Misterbianco si trova “ a pochi passi “ dal Comune di S. Gregorio di Catania, dove il 12 febbraio l’amministrazione comunale ha voluto intitolare uno slargo cittadino a Giorgio Almirante, esponente di primo piano della fascista Repubblica Sociale Italiana.

Orazio, mentre moriva, ucciso dai proclamanti della “razza eletta” che avevano distrutto l’Europa, lanciava il suo perenne grido di LIBERTA’, contro gli oppressori.

Fulgido perenne esempio di memoria per le nuove generazioni!


ORAZIO COSTARELLA


Conferimento della medaglia d’oro al valore civile, alla memoria, 2004:
“ Signor Orazio Costarella – alla memoria – Giovane soldato, dopo l’8 settembre 43 in seguito allo sbandamento dell’esercito, sceglieva di arruolarsi in un battaglione di partigiani. Catturato mentre vegliava la salma di un compagno, veniva fucilato dai tedeschi che infierivano poi brutalmente sul cadavere. Luminoso esempio di elevate virtù civiche, di spirito di solidarietà e di profonda fede nei valori della libertà e della democrazia spinti fino all’estremo sacrificio.”

domenico stimolo

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