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Mezza piena o mezza vuota?

Mezza piena o mezza vuota?

(22 Gennaio 2011) Enzo Apicella

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Le bugie sul pubblico impiego hanno le gambe corte. Stanno preparando tagli al salario di 3 milioni di dipendenti

(20 Febbraio 2017)

Ci sono fin troppi luoghi comuni da sfatare quando si parla di pubblica amministrazione e dei suoi dipendenti.

Intanto viene sostenuto che il posto pubblico non prevede il licenziamento, ebbene nel solo anno 2016 ci sono stati quasi 300 licenziamenti legati a motivi disciplinari che non sono poi solo i furbetti del cartellino.

Anche il numero dei provvedimenti disciplinari con giorni di sospensione è in continuo aumento anche se manca una indagine conoscitiva delle ragioni. Da quanto sappiamo la contestazione del dirigente o del funzionario, la messa in discussione di alcuni ordini di servizio rappresenta uno dei motivi piu' ricorrenti per sanzionare il dipendente.

La stessa infedeltà sovente viene causata anche dalla semplice diffusione ai cittadini e alla stampa di notizie vere che la pubblica amministrazione giudica lesive della sua immagine

Sono proprio i diritti di immagine lesi l'arma con la quale si portano avanti procedimenti disciplinari e richieste di risarcimenti dalla Corte dei conti.

La stessa magistratura contabile chiede indietro i soldi ai politici per i gettoni di presenza in consiglio indebitamente erogati ma non lo fa per decisioni assai piu' gravi come atti che hanno determinato maggiore spesa per l'ente pubblico.

Se lo facesse oggi avremmo la classe politica responsabile delle privatizzazioni sul banco degli imputati.

Se andiamo poi a vedere i dati sulle assenze per malattia (rinviamo a una inchiesta della Cgia di Mestre) si capisce che in un anno sono calate nel pubblico del 6,2%, le malattie brevi sono piu' numerose in percentuale nel pubblico mentre per quelle prolungate invece no.

Confutiamo allora due luoghi comuni e dati alla mano possiamo dire che nel pubblico ci si ammala sempre meno e sempre nel pubblico esistono codici disciplinari che colpiscono in maniera piu' dura che nel privato e se applicati potrebbero aprire le porte ad una repressione di massa nei luoghi di lavoro.

Veniamo ora ai dati relativi alla produttività, si dice da tempo che siano proprio ile dipendenti della Pa ad essere i meno efficienti. Ma da cosa si valuta la produttività? Pochi sanno che le valutazioni dirigenziali fanno il bello e il cattivo tempo ma non sempre, anzi quasi mai, sono indicatori utili per valutare la produttività anche se determinano la distribuzione iniqua del salario accessorio.

Come si valuta poi la produttività di un dipendente pubblico? Da una pagella con indicatori e parametri discrezionali a seconda dei dirigenti. Vi sembra che cio' sia sinonimo di equità e di aumento dell'efficienza? A noi francamente no

Se poi vogliamo guardare la composizione del salario, si capisce che in un ente locale l’insieme delle voci del salario “accessorio”, quello che non fa parte insomma della retribuzione tabellare, costituisce circa il 20,87% dell’intera spesa per retribuzioni.

E questa parte del salario è quello dipendente dai fondi della produttività che poi sono soldi dei dipendenti . Questo fondo è complesso e include anche voci fisse e ripetute che rientrano a pieno titolo nel trattamento economico fondamentale. Vogliamo fare degli esempi?

Nel trattamento accessorio rientrano l’anzianità, la progressione economica orizzontale e l’indennità di comparto che dovrebbero essere invece parte integrante della parte tabellare del salario e che invece pur essendo voci stabili vengono pagate con il salario accessorio.

Se il Governo sostiene di volere rivedere la dinamica contrattuale e retributiva portando la parte accessoria legata alla valutazione al 50% della retribuzione totale, la sola possibilità per farlo è non corrispondere piu' al dipendente alcune indennità che dovrebbero spettarglile per diritto, quindi significa che con i sindacati stanno discutendo di tagliare una parte importante degli stipendi pubblici.

Come si intende pagare la turnazione, il disagio, il rischio, il maneggio valori e le indennità legate ad alcune figure specifiche e scritte da almeno 20 anni nei contratti nazionali?

Non sarà che il Governo ha intenzione di mettere mano a istituti contrattuali sacrosanti ritenuti una fonte di spesa da abbattere?

La propaganda del Governo confonde le idee dell'opinione pubblica. Oggi il salario accessorio se va bene arriva al 28% ma in questa cifra ci stanno alcune voci che dovrebbero essere pagate invece con lo stipendio tabellare.

Temiamo che il Governo voglia magari mettere mano alle progressioni economiche conquistate nel corso degli anni e in ogni caso se vogliono portare la parte accessoria legata al fondo della produttività e alla valutazione al 50% della intera retribuzione, è bene sapere che cio' sarà solo possibile tagliando i salari e riducendo di almeno il 20% il potere di acquisto della forza lavoro nella Pa. Del resto come intendono pagare turnazioni, rischio , disagio e altre voci?

E' bene saperlo e iniziare a fare i conti con la demagogia di un Governo che sta discutendo non del rilancio della pubblica amministrazione ma dei tagli ai salari di 3 milioni di dipendenti. Dietro all'aumento della quota salariale da destinare al secondo livello di contrattazione c'è un disegno strategico: ridurre il salario e i diritti acquisiti.

Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa

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