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Ventiquattro ore senza di noi

Ventiquattro ore senza di noi

(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
Sciopero generale dei lavoratori migranti

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ALLA TRAGICA, ORRENDA LUCE DI QUEL ROGO

(3 Marzo 2017)

Il rogo in cui hanno perso la vita due esseri umani in un ghetto nelle campagne foggiane illumina della sua tragica e orrenda luce la situazione presente del nostro paese.

La violenza razzista e schiavista sta provocando non solo sofferenze inaudite ma una continua ecatombe.
Ed assurdamente e sciaguratamente lo stato italiano invece di assumere i provvedimenti necessari per salvare tante vite innocenti persevera in una politica razzista che favoreggia i poteri criminali ed è responsabile prima della barbarie schiavista e della strage in corso.

Provvedimenti necessari e urgenti che possono compendiarsi così:
1. Riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di accesso legale e sicuro nel nostro
2. Abolire tutte le insensate e scellerate misure razziste che hanno provocato infinite paese, annientando così l'infame mercato illegale gestito dalle mafie dei trafficanti;sofferenze ad innumerevoli vittime innocenti ed avvantaggiato soltanto i poteri criminali, l’economia illegale ed il riemergente fascismo. In particolare occorre abolire i campi di concentramento, le deportazioni, la folle ed infame emarginazione e criminalizzazione di persone del tutto innocenti, e le altre misure che illegalmente negano a milioni di persone nel nostro paese i fondamentali diritti che la Costituzione della Repubblica italiana riconosce a tutti gli esseri umani;
3. Riconoscere il diritto di voto a tutte le persone che vivono nel nostro paese.
*
Come è stato opportunamente evidenziato in un appello sottoscritto da illustri personalità della cultura, delle istituzioni, della riflessione morale e dell'impegno sociale e civile, "vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano".

E' con il riconoscimento del diritto di voto che oltre cinque milioni di esseri umani che vivono e lavorano in Italia (e che sono decisivo sostegno dell'economia e del welfare del nostro paese) cesseranno di essere dei fantasmi esposti ad ogni violenza, delle vittime innocenti della cieca, disumana brutalità di criminali poteri schiavisti e razzisti.
Nella prossima legge elettorale il Parlamento riconosca finalmente il diritto di voto in tutte le elezioni a tutte le persone residenti nel nostro paese.
*
L'Italia non sia più un regime di apartheid, l'Italia non sia più un paese schiavista, l'Italia non sia più uno stato responsabile e complice dell'orrore e delle stragi.
L'Italia sia una repubblica democratica, uno stato di diritto, un paese civile, fedele alla Costituzione antifascista che riconosce e rispetta i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Il primo dovere di ogni essere umano, ed a maggior ragione di ogni umano istituto, è salvare le vite.
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Una persona, un voto.


Viterbo, 3 marzo 2017

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

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