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Salvate la Sanità

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(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
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Una multinazionale della sanità mette radici nel Veneto

(19 Luglio 2017)

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È di questi giorni la notizia, passata quasi in sordina, della vendita dell’”ospedale vecchio” di Portogruaro e la prossima costruzione di una Rsa. L’operazione tra Comune di Portogruaro e Regione Veneto se l’è aggiudicata il gruppo francese Korian. L’unico aspetto “positivo” sono i 2 milioni di euro che andranno a rimpinguare le casse della locale uls4. Ma chi è Korian e soprattutto, che significato strategico ha questa operazione?

Korian è una multinazionale quotata in borsa, leader europeo nella gestione di residenze per la terza e quarta età; gestisce decine di migliaia di posti letto in Europa ed è formata da varie società. In Italia controlla migliaia di posti letto nel centro-nord della penisola, attraverso una fitta rete di società riconducibili a C. De Benedetti, noto capitalista italiano a capo del gruppo l’ Espresso, la Repubblica, nonché “tessera n.1 del Pd”. L’espansione nel lombardo-veneto inoltre, è riconducibile anche alle relazioni istituzionali tra i vertici politici della regione Lombardia vicini a Comunione e Liberazione tra cui ricordiamo il presidente Formigoni.

Il capitalismo italiano ha capito che le Rsa sono appetibili perché prevedono cospicui rimborsi da parte di Stato e Regioni: il 50% della retta è a carico dell'anziano mentre il resto arriva dal pubblico.

Le prospettive di mercato del settore sono molto rosee, visto che l'Italia è uno dei Paesi più vecchi dell'Ocse, è il Paese industrializzato che più si basa sui familiari per l'assistenza agli anziani e ai disabili; infatti in base ai dati Ocse, la spesa in questo settore, in Italia, potrebbe salire fino al 4% del Pil entro il 2050 (contro una media Ocse del 2,9%), quando quasi una persona su sette, in Italia, avrà più di 80 anni e la Penisola sarà al quarto posto tra i Paesi Ocse per la percentuale di anziani, dopo Giappone, Germania e Corea del Sud.

Il capitalismo sguazza in una concentrazione di aziende sempre più grandi fino ad arrivare al monopolio di poche grandi società. Le privatizzazioni volute dalla destra e dalla cosiddetta “sinistra” Bersaniana hanno trasformato interi settori pubblici in privati, offrendo loro le occasioni per un investimento sicuro, poichè in caso di crisi, lo Stato è pronto a ripianare i debiti come è successo per le banche, ad esempio.

Tutte le privatizzazioni attuate negli anni hanno dimostrato chiaramente chi ha fatto profitti: la borghesia italiana, i banchieri e gli immobiliaristi, che esponendosi con capitali irrisori, sono arrivati a controllare grandi aziende pubbliche.

In Italia e in Veneto, va contrastata l’idea che il mercato e il capitalismo siano i regolatori dei rapporti sociali; bisogna evitare che le politiche liberiste di destra e “sinistra” consegnino ai privati i servizi essenziali. L’intervento statale non deve portare alla socializzazione delle perdite e al sostegno al padronato come sta avvenendo oggi. Molte voci vogliono orientare il nostro pensiero verso la necessità di un nuovo corso di privatizzazioni per ripianare i deficit pubblici.

Esigiamo la ripubblicizzazione dei servizi pubblici privatizzati ed esternalizzati; apriamo gli occhi su chi sono i responsabili di questo stato di cose: i governi, di qualunque colore, piegati alle logiche della finanza; imprenditori e banche che hanno speculato con i denari realizzati sulla nostra pelle.

Socializzare i debiti, privatizzare i profitti! Questo è il verbo della destra liberista che governa l’Italia e il Veneto. la Lega e le politiche di Zaia, stanno sconvolgendo la sanità pubblica e ce la stanno presentando in una forma che nulla ha a che vedere con il servizio che abbiamo conosciuto fino a pochi anni fa.

Il disegno reazionario della politica leghista, supportata trasversalmente dal Partito Democratico, è volto a smantellare i servizi socio-sanitari pubblici.

La borghesia non pensa certo a programmare la sanità del futuro, calibrandola sui bisogni della popolazione residente.

È doveroso ricordare che in tema di sanità e tutela della salute, il SSN, ha interessi profondamente diversi dai privati che “investono” in sanità.

L’obiettivo dell’imprenditoria privata è il profitto e i lombardo-veneti sono stati abilissimi ad assicurarglielo col project financing, con la gestione pluriennale esclusiva di servizi, finanziati dall’aumento della spesa ospedaliera, dai super tickets, dalla compartecipazione alla spesa nelle case di riposo ecc.

ULSS e privati, hanno interessi profondamente diversi, contrapposti!

Gli appalti in sanità, sono stati il collante tra politica, immobiliaristi, banche, speculatori.

Invitiamo i cittadini non solo a diffidare da coloro che propongono e promettono opere irrealizzabili, lontane dai bisogni veri delle persone, lontane dai bisogni quotidiani di chi ha un salario che non gli permette di arrivare a fine mese, lontane da chi non sa come fare per garantire assistenza ad un parente che ritorna dopo un ricovero ospedaliero, ma soprattutto di avere la giusta coscienza al momento del voto per mandarli a casa in modo definitivo!

Alberto D’Andrea
PCI, Partito Comunista Italiano federazione di Venezia

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