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(15 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Il congresso regionale del Prc in Sicilia

(22 Luglio 2005)

Si è concluso il 10 luglio a Catania il congresso regionale del Prc.

Il nuovo segretario, espressione della mozione Bertinotti, ha ricevuto 36 voti a favore, 2 contrari, 11 astenuti, 4 npv.

L'Amr Progetto Comunista (sinistra interna del Prc) ha votato contro il neosegretario Rosario Rappa in quanto espressione di una maggioranza che ha portato il Prc a livello nazionale ad una clamorosa battuta d'arresto e, nella nostra regione, al minimo storico del consenso, nelle ultime amministrative.

A livello regionale tutto ciò è la logica e prevedibile conseguenza delle scelte politiche governiste effettuate fino ad adesso dalla maggioranza del partito.

E' puramente retorico blaterare di dialogo con i movimenti e le associazioni perché la differenza fra noi e la maggioranza non consiste nel negare la necessità di questo dialogo, bensì nel progetto politico che si ha in mente di realizzare insieme ai movimenti e alle associazioni; e il movimento dei lavoratori? Che fine hanno fatto i lavoratori di Termini Imerese? Nessuno ne ha fatto menzione durante il Congresso.

La maggioranza del Prc fa un uso strumentale dei suddetti movimenti e associazioni, che peraltro in Sicilia non ha sufficientemente supportato, per esempio il movimento contro il Ponte, dentro il quale il Partito è stato presente in maniera molto debole e discontinua.

La linea politica della maggioranza non è legata alla costruzione di una nuova progettualità politica, ma alla aggregazione "sic et simpliciter" con i partiti dell'Unione, strumentalizzando le aspettative di lavoratori e le ragioni dei movimenti di lotta, per strappare qualche incarico istituzionale, o assessorato, inteso non come mezzo ma come fine.

E' inaccettabile, inoltre, l'idea che la sconfitta al referendum imponga (così come voluto dalla legge elettorale di Cuffaro e Capodicasa -Ds- nuovamente insieme) l'alleanza con il centrosinistra, perché i risultati elettorali dimostrano la necessità di rifiutare questi accordi, pena l'estinzione delle ragioni di classe del Prc.

La progettualità politica non parte dai candidati alternativi a Cuffaro, che potrebbero anche avere dei requisiti morali, se non scadessero in inquietanti commenti favorevoli a vantaggio di nuovi potenti: vedi, per esempio, le benevole dichiarazioni di Claudio Fava nei confronti di Latteri, ex responsabile di Forza Italia, che ci inducono a rappresentazioni della realtà politica regionale più nera di quanto pensassimo.

L'Amr Progetto Comunista sostiene la priorità delle lotte sociali, come dovrebbe essere naturale per un partito che "ancora" si definisce comunista, piuttosto che scadere in alleanze con schieramenti variabili dell'alternanza borghese (centrosinistra e centrodestra) che hanno una mera funzione elettoralistica, finalizzata a garantire la continuità del gruppo di potere dominante in Sicilia.

Pertanto l'Amr Progetto Comunista, per mezzo di Fulvio Potenza, eletto componente del Comitato Politico Regionale del Prc, ha dichiarato la sua opposizione sia al documento politico che al segretario Rappa che ne è l'espressione: segretario che ribadisce dinanzi al Comitato regionale di autodefinirsi un "comunista di destra", riuscendo grazie alla sua raffinata dialettica a conciliare i due termini antitetici. D'altra parte era ovvio che la scelta politica di destra del Prc non potesse che essere condotta dall'unico comunista... di destra di cui sia riconosciuta l'esistenza...

per l'Amr Progetto Comunista (sinistra del Prc),
Giacomo Di Leo (responsabile regionale)
Fulvio Potenza (componente Cpr)

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