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Pomigliania

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(24 Giugno 2010) Enzo Apicella
Mentre la Lega rilancia la secessione della Padania, gli operai di Pomigliano fanno fallire il plebiscito richiesto dalla Fiat.

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    FlmUniti-Cub: Alla FCA di Cassino LAVORO PRECARIO A VITA?

    (14 Settembre 2017)

    cubuniti

    Che fine faranno i circa 500 lavoratori interinali, attualmente in forza alla FCA di Cassino, alla scadenza del periodo contrattuale prevista per il 31 ottobre prossimo? Torneranno tutti casa? Oppure gli verrà prorogato il contratto di lavoro? E, in caso di proroga, per quanti rnesi?

    E se saranno confermati solo alcuni operai rispetto ad altri, quali criteri saranno adottati per scegliere quelli che resteranno?
    E gli oltre 300 lavoratori di Pomigliano D'Arco in trasferta?
    Cosa ne sarà di loro a fine trasferta?
    E i tanti precari che attualmente lavorano per le ditte esterne, molti assunti a tempo determinato, che fine faranno quando la produzione dei modelli Alfa Romeo inizierà a scemare?
    A queste domande dovrebbe rispondere la direzione aziendale della FCA di Cassino, direttamente ai lavoratori interessati, perché questa condizione di precarietà, che dovrebbe essere circoscritta a brevi periodi di "picchi produttivi", non è più sopportabile. Non è sopportabile che, dopo l'entrata a regime degli standard produttivi, si continui a lavorare con proroghe mensili e con l'eventualità di terminare il lavoro da un giorno all'altro. Questa situazione mina non soltanto la serenità dei lavoratori e la tenuta delle loro famiglie, ma l'intero sistema sociale ed economico del territorio.
    Mai la Fiat, e oggi la FCA di Cassino, aveva raggiunto un livello così spinto di precariato, e mai c'è stata una così alta incertezza rispetto al futuro occupazionale di cosi tanti lavoratori. Il ricorso al lavoro interinale, che dovrebbe essere circoscritto a brevissimi periodi dell'anno e di picchi produttivi, è divenuto ormai strutturale, e questo determina situazioni di grave disagio, non solo economico ma anche esistenziale.
    Il tutto avviene nel più squallido e becero silenzio delle organizzazioni sindacali confederali, impegnate più che altro a spartirsi i posti di lavoro e a difendere i "loro assunti" Il tutto avviene, purtroppo, anche con la complicità dei partiti politici e delle istituzioni locali, tutti a conoscenza della situazione e tutti consapevoli che nei prossimi mesi potrebbe esplodere una vera e propria emergenza occupazionale legata proprio agli esuberi della FCA di Cassino.
    Questo livello di precariato così spinto non è ammissibile nella più grande industria privata del centro Italia. Occorre un percorso di reale stabilizzazione di tutti i lavoratori precari attualmente addetti nella FCA di Cassino, perché soltanto con un sistema stabile si riuscirà a mettere in sicurezza la tenuta sociale ed economica del territorio.
    Se esistessero un Governo e un Ministro del Lavoro seri, ci rivolgeremmo direttamente a loro per definire un percorso di stabilizzazione di questi lavoratori. Ma essendo questo il Governo del JOBS ACT e della riforma del Sistema Sociale, sappiamo fin da ora che le ragioni della nostra organizzazione sindacale, in rappresentanza dei lavoratori precari della FCA di Cassino, non troverebbero alcuna sponda istituzionale.
    Tuttavia, nonostante il clima di ostilità e diffidenza verso la validità degli scioperi, la FLMU CUB di Cassino si rende disponibile fin da ora a sostenere tutte le eventuali lotte che dovessero nascere per la stabilizzazione dei tanti operai precari.

    Piedimonte S.G., 11/09/2017

    FLMUniti-CUB

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