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RUSSA o NON RUSSA?

(20 Ottobre 2017)

comitato di lotta viterbo

Un potente filo rosso lega l'insorgenza proletaria nel tempo: dal primo assalto al cielo della Comune di Parigi nel 1871, alla Russia Soviettista del 1917, ai Comitati di quartiere dal Luglio al Dicembre 1936 a Barcellona, all'insurrezione di Varsavia nel 1944, alla rivolta operaia di Berlino Est nel 1953, alla Rivoluzione ungherese dei Consigli Operai nel 1956, al '68 mondiale, alla lotta di classe dispiegata in Italia in quelli che i borghesi chiamano “anni di piombo” (sempre troppo poco per loro).
Questo potente filo rosso è il Comunismo, disvelatore della società presente e anticipatore della società futura, sempre e comunque “il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”, la “vecchia talpa” che scava incessantemente (anche se noi non ce ne accorgiamo).
PERCHE' LA RIVOLUZIONE ACCADE; NON PUO' ESSERE COSTRUITA, PREPARATA. ESSA È L'INCROCIO TRA LA CONDIZIONE OGGETTIVA DELLA CONTRADDIZIONE INCOMPATIBILE E LA CONDIZIONE SOGGETTIVA DELL'ORGANIZZAZIONE AUTONOMA DI CLASSE CHE LA SCIOGLIE.
Bisogna prendere atto del movimento reale della rivoluzione, adeguarsi ad esso teoricamente, politicamente, organizzativamente.
Il socialismo scientifico, il materialismo storico sono lo STRUMENTO DELLA CLASSE perché costituiscono un linguaggio coerente sotto un triplice aspetto: rendono chiaro il linguaggio della merce; traducono in linguaggio teorico un linguaggio pratico; portano il linguaggio della rivoluzione. In altre parole riuniscono in una nuova unità la pratica, la scienza, la rivoluzione. Il “mondo della merce”, la conoscenza di questo mondo, l'azione destinata a padroneggiarlo e trasformarlo vengono formulati simultaneamente. Da una parte lo spazio e il tempo sociali, dall'altra ragione dialettica, tempo storico e divenire del mondo, senso della storia, prassi e teoria. Questa posizione stabilisce un'unità (dialettica) fra lo scienziato e il rivoluzionario, fra il conoscere e l'agire, fra la teoria e la pratica.
Quindi, come costantemente ripetiamo nelle nostre iniziative, né commemorazione né reducismo. Al contrario – dato che la liberazione dal capitale può essere compiuta soltanto CONTRO TUTTO L'ESISTENTE e non solo ciò che propagandisticamente viene presentato come l'essenziale del momento – chiedersi e dotarsi della necessaria attrezzatura.
Tre punti stanno sul tappeto:
- il proletario o è rivoluzionario o non è nulla
- è la lotta che crea l'organizzazione e non il contrario
- il partito prodotto e fattore della storia, è dato dalla costituzione del proletariato in classe e, dunque, in partito (impersonale e organico) la cui forma politica, fattore storico determinato dalla necessità della lotta nelle circostanze imposte dalla società esistente, non può e non deve alterare il CARATTERE SOCIALE del movimento proletario.
LA RIVOLUZIONE NON RUSSA!

comitato di lotta Viterbo

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