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Comunicato del PCL Cerreto sulla battaglia per un nuovo polo scolastico sicuro

(19 Dicembre 2017)

Le scuole del comune di Cerreto D'Esi (Marche) non erano a norma antisismica, erano cioè delle spade di Damocle sulla testa di studenti e insegnanti. L'amministrazione comunale guidata da una lista civica che fa capo ad uno degli industriali più potenti del territorio, ha ignorato questi dati e si è disinteressata della questione. I militanti e il consigliere comunale del PCL hanno invece condotto una dura battaglia in direzione ostinata e contraria per la sicurezza e la dignità dei cittadini e per una scuola pubblica e di qualità. Il risultato della loro caparbietà è stato lo sblocco di 6 milioni di euro per la costruzione di un nuovo polo scolastico.
Di seguito il testo del comunicato dei compagni di Cerreto

La nostra attività politica nell’ultimo anno è stata pesantemente condizionata dalla questione delle scuole. Nei mesi passati ci siamo concentrati sul “che fare” (espressione ripresa dal titolo di uno dei testi più famosi di Lenin sull’applicazione del programma marxista rivoluzionario) sulla questione, per cercare di contrastare e di opporci alle folli decisioni prese dal Sindaco e dalla sua schiera di sudditi che di fatto si sono assunti la responsabilità di lasciare i nostri figli e tutto il corpo docenti, in scuole e strutture secondo noi non sicure e molto pericolose per i gravi problemi di tenuta strutturale che non sono solo addebitabili al passato sisma.

La gestione del problema, le dinamiche legate ai vari sopraluoghi, il cambio repentino dei valori delle schede Aedes, l’atteggiamento di chiusura del Primo cittadino nei confronti delle più che lecite ansie e preoccupazioni dei genitori, ci spingeranno a continuare la nostra lotta per una causa che noi riteniamo fondamentale per il mantenimento e il rispetto dei diritti minimi che ai cittadini vanno garantiti.

La mala gestione di tutta la vicenda, per noi, va inesorabilmente collegata e contestualizzata all'interno di questo trentennio di scelte politiche sbagliate ed inutili fatte da tutte le passate amministrazioni fino a quella attuale. Un lungo periodo di decisioni distruttive e incomprensibili, di giochetti di potere che ormai sono chiari e visibili agli occhi più critici dei nostri concittadini che non vogliono più subire ingiustizie sulla propria pelle e su quella dei figli. Considerare “chiusa la vicenda scuole” grazie ad interpellanze regionali e parlamentari dei propri salotti di potere pubblicizzati ed evocati sui social e nella stampa locale a modo di spot elettorale, come unica motivazione che ha permesso di far rientrare il nostro comune nel piano scuole, mai potranno nascondere o camuffare la latitanza e l’incapacità politica di intervento nei momenti più alti di agitazione e di protesta dei genitori da parte certi signori che sono, e sempre resteranno, legati e condizionati alla volontà del potente e del potere locale. Un potere che nel nostro piccolo paese ha sempre lo stesso indirizzo, nome e cognome, capace di intervenire nella vita politica delle forze più riformiste e di condizionare la loro inconsistente linea.

Tornando all’argomento principale del nostro comunicato, l’archiviazione fatta dal PM al nostro esposto, non ci ha meravigliato più di tanto a conferma inesorabile che le leggi borghesi di questo Stato non sono dalla parte dei cittadini, dei lavoratori e della popolazione, ma difendono e sostengono le ragioni del profitto e dei capitalisti.

Il nostro obiettivo è quello di mantenere alto il livello di consapevolezza del problema sicurezza che ora si inquadra in una fase di transizione che andrà gestita e particolarmente curata. Al momento in cui inizieranno i lavori del nuovo Piano scuole, con la probabile demolizione parziale o totale della vecchia scuola elementare in uso ora, dove verranno trasferiti e sistemati i nostri figli? Esiste da parte della maggioranza un progetto riqualificato e sostenibile per ridare strutture sicure ed efficienti? Come verranno gestiti gli appalti le concessioni e come saranno assegnati gli incarichi? Per quanto tempo ancora i ragazzi delle medie dovranno rischiare di andare a studiare in un edificio così insicuro che risale ai primi anni del novecento? Sicuri del fatto che non abbiamo un’amministrazione capace di dare risposte chiare e veloci alle nostre domande, incoraggiamo tutti quei cittadini che non si sentono rispettati e considerati, ad unirsi alle nostre lotte, unici momenti che possono condizionare gli eventi e le scelte prese dall'alto. A continuare quel percorso di confronto e di azione pratica che è stato capace di creare mobilitazioni e proteste contro chi crede che il comune debba essere gestito come un ente o un “azienda privata”, contro chi sta davvero condizionando pesantemente il futuro della nostra comunità, e a diffidare di chi oggi pensa che con il suo operato possa aver risolto un problema non essendo mai stato presente ad un dibattito, ad una manifestazione e soprattutto al consiglio comunale straordinario contraddistinto da una forte protesta di genitori spontanea ed organizzata che ha portato la presenza di circa duecentocinquanta cittadini che chiedevano di sapere e capire come stavano realmente le cose.

Per chiudere, vogliamo sottolineare che la tanto “conclamata efficacia del partito di governo” che risolve i problemi, va tradotta purtroppo nei fatti e ridata la sua giusta dimensione. Sul fronte politico nazionale il PD e soci non hanno fatto che distruggere tutti i diritti dei lavoratori, precarizzato ogni forma di lavoro, ridotto pesantemente le tasse alle industrie che licenziano e delocalizzano a discapito delle famiglie di lavoratori e proletari con grosse difficoltà economiche e sociali. Un sistema di governo che salva le banche di famiglia con soldi pubblici e li sottrae alle scuole pubbliche e alla sanità. La buona scuola che sfrutta le nuove generazioni per mezzo dell’alternanza senza nessuna prospettiva reale e concreta di inserimento nel mondo del lavoro. Chi segue queste linee e chi le appoggia è inesorabilmente figlio e complice del sistema capitalistico che non è più riformabile. Questo sistema economico ormai logoro non può concederci più nulla - nemmeno la sicurezza nei luoghi di lavoro e di studio - pertanto va solo rovesciato per mezzo della lotta di classe su posizioni prettamente anticapitalistiche.

18 Dicembre 2017

Partito comunista dei lavoratori - sezione Cerreto D'Esi

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