il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Imperialismo e guerra    (Visualizza la Mappa del sito )

La Nato in Libia

La Nato in Libia

(31 Agosto 2011) Enzo Apicella
La psico guerra della Nato inonda di false notizie i media di regime

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Imperialismo e guerra)

Il sogno spezzato di Afrin

(19 Marzo 2018)

Ypi danzanti

Cala pesante la mezzaluna turca sul sogno di Afrin. Sull’enclave kurda sventola da ieri lo stendardo di Ankara, che secondo testimonianze raccolte dalla stampa recatasi presso il centro dell’Intelligence siriana, a Derik, ha sfumature nere, visto l’utilizzo di miliziani dell’Isis attuato dall’esercito turco. Non si sa se anche nel corso dell’operazione “Ramoscello d’ulivo”, terminata ben oltre i tempi inizialmente previsti il 20 gennaio, quando i loro tank varcarono il confine, certamente è accaduto in altre fasi della sporchissima guerra in atto su ogni fronte siriano. Lo confermano due prigionieri turchi, combattenti dell’Isis, con cui ha interloquito l’inviato del Corriere della sera. Mentre commemorano la cerimonia sulla campagna di Gallipoli nella provincia di Çanakkale, durante la Prima Guerra Mondiale, la truonitante voce del potere di Erdogan, ma anche quella dell’opposizione (o presunta tale) del leader del partito repubblicano, Kiliçdaroglu, lanciano entrambe un plauso all’esercito in azione ad Afrin, perché la smania di grandezza neo ottomana e vetero kemalista non si contraddicono.

Le unità kurde, non potendo resistere all’offensiva, si sono ritirate verso est, ciò che i turchi volevano, sebbene osservatori ritengono che l’attacco turco e dell’Esercito siriano libero potrebbe non limitarsi a quest’operazione, bensì estenderla anche all’enclave di Kobanê. Sulla rotta della guerriglia kurda circolano varie note di morte che parlano di caduti. I turchi sostengono di aver “neutralizzato 3.600 terroristi”, i kurdi ammettono di aver perso un migliaio di compagni, fonti dell’Osservatorio della Siria parlano di trecento vittime combattenti. Poi c’è la fuga dei civili. Circa 150.000 persone, in gran parte kurde, che avevano iniziato l’evacuazione dalla cittadina da alcune settimane seppure con enormi difficoltà per i corridoi di passaggio e le aree di accoglienza, visto che tutta la regione è devastata da focolai di conflitto. Persa l’enclave occidentale l’esperienza del Rojava, sotto attacco geopolitico oltreché militare, conosce la durissima fase di una difesa impossibile sotto massicce offensive militari e in assenza di coperture e alleanze geopolitiche. Quelle trasversali, statunitense e del regime di Damasco, si sono dimostrate vane di fronte a un nemico, per quest’ultime, alleato tattico o semplice interlocutore, pur a corrente alternata.
19 marzo 2018

articolo pubblicato su enricocampofreda.blogspot.it

Enrico Campofreda

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «La lotta del Popolo Kurdo»

Ultime notizie dell'autore «Enrico Campofreda»

3924