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Il diploma

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(3 Ottobre 2012) Enzo Apicella
Diaz: la Cassazione deposita le motivazioni della sentenza che condanna 25 poliziotti tra cui Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine.

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(21 Marzo 2018)

sangue diaz

Scuola Diaz: sangue sul pavimento

Al riguardo di quanto pronunciato dal PM genovese Zucca nel merito della vicenda legata al processo per le violenze del G8 2001 “I torturatori del G8 ai vertici della nostra polizia. Come possiamo chiedere quelli dell’Egitto?
E alla replica, del tutto inopportuna, del capo della Polizia Gabrielli si ricorda a futura memoria:

“Il processo di appello conclusosi il 18 maggio 2010 ha in parte ribaltato le sentenze di primo grado, condannando 25 imputati su 27, tra cui i vertici della catena di comando delle forze dell'ordine a Genova, a pene comprese tra i 3 anni e otto mesi e 4 anni, con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni In particolare, in base all'articolo 40 del codice penale, perché avevano l'obbligo di impedire le violenze e non lo hanno fatto, sono stati condannati gli alti funzionari della polizia presenti alla irruzione alla scuola Diaz: il capo dell'anticrimine Francesco Gratteri (a 4 anni), l'ex comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini (a 5 anni), Giovanni Luperi (a 4 anni), Spartaco Mortola, dirigente della DIGOS di Genova, (a 3 anni e 8 mesi) Gilberto Calderozzi, vice direttore del Servizio Centrale Operativo (a 3 anni e 8 mesi)
Nella motivazione della sentenza è scritto inoltre che Luperi e Gratteri, nel frattempo diventati rispettivamente dirigente dell’intelligence e dell’antiterrorismo, "preso atto del fallimentare esito della perquisizione, si sono attivamente adoperati per nascondere la vergognosa condotta dei poliziotti violenti concorrendo a predisporre una serie di false rappresentazioni della realtà a costo di arrestare e accusare ingiustamente i presenti nella scuola". Tra i falsi atti per cui sono stati condannati, quello relativo all'introduzione nella scuola da parte di poliziotti delle bottiglie Molotov, che erano poi state utilizzate come prova del possesso di armi da parte degli occupanti.
Cassazione
Il 5 luglio 2012 la Cassazione conferma in via definitiva le condanne per falso aggravato e l'impianto accusatorio della Corte d'Appello. Convalida così la condanna a 4 anni per Francesco Gratteri, attuale capo del dipartimento centrale anticrimine della Polizia; convalida anche i 4 anni per Giovanni Luperi, vicedirettore Ucigos ai tempi del G8, all'epoca della condanna capo del reparto analisi dell'Aisi. Tre anni e 8 mesi a Gilberto Caldarozzi, all'epoca della condanna capo servizio centrale operativo. Convalida anche in parte la condanna a 5 anni per Vincenzo Canterini, riducendola a 3 anni e 6 mesi (per l'intervenuta prescrizione del reato di lesioni), ex dirigente del reparto mobile di Roma. Prescrive, invece, i reati di lesioni gravi contestati a nove agenti appartenenti al settimo nucleo speciale della Mobile all'epoca dei fatti. Nel commentare positivamente la sentenza, che per la prima volta in Occidente condanna funzionari così importanti delle forze dell'ordine, un legale dei no global coinvolti nei fatti ha sottolineato che malgrado la estrema gravità dei fatti il Parlamento non ha istituito una Commissione di inchiesta per individuare le responsabilità politiche. Anche Amnesty International ha definito la sentenza importante, ma ha sostenuto che le condanne "non riflettono la gravità dei crimini accertati, e ... coinvolgono un numero molto piccolo di coloro che parteciparono alle violenze ed alle attività criminali volte a nascondere i reati compiuti".
Alcuni dei condannati, al momento della sentenza, ricoprivano ruoli di rilievo nell'ambito delle forze dell'ordine italiane, che hanno dovuto abbandonare per via della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Oltre alle impressionanti carriere di molti dei funzionari nel periodo che va dai fatti di Genova alla loro condanna definitiva, ha fatto scalpore la carriera di Gilberto Caldarozzi dopo la condanna in Cassazione e la sospensione; assunto come consulente alla Finmeccanica di cui era presidente l'amico Gianni De Gennaro, capo della polizia ai tempi del G8, è stato nominato vice-capo della Direzione Investigativa Antimafia nel 2017.”

Franco Astengo

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