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Ce la faremo

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(11 Novembre 2011) Enzo Apicella

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(Capitale e lavoro)

Il capitale finanziario impone il suo governo di rapina

Mobilitazione operaia e popolare per far saltare il piano reazionario!

(28 Maggio 2018)

Mattarella

Da tre mesi siamo testimoni di una farsa indecente che ha messo in luce il livello di decomposizione del sistema politico borghese.

Con il veto posto dal democristiano Mattarella alla nomina di un ministro tiepidamente euroscettico la commedia si è trasformata nella più grave crisi politica e istituzionale dell’Italia repubblicana.

Chiaramente il problema non era il nome di Savona, ma la difesa a spada tratta dell’euro, degli interessi e degli enormi profitti dell’oligarchia finanziaria.

A questo scopo Mattarella chiama Cottarelli, un rappresentante della troika UE-BCE-FMI, per proseguire la macelleria sociale. Altro che difesa dei risparmi e dei mutui!

Il vergognoso colpo di forza accade mentre le ingerenze, le interferenze e le pressioni dei vandali del grande capitale e delle sue istituzioni si sono intensificate, attraverso il ricatto dello spread, del rating, le manovre dei lupi di borsa.

Non bastava un equivoco “contratto di governo” dal carattere antioperaio; non bastava una compagine di ministri pronti a difendere con qualche ipocrita distinguo i profitti, la NATO e la UE. Serviva un governo totalmente “amico dei mercati” perché il capitale monopolistico esige sempre di più e non tollera il minimo scostamento dalle politiche di austerità, neoliberiste e di guerra.

I fatti dimostrano che in un paese capitalista e imperialista come l’Italia non può essere formato un esecutivo contro la volontà dei gruppi dominanti del capitale finanziario che condizionano e determinano la sua designazione e composizione, controllano il suo operato, gli accordano o negano la fiducia ben prima del Parlamento.

Viene alla luce il vero carattere delle “libere” e “democratiche” elezioni borghesi con le quali il potere politico e i capitali rimangono sempre nelle mani di una minoranza di sfruttatori, mentre gli operai vengono torchiati e gettati nella miseria. La democrazia borghese esiste solo per i ricchi e i parassiti, è la loro dittatura!

Da parte loro i piccolo borghesi populisti hanno manifestato tutta la loro impotenza e il loro conservatorismo da servi ambiziosi del capitale. La richiesta di “impeachment” serve solo per gettare olio sulle onde mentre avanza la reazione e l’autoritarismo.

E’ l’intera classe dominante che deve essere messa politicamente sotto accusa dal proletariato per il continuo attentato al lavoro, ai diritti, alle libertà democratiche, alla pace e alla sovranità popolare.

Spetta alla classe operaia sollevare queste bandiere di lotta, senza lasciare spazi ai populisti e agli sciovinisti, alle destre razziste e fasciste, ma ritrovando fiducia nella propria forza.

Mobilitiamoci, protestiamo, scioperiamo e scendiamo in piazza in maniera indipendente, costruiamo nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nel territorio organi di fronte unico proletario, per la difesa intransigente dei nostri interessi e diritti, per aprire la via alla formazione di un Governo operaio, il solo che non si inchinerà ai diktat della oligarchia finanziaria e dei suoi agenti, i tecnocrati dell’UE, ma spezzerà il loro potere per emancipare i lavoratori dall’oppressione del capitale.

Chiamiamo i sinceri comunisti e gli operai coscienti e combattivi ad unirsi in un solo Partito comunista, contrapposto a tutti i partiti borghesi e piccolo borghesi per orientare e dirigere la lotta per una nuova società senza sfruttamento e parassitismo!

28.5.2018

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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