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UNIONE INQUILINI: S.O.S. CASA
L'ALLARME ARRIVA DIRETTAMENTE ALL’ONU

(9 Luglio 2018)

unioneinquilini

Nel nostro Paese assistiamo a un paradosso che l'unione inquilini ha deciso di denunciare direttamente all'ONU. A fronte della mancanza di politiche abitative da parte delle istituzioni e al corrispondente aumento dei casi di sfratto, registriamo una forte repressione nei confronti degli attivisti del diritto alla casa, gli unici pronti a difendere i diritti dei più deboli.

Per questo il segretario nazionale Massimo Pasquini dell’unione inquilini si rivolge con una lettera direttamente a Leilani Farha, Relatrice Speciale ONU sul Diritto alla Casa. Si richiede un intervento nei confronti del Governo italiano per far cessare le attività repressive nei confronti degli attivisti per il diritto alla casa e diritti collegati, intraprendendo invece tutte le iniziative volte a favorire la loro attività e l'implementazione di politiche abitative.

Massimo Pasquini denuncia: “Il mancato intervento del Governo italiano nel dare risposte concrete viola le obbligazioni legali assunte dal nostro Paese con la Legge n. 881 del 1977, che ha ratificato il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), in particolare viola le obbligazioni dei Sindaci che, come stabilito dalla Legge n. 833 del 1978, sono responsabili della tutela della salute dei cittadini amministrati, gravemente compromessa dal perdere la casa.
L'Italia dovrebbe dotarsi di un parco alloggi pubblici in grado di fronteggiare il mercato abitativo, controllare e moderare il costo casa, impedire gli sfratti senza rialloggio.
Nell'attesa dell'implementazione di tali politiche, il Sindaco ha l'obbligo di soccorso: grazie alle prerogative di legge può, ad esempio, requisire lo stesso appartamento sotto sfratto o uno alternativo.”

Una fotografia del nostro Paese spaventosa viene infatti scattata dall'ultimo Rapporto del Ministero dell'Interno: 59.600 sentenze di sfratto emesse nel 2017 in tutta Italia, di cui oltre 52.500 per morosità; oltre 29.000 sfratti eseguiti con la forza pubblica, cioé circa 130 al giorno, spesso, anzi mai senza alcuna offerta di alloggio alternativo. A questi vanno aggiunti gli sgomberi forzosi delle famiglie la cui casa è pignorata dalle banche per mutui non pagati.
Questo dramma è causato in gran parte dalla crisi che colpisce le famiglie povere e di reddito medio, impossibilitate a pagare il costo della propria abitazione, unito alla totale insufficienza di case popolari pubbliche, soltanto 900.00, con ben 650.000 famiglie in lista di attesa.

Unione Inquilini

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