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Assalto al palazzo d'inverno

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I difficili giorni del centrosinistra di Mesagne

(12 Agosto 2005)

La vicenda politica del centrosinistra di Mesagne (BR) sin dall’inizio si è costruita e sviluppata su motivazioni solide, su capacità progettuali, sulla chiarezza del confronto, ed ha avuto due riferimenti fondamentali per le forze politiche che dal 1992 non hanno mai voluto fare concessione al gusto emotivo del dissolvimento o al primato ragionieristico dei numeri, pezze sempre giustificative di particolarismi esasperati: da una parte il riconoscimento del valore aggiunto della coalizione e dall’altra l’apertura all’originalità dei contributi e delle sensibilità di tutti i soggetti politici e delle persone che li rappresentavano.

Si è trattato di un equilibrio difficile, sempre in costruzione, mai definito una volta per sempre, e che perciò non è mai diventato strumento ideologico di facile propaganda, ma ricerca continua davanti alla novità delle situazioni e delle questioni che la città ha posto, condotto con senso di responsabilità e forte determinazione.

Il centrosinistra ha vinto le elezioni del ’92 e del ’97, e ha vinto al primo turno anche quelle del 2002, superando la difficile congiuntura dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale, perché al suo interno le ragioni della politica e della corresponsabilità pluralistica hanno prevalso su tendenze centrifughe rivolte a costruire nicchie contrattuali senza respiro. Un centrosinistra che ha consolidato la sua base elettorale successivamente alle elezioni provinciali del 2004 e in quelle regionali del 2005, guadagnando rispettive rappresentanze istituzionali forse senza precedenti per la nostra città.

Abbiamo a disposizione dunque un patrimonio politico considerevole e di grande valore, alla cui costituzione anche noi abbiamo dato un piccolo contributo, con le caratteristiche, le specificità ed i limiti, tra l’altro, propri di un “movimento”: ma tale patrimonio e i risultati elettorali degli ultimi due anni non ci devono abbagliare o consegnare ad attese tranquille per le prossime elezioni politiche e soprattutto, visto che della nostra città stiamo parlando, per le prossime consultazioni amministrative del 2007.

Il patrimonio politico-elettorale non si può esportare in qualche paradiso fiscale, nemmeno investirlo nei nostri sportelli di provincia,per più modeste rendite di posizione: esso passa per la cruna quotidiana di fatti, di iniziative, di progetti, di rapporti con la città e nella città e con il suo tessuto associativo.

E così mentre le vittorie elettorali alla Provincia e alla Regione rassicurano e confortano per i più generali interessi da difendere e per le speranze di “ritorno” alla Costituzione del ’48 da coltivare. Ci sembra di cogliere una contraddizione di fondo nella nostra città, intorno a cui stiamo riflettendo nel nostro Movimento e vogliamo riflettere con i nostri alleati del centrosinistra. E come se un abile regia ne guidi il movimento al di là delle scelte delle forze politiche e degli amministratori.

Vogliamo dire che al consistente peso elettorale del centrosinistra non corrisponde un altrettanto peso politico-amministrativo della maggioranza politica e dell’Amministrazione comunale da quella sostenuta: come se la tela amministrativa di scelte e decisioni, in questi ultimi tempi, emerga e scompaia alternativamente in un rumore confuso appena percettibile e tenda a consumarsi assorbita da spinte centrifughe che paradossalmente spingono ad uniformare atteggiamenti e a ridimensionare la ricchezza politica del centrosinistra.

Assistiamo ad un pericoloso processo di omologazione dei partiti della coalizione intorno ai centri di potere; un neo consociativismo politico che nei fatti va strutturando un blocco di interessi condivisi che si insinuano nel corpo sociale, condizionano i processi di sviluppo e frenano ogni tentativo di cambiamento. A questo processo tentiamo di sottrarci con ogni mezzo rimarcando tenacemente il valore della nostra diversità .

Avvertiamo il pericolo che le ragioni forti del governo cittadino possono aprirsi con inerziale disinvoltura alle ragioni deboli della governabilità e che il respiro politico-programmatico della Giunta guidata dal Sindaco Mario Sconosciuto possa bloccarsi nella rada dei ritardi e dei rinvii.

Se questo accade, perché accade?

Ci poniamo responsabilmente questa domanda come espressione politica che non ha mai promosso liste civiche, ma si riconosce nel centrosinistra e sostiene il Sindaco Sconosciuto. Poniamo nello stesso tempo questa domanda nella consapevolezza di poter attingere ad un patrimonio comune che appartiene a tutto la coalizione e che tutta la coalizione ha bisogno di rinnovare nella chiarezza e franchezza del confronto, per la ricerca di risposte nuove a domande nuove.

Mesagne, 15 luglio 2005

Il coordinamento cittadino
di A SINISTRA - MESAGNE

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