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Arsenico Lupin

Arsenico Lupin

(6 Dicembre 2010) Enzo Apicella
Emergenza in Lazio per le concentrazioni di arsenico nell'acqua superiori ai livelli stabiliti dalla UE

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    Chiudiamo i “rubinetti” alle industrie dell’acqua

    Campeggio “sul Peschiera” dal 2 al 4 settembre

    (12 Agosto 2005)

    In un clima di scompiglio politico e istituzionale, continuare a parlare di acqua può voler dire molto, specialmente in realtà apparentemente minori come la Provincia di Rieti, dove la politica con la “P” maiuscola non si vede da tempo.

    Grazie alla crescita della consapevolezza e della protesta, in questi giorni i cittadini dell’ATO 3 Laziale cominciano ad esprimere la loro contrarietà alla scelta di gestione privata dei “rubinetti”, attraverso una petizione popolare, lanciata da poco tempo, ma che ha già raccolto 3.000 firme.

    Però, affinché le lotte per una gestione pubblica del ciclo idrico Reatino e non solo, risultino efficaci, siamo convinti che le battaglie debbano assumere un respiro regionale oltre che nazionale e internazionale.

    A tal proposito, troviamo tutte a loro modo singolari le forme di lotta che si possono incontrare in molte aree del pianeta, e tutte con un forte spirito cooperativo.
    Apprezziamo, ad esempio, la solidarietà con cui il Comitato Romano si è adoperato in appoggio agli amici dell’ATO 3 di Firenze; e apprezziamo la spinta iniziale, nella nostra battaglia, che ci è stata data dal Comitato di Latina e dai movimenti Romani; e apprezziamo ancora la giornata di solidarietà internazionale del 13 maggio che ci ha visto uniti da più parti in sostegno delle lotte Boliviane contro la Suez; con una frase potremmo dire che apprezziamo tutti coloro che riescono nel quotidiano ad agire localmente senza mai dimenticare la dimensione globale del problema.

    Con questo spirito il Comitato di Rieti all’interno del Coordinamento Acqua Pubblica Lazio si riconosce come parte di questo movimento globale e diffuso e si costituisce in questa Regione per opporsi anche qui a qualsiasi forma di privatizzazione del servizio idrico e per lottare per la ripubblicizzazione integrale di tutti i servizi.

    Crediamo che il segnale positivo che viene dalla Puglia, dall’Abruzzo e dalla Toscana (ma anche da Napoli, dalla Bolivia, ecc.) debba essere di incoraggiamento per tutti noi e che, se vogliamo veramente vincere la nostra battaglia, sarà indispensabile far vivere questa “Rete” di movimenti su uno spirito di solidarietà tra territori.

    Tutto questo per dire che ci piacerebbe riunire quante più possibili esperienze di lotta che, in questi anni in Italia, hanno cercato di affermare il principio del controllo democratico delle popolazioni locali sulle risorse idriche.
    In un luogo eletto a simbolo dalle nostre comunità locali e che per qualche giorno proponiamo a tutti come il simbolo di una battaglia comune, vorremmo dare il nostro contributo a che i servizi idrici (come altri servizi pubblici) vengano salvaguardati dalle privatizzazioni previste dalle trattative Gats della Wto.

    Il nostro è un invito informale ad una 3 giorni di campeggio, concerti e naturalmente dibattiti. Questa necessità di un confronto aperto nasce dalla volontà di guadagnare sempre maggiore consapevolezza nella lotta al neoliberismo, cominciando a far incontrare quelle coscienze impegnate a difesa di un bene così vitale come l’acqua.
    Crediamo infatti che sia possibile dare un nuovo impulso al “Movimento dei Movimenti”, proprio ricominciando da motivazioni profonde e condivise in molte aree del pianeta.

    I tempi che ci siamo imposti sono strettissimi (2-3-4 Settembre) ma aspettiamo da tutti voi suggerimenti utili anche sulle date più opportune.
    Crediamo che in questo anno si giochi una bella fetta della partita sull’acqua; per questo diciamo che “non c’è acqua da perdere” e, se vogliamo arrestare il processo di privatizzazione in corso a Rieti, come a Napoli e Firenze, ripubblicizzare il servizio a Latina, come ad Arezzo e a Roma, dobbiamo arrestare la spinta liberista che gli azionisti di ACEA stanno portando avanti; abbiamo bisogno cioè di concretizzare rapidamente le nostre scelte consapevoli e radicali, preparandoci così al meglio per il Forum nazionale del 2006.

    Da dove cominciare?

    Nella Provincia di Rieti l’acqua viene estratta da una miriade di sorgenti (esauribili), per lo più da soggetti pubblici quali comuni o consorzi. In alcuni casi a gestire le acque sotterranee del territorio reatino sono soggetti privati. Tra questi c’è una S.p.a. il cui 51% è detenuto dal comune di Rieti ed il restante da ACEA S.p.a. che in questi giorni ha acquistato dal gruppo Bouygues la Sigesa, società che gestiva i servizi idrici in alcune aree del centro Italia (tra cui Rieti, Lucca, Perugia e Benevento).

    A Roma l’acqua per più dei 2/3 è pulita e di qualità perché proveniente, fin dal 1926, da Rieti e più precisamente dalle sorgenti Peschiera – Le Capore (il più grande bacino carsico d’Europa).
    Tramite un affidamento illegittimo ACEA ATO 2 S.p.A. gestisce il servizio idrico dell'ATO 2 di Roma e, sempre in maniera illegittima, è concessionaria delle sorgenti del Peschiera che rappresentano una risorsa idrica di particolare importanza, sia in termini di qualità che di quantità d'acqua. Infatti, il patrimonio disponibile di risorsa idrica è oggi di 21 mc al secondo e l'acqua captata corrisponde a 560 milioni di mc/anno, sui quali la società ACEA - ATO2 di Roma produce enormi profitti, mentre alla comunità reatina restano solo gli elevati costi ambientali da sostenere. L’area attorno alle sorgenti è inoltre da anni militarizzata per via delle leggi anti-terrorismo.

    Considerando perciò l’esperienza Toscana di questi mesi, nonché quella dei molti territori in cui maggiormente si manifesta la mercificazione voluta da ACEA, ci sembra logico individuare proprio nella multiutility romana il nodo politico su cui concentrare maggiormente i nostri sforzi. Se c’è una S.p.a. quotata in Borsa, il cui 51% è detenuto dal comune di Roma ed il restante da imprenditori di vario genere, ma che nulla hanno a che vedere con la garanzia di un diritto universale dell’umanità, vuol dire che non si vuole certo un controllo politico dell’economia, ma al contrario si opta per un controllo dell’economia sulla “P”olitica.

    Per questo il Comitato di Rieti e il Coordinamento Acqua Pubblica Lazio metteranno in campo tutte le forme di informazione e mobilitazione affinché l’acqua come bene comune e diritto universale diventi consapevolezza diffusa delle comunità locali e comporti l’affermazione di politiche economiche e sociali in direzione della proprietà pubblica e della gestione partecipata dell’acqua.

    Per un 2005 all’insegna del riconoscimento del diritto all’acqua, vi aspettiamo tutti al campeggio sul Peschiera (2-3-4 Settembre - Cittaducale - Castel S.Angelo - Rieti)

    Comitato provinciale difesa acqua pubblica ATO3 – Rieti
    Coordinamento regionale difesa acqua pubblica – Lazio

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