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"Diari di Cineclub" ricorda Mino Argentieri

Maestro della critica, propose una cultura cinematografica non ridotta a cinefilia

(17 Agosto 2018)

mino argentieri

Mino Argentieri

Il 13 agosto, sulla pagina fb di Diari di Cineclub, è comparso un breve ma commosso omaggio a Mino Argentieri, dovuto al direttore della testata: Angelo Tantaro. Il giorno scelto non è casuale: in quella data il bravissimo storico e critico cinematografico - scomparso il 22 marzo 2017, firma de l’Unità e di Rinascita, nonché tra i fondatori della rivista Cinema 60 - avrebbe compiuto 91 anni. Nel ricordarlo, Tantaro ha voluto sottolineare l’approccio peculiare d’un intellettuale che “concepiva la critica cinematografica come percorso di elaborazione culturale”, fondandola quindi “sul confronto" e sulla lontananza "dai condizionamenti commerciali”.

Alieno da ogni concessione al formalismo, Argentieri ha inteso il cinema anzitutto come “contenuto umano, poetico, ideologico”, nonché in quanto mezzo di comunicazione da non isolare, ma da collocare “nell’insieme di tutte le espressioni artistiche, Poesia, Teatro, Letteratura, Musica”. In quest’ottica, come opportunamente evidenzia Tantaro, egli ha sempre giudicato severamente le cinefilia, avvertendo in essa “qualcosa di molto arido, ristretto e snobistico”. In effetti, in Italia, i critici di orientamento cinefilo, nella loro deliberata ignoranza dei nessi tra il cinema e gli altri grandi fenomeni culturali della contemporaneità, si muovono ormai nel campo delle pratiche ludiche, rivalutando i film trash e alimentando “la diffusione di un sapere senza significato” e “orientato al mercato e al profitto”.

Una deriva che Argentieri ha tentato di contrastare producendo opere di ampio respiro, tra le quali ci permettiamo di segnalare Il cinema in guerra: arte, comunicazione e propaganda in Italia, 1940-1944 (Editori Riuniti, 1998). Un libro pregevolissimo, in cui l’analisi dell’uso politico della settima arte in una fase tragica della nostra storia si basa su un sapere veramente interdisciplinare, a partire dalla capacità dell’autore di servirsi adeguatamente delle più avanzate metodologie della ricerca storica.

Dunque, stiamo parlando di una personalità cospicua, che Diari di Cineclub ricorderà anche nel numero in uscita il 1 settembre, attraverso il contributo di Ivano Cipriani, intellettuale prestigioso e fra i maggiori studiosi di televisione in Italia, che con Argentieri, nel corso dei decenni, ha condiviso innumerevoli esperienze.

Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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