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UNA GIORNATA DI INSEGNAMENTI

SPOLETO: SUL PRESIDIO ANTIRAZZISTA DEL 31 AGOSTO

(3 Settembre 2018)

casa rossa

Il rovesciamento del vero e il negazionismo come forma di esorcizzazione della realtà che non piace.

Due menzogne.

La prima: con la vostra iniziativa state dipingendo Spoleto come una città razzista.

Viene così rovesciato l’ordine logico e consequenziale delle cose, e scambiata la causa con l’effetto.

E’ chi ha inviato quel messaggio pregno di razzismo dal telefono di un medico a 40.000 medici in tutta Italia che ha fatto si che Spoleto diventasse un caso nazionale, con il rischio che la semplificazione mediatica e del social bar potesse creare l’immaginario di una città razzista.

Scendendo in piazza la Spoleto antirazzista al contrario afferma che Spoleto non è così e combatte il razzismo senza se e senza ma.

La seconda: il razzismo non c’è

Spoleto non è razzista ma i razzisti ci sono come in tutta Italia e il razzismo alimentato ad arte dalle forze politiche dell’estrema destra (Lega e neofascisti in primo luogo ma non mancano tentazioni più o meno esplicite anche nella galassia a 5 stelle) sta crescendo. Consapevoli o inconsapevoli è diverso ma nel momento della lotta non fa differenza perché quello è il “giorno” in cui ci si schiera,di qua o di là della barricata.

Perché succede? Di chi la colpa?


La vera questione è che una sconfitta epocale delle forze del lavoro, del proletariato tutto e il tradimento dei suoi vertici hanno lasciato sviluppare la mala pianta del populismo reazionario che ammorba l’aria del nostro paese.

I partiti tutti o quasi, definiti nel linguaggio dei media, di “destra” o di “sinistra”, si rivolgono alla “gente”, categoria di persone che non esiste. Esistono invece operai, impiegati, disoccupati, artigiani e dall’altra parte industriali e banchieri. Sfruttati e sfruttatori.

Così ha ripreso vigore l’idea nazionalista di un interesse comune di tutti gli italiani. Padroni e Operai sono tornati come 90 anni fa tutti “produttori” che devono collaborare in un preciso ordine gerarchico per il bene supremo della nazione. Non serve un regime oggi, bastano i mezzi di comunicazione di massa.

Però come “ieri”, perché tutto ciò abbia successo occorre un nemico che compatti la nazione, ieri l’ebreo, oggi l’immigrato.

Che fare?


E’ ancora una volta necessario sedersi dalla parte del “torto” visto che i posti della “ragione” sono tutti occupati da razzisti consapevoli e inconsapevoli.

Scendere in piazza subito contro l’onda razzista che si ingrossa, oltre che un dovere è necessario. Questo abbiamo fatto insieme a lavoratori, famiglie, ragazzi, il 31 agosto con il presidio di Spoleto antirazzista.

Non siamo soli, lo abbiamo sentito in chi ci spingeva a fare qualcosa, in chi quel giorno ci ha incitato ad andare avanti. Non ci spaventano certo le vagonate di insulti e aggressioni verbali piovute dai social.

La strada è sempre la stessa, è tracciata da anni, bisogna iniziare a percorrerla, se ci incamminiamo molti verranno dietro.

RIPRENDERE LA STRADA DELLA "MONTAGNA": RESISTENZA OGGI, RIVOLUZIONE DOMANI.

Associazione culturale CASA ROSSA

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