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Il terrorista

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(31 Ottobre 2011) Enzo Apicella
Il ministro del Welfare Sacconi su Skytg24 criminalizza l'opposizione alla manovra economica e lancia l'allarme terrorismo

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Una volta si tifava vietcong al grido “vietcong vince perchè spara”.
Oggi si tifa Salvini-Di Maio al grido “Salvini-Di Maio vince perchè sfora”.

NON TIFIAMO PER NESSUNO!

(9 Ottobre 2018)

classe contro classe: logo ridotto

Una volta si tifava vietcong al grido “vietcong vince perchè spara”.
Oggi si tifa Salvini-Di Maio al grido “Salvini-Di Maio vince perchè sfora”.

NON TIFIAMO PER NESSUNO!

In molti, economisti di sinistra e compagneria spondista, anziani lavoratori che vogliono andare in pensione da vivi, piccoli e medi industriali dell'area nord integrata all'Europa in attesa della flat tax, giovani intellettuali disoccupati del sud ad elemosinare un reddito sia quel che sia, tifano per il governo in carica.
Una variegata umanità che delega tifando “governo del cambiamento”, per il suo temperato braccio di ferro con l'Europa, per il suo tentativo di sforamento del debito pubblico.
La “manovra del popolo”, al cui interno ci sono classi che se ne avvantaggiano e classi che la subiscono, se mai andrà in porto, sarà pagata dagli sfruttati come tutti i debiti pubblici della storia nazionale e continentale, ma servirà agli attori del “cambiamento” in chiave elettorale già a partire dalle europee della prossima primavera.
Una tornata elettorale certamente giocata intorno all'illusione eurostoppista, dove si coalizzeranno le forze continentali euroscettiche e nazionaliste, mentre in Italia si giocherà la partita del voto declinato come referendum pro o contro l'euro.
Nelle politiche securitarie come in quelle protezioniste rombano i motori del ritorno alla sovranità nazionale (bell'”internazionalismo” quello dei cantori eurostoppisti in compagnia della peggior canaglia nazionalista!), all'utopia di un mondo internazionalizzato dove la competizione continentalizzata possa fermarsi, o regredire.
Siamo ancora al tentativo, destinato al fallimento, di “resistere” al movimento reale al quale cercano di adeguarsi capitali, stati e religioni, invece di coglierne, nella loro dialetticità, le convenienze per il proletariato e per il movimento rivoluzionario: l'attuale processo di formazione dell'operaio europeo, e la conseguente possibile rottura di classe dell'Europa dei padroni.

Classe contro Classe

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1970