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Perquisito e sequestrato lo sportello degli invisibili di Trieste

(21 Agosto 2005)

Questa mattina alle 10.45 a Trieste i Carabinieri hanno effettuato un vero e proprio blitz per perquisire la Casa delle Culture di via Orlandini, sequestrando tutti i personal computer e l'intero archivio della Associazione Difesa Lavoratori/Sportello degli Invisibili, federato RdB/CUB. Sono dieci i PC sequestrati, oltre a decine di faldoni contenenti dati sensibili di utenti dello Sportello, ma anche videocassette, cd-rom, fotografie La Casa delle culture, da quattro anni luogo di aggregazione e cultura e politica ospita tra le altre realtà associative e di quartiere anche lo spazio degli Invisibili, importante ente del sindacalismo sociale del nordest. Con questa operazione i Carabineieri hanno materialmente danneggiato e sabotato l'attività di tutte queste realtà.

Il mandante di questa operazione è ancora una volta il noto pm Federico Frezza, già accanitosi più volte sul movimento e in particolare sulle realtà che lottano per il diritto alla casa. E infatti il mandato di perquisizione e sequestro ipotizza il reato di "associazione a delinquere ritenendo che lo Sportello degli Invisibili funga quantomeno da punto di riferimento per chi intenda occupare alloggi ATER, se non addirittura che siano proprio gli ad organizzare, e forse anche ad effettuare, le occupazioni abusive".

I capi di imputazione oltre all'associazione a delinquere, vanno dall'occupazione al danneggiamento di edifici pubblici, con varie aggravanti tra cui il concorso e la continuazione. Il sequestro di questa mattina servirebbe a individuare i responsabili dello Sportello dal momento che l'indagine per ora è rivolta contro ignoti e a stabilire che essi avrebbero orchestrato le occupazioni. Curiosamente l'inchiesta parte da una data e da un fatto emblematici, il 5 febbraio 2005, giorno in cui una autoassegnazione di un appartamento sfitto dell'ATER rivelò che l'ATER stessa era solita danneggiare i propri appartamementi per evitare che venissero occupati abusivamente, circostanza allora smentita e poi confermata dall'allora presidente Mazzi.

Questa inchiesta contiene alcuni paradossi di una gravità inaudita: - il Pm Frezza si ostina a perseguitare con ogni mezzo decine e decine di cittadini il cui diritto alla casa viene reso effettivo con l'autorganizzazione e l'autorecupero di edifici lasciati a marcire anche da decine di anni, laddove le amministrazioni preposte non sono capaci di rendere effettivo questo diritto costituzionale, ma soprattutto in presenza di ben tre sentenze dello stesso Tribunale di Trieste che hanno assolto altrettanti autoassegnatari riconoscendone lo stato di necessità. - ma Frezza va oltre e decide ora di perseguire una realtà politica e sindacale che agisce da sempre alla luce del sole, peraltro con nomi e cognomi, per affermare diritti inalienabili come quello alla casa, a un lavoro dignitoso, a un reddito, a un permesso di soggiorno. Così facendo fa piazza pulita dei diritti sindacali e sociali e ipotizza che l'esistenza di una realtà che fornisce consulenza legale e partecipa ai percorsi di autorganizzazione dei cittadini e delle cittadine costituisca di per sé una "associazione a delinquere". L'Associazione Difesa Lavoratori/Sportello degli Invisibili è federata a livello nazionale con uno dei più importanti e rappresentativi sindacati di base, le RdB/CUB appunto, che per questo tramite affrontano sul territorio triestino e di tutto il nordest tutte le tematiche legate non solo al diritto alla casa ma in generale alla precarietà lavorativa ed esistenziale, dai cosiddetti contratti atipici ai permessi di soggiorno per i cittadini stranieri. Attaccare gli Invisibili significa attaccare tutto il sindacalismo non concertativo

- il sequestro è stato confermato e, oltre ai computer ed al telefonino cellulare della persona che era presente al momento dell'arrivo dei carabinieri in borghese, sono state disabilitate le linee telefoniche e sono stati sequestrati tutti i materiali relativi alle varie realtà ed associazioni ospitate all'interno della Casa delle Culture. Di fatto in questo modo il PM Frezza ha tentato di tappare la bocca a realtà scomode, tra cui i mediattivisti di GlobalProject.info, ma anche di rendere difficilissima l'operatività di una delle pochissime realtà autogestite cittadine che affronta quotidianamente il degrado delle periferie e la mancanza di spazi di aggregazione: il sequestro di tutti i computer non solo rende difficile comunicare quanto sta accadendo, ma impedirà per chi sa quanto tempo a persone che non se lo possono permettere l'accesso alla rete internet e alla vasta mediateca che su quei computer era ospitata.

Riteniamo questa farsa l'ennesimo colpo di teatro di un PM da sempre voglioso di visibilità mediatica e particolarmente accanito a perseguitare le realtà di movimento. Ma sappiamo anche che quanto accaduto a noi oggi è già successo ai compagni di Action a Roma, a quelli di Passepartout a Bologna, a quelli di ASC a Mestre e Venezia, ai disoccupati di Napoli. Sappiamo che ogni momento di resistenza allo strapotere del mercato e della guerra è sotto il tiro di terroristi di Stato che dal G8 di Genova in poi non hanno mai smesso di perseguitare i movimenti accanendosi con migliaia di procedimenti penali di cui le associazioni a delinquere sono la punta dell'iceberg. Per questo quanto accaduto oggi ci spinge a richiedere ancora con maggior forza un provvedimento di amnistia per tutti i reati sociali legati alle lotte sociali contro la precarietà e la guerra.

Trieste, 20 agosto '05

Casa delle Culture di Trieste
ADL/Invisibili Trieste e Monfalcone
Movimento per il diritto alla casa SOS Casa Trieste e Monfalcone
Associazione Ya Basta! Venezia Giulia
Associazione Razzismo Stop Venezia Giulia
Global Project Venezia Giulia

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