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Bell'Italia amate sponde

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(16 Maggio 2009) Enzo Apicella
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha reiterato al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, la richiesta di porre fine alla prassi del respingimento di migranti dalla Libia.

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(La tolleranza zero)

Al Senato arriva l’ignobile decreto “in-sicurezza”

Sabato 10 novembre a Roma decine di migliaia in piazza (P. della Repubblica, ore 14) contro il governo, il decreto Salvini e il razzismo.

(6 Novembre 2018)

Promossa da un vastissimo cartello di forze, il 10 novembre si terrà a Roma una manifestazione nazionale contro il Decreto Sicurezza ("Decreto Salvini") e, in generale, contro le politiche complessivamente del governo. Tra le realtà che si stanno impegnando per il buon esito della importante scadenza, vi sono i Cobas, che in questo scritto, firmato dal portavoce Bernocchi, esprimono un netto rifiuto dello "Stato di polizia" progressivamente costruito dal governo giallo-verde.

10 novembre

Pur se in linea con l’intollerabile politica anti-migranti e “per l’ordine e la sicurezza” di Minniti e dei governi PD, l’ignobile decreto “in-sicurezza”, intestato a Salvini e alla Lega ma sostenuto dai 5 Stelle, che arriva oggi al Senato (e che andrà convertito in legge entro il 3 dicembre), costituisce un assalto senza precedenti contro il diritto di asilo dei migranti, e accentua ulteriormente il messaggio razzista e xenofobo con il quale il nuovo governo si è caratterizzato finora, alimentando odio e rancore verso i più deboli. E mentre distrugge fondamenta plurisecolari del vivere civile, il decreto aggredisce preventivamente, in una sorta di “Stato di polizia”, chiunque vogliamanifestare la propria opposizione con iniziative di piazza, occupazioni di case, conflittualità sociale.

Nel decreto:1)viene abolita la protezione umanitaria per i migranti e al 90% la concessione dell'asilo per motivi umanitari;2)l'imprigionamento nei CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio) passa da 90 giorni a 180; 3)lo SPRAR - cioè il sistema pubblico di accoglienza da parte dei comuni che, nei modelli “virtuosi” come Riace, ha ripopolato paesi, trovato lavoro ai migranti, facendoli vivere in pace con gli stanziali - verrà abbattuto;.4)per una serie di reati non gravi, si potrà togliere la cittadinanza italiana a stranieri di origine.5)la concessione della cittadinanza potrà essere negata anche a chi ha sposato un/a cittadino/a italiano/a. E’ lampante che questi provvedimenti, lungi dall’aumentare la sicurezza dei cittadini, aumenteranno vistosamente la clandestinità e la possibilità di entrare in circuiti malavitosi per un numero elevato di migranti. Ma è proprio quello che vuole il governo, uno stato di “emergenza permanente” per impaurire la popolazione e farne sfogare i peggiori istinti contro i migranti. E prevedendo che questa ignobile politica incontrerà un’opposizione crescente tra le forze sociali, sindacali e politiche anti-razziste e anti-autoritarie, il decreto mette in campo potenti armi per intimidire le forze di opposizione. Cosicché:1)effettuare "blocchi o ingombri stradali" diverrà un reato punibile con il carcere fino a 6 anni;2)si ingigantisce il DASPO che, già esteso da Minniti, con questo decreto copre qualsiasi luogo pubblico dove si possa avere una iniziativa sociale, politica o sindacale.3)viene raddoppiata la pena carceraria per chi organizza occupazioni di case, arrivando fino a 4 anni;4)si estendono vistosamente le ipotesi di reato che consentono al giudice di allontanare il responsabile dalla casa di famiglia

Contro tutto questo, contro le politiche governative xenofobe, razziste e fomentatrici di odio verso i più deboli, contro il razzismo dilagante,si è realizzata una vasta alleanza di forze sociali, sindacali e politiche che comprende oltre 350 associazioni, reti, strutture, comitati territoriali, che hanno promosso per il 10 novembreuna grande manifestazione nazionale che porterà in piazza decine di migliaia di persone contro l’ignobile decreto Salvini e contro le politiche reazionarie, razziste e ultra-autoritarie di questo governo,per il ritiro del decreto, per l’accoglienza e regolarizzazione per tutti/e, per esprimere solidarietà e piena libertà per Mimmo Lucano e per la difesa dell’esperienza di Riace, contro l’esclusione sociale, per dire NO ai respingimenti, alle espulsioni, agli sgomberi, al disegno di legge Pillon, contro il razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione. A Roma arriveranno manifestanti da oltre 60 province italiane, con almeno un centinaio di pullman (ma ogni giorno il numero cresce), con treni e mezzi propri.L’appuntamento per tutti è alle 14 a P. della Repubblica, da dove partirà un grande corteo che, passando per V.le Einaudi, P. dei Cinquecento, P. S. Maria Maggiore, V. Merulana, V. Emanuele Filiberto, arriverà a P. San Giovannidove si concluderà con un comizio dove, a nome di tutti/e, prenderanno la parola esponenti dei movimenti antirazzisti di Riace, Macerata, Lodi, di ONG operanti nel Mediterraneo, dei Movimenti romani per l’abitare e delle femministe in lotta contro il progetto di legge Pillon. Durante il corteo, dal TIR/palco mobile le forze che hanno promosso la manifestazione avranno 5 minuti ciascuna per esporre le proprie posizioni. Il corteo verrà aperto da uno striscione“Uniti/e e solidali contro il governo, il razzismo, il decreto Salvini”, dietro il quale ci sarà una testa unitaria e poi lo striscione di Riace, e via via quelli delle varie strutture promotrici.

5 novembre 2018

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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