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Per i tre operai della Fiat

Per i tre operai della Fiat

(25 Agosto 2010) Enzo Apicella
Melfi. La Fiat licenzia tre operai, il giudice del lavoro li reintegra, la Fiat li invita a rimanere a casa!

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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  • 18 Ottobre 2019 - Mestre (VE)
    Contro lo sfruttamento del lavoro e della natura, contro repressione e militarismo, per un fronte di lotta anti-capitalista

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(Flessibili, precari, esternalizzati)

PRATO, 17 NOVEMBRE: SENZA PAURA, PER I NOSTRI DIRITTI!

Manifestazione con appuntamento alla Stazione di Prato Centrale (ore 14.30)

(13 Novembre 2018)

aggressioni licenziamenti non ci fermeranno

Due lavoratori iscritti al SI COBAS sono stati vittime il 6 novembre di una gravissima aggressione con bastoni, bottiglie di vetro e armi da taglio mentre rientravano a casa dopo la fine del proprio turno di lavoro. Si tratta di due dipendenti della DS di Zhang Xiangguo a Montemurlo, una delle tante fabbriche tessili del pratese a conduzione cinese. Si è trattato di un agguato pianificato in piena regola: si è trattato fuori da ogni dubbio di un gravissimo atto intimidatorio.
Adeel e Abbas sono due dei lavoratori DS che a Luglio si rivolgevano al sindacato denunciando una situazione di vera e propria schiavitù: turni di 12 ore al giorno, sette giorni su sette, per buste paga da fame. Lì iniziava un lotta dura, passata da scioperi e denunce pubbliche, che ha portato ad un primo accordo, e quindi al riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei lavoratori: retribuzioni in linea con il CCNL Tessile per 40 ore settimanali di lavoro, riconoscimento di riposo settimanale, ferie, malattie e tredicesima.
E' evidente che i padroni del settore sono terrorizzati dall'idea che questa storia di riscatto faccia da apripista per molte altre. E infatti già decine e decine di lavoratori impiegati nelle fabbriche tessili a conduzione cinese si sono rivolti dopo i primi scioperi di luglio alla DS agli sportelli del nostro sindacato. In tutti i casi le condizioni di sfruttamento denunciate sono pressochè identiche a quelle descritte già per la DS. Si tratta di un “segreto di pulcinella”: tutti sanno – istituzioni in primis – della realtà di schiavitù che si nasconde dietro le mura di moltissime fabbriche tessili del territorio. I lavoratori aggrediti stanotte sono tra quelli che hanno avuto il coraggio di denunciare e combattere un sistema intollerabile di sfruttamento che schiaccia migliaia di lavoratori, in primis cinesi e richiedenti asilo asiatici ed africani.

Quanto accaduto non può essere sottovalutato né tollerato. Per questo risponderemo con una grande manifestazione il 17 novembre a Prato.
Perché le lotte per i diritti e la dignità andranno avanti, senza paura, più di prima.

Mentre nel settore tessile si ricorre agli agguati, al fornitore UniCoop Panificio Toscano I lavoratori hanno già dovuto affrontare licenziamenti politici, sgomberi violenti della polizia e denunce. Sono tante le armi con cui si vuole fermare questo movimento autorganizzato di lavoratori che rivendica il rispetto dei propri diritti. Sono tanti i padroni che nel pratesi si sentono minacciati dalle lotte operaie che il Si Cobas sta portando avanti.

Noi diciamo: indietro non si torna. Abbiamo iniziato per andare fino in fondo: fino a quando lo sfruttamento, in tutti i settori, sarà eliminato dal nostro territorio.

SI Cobas Firenze

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