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Cambiare il sistema

Sviluppare la mobilitazione e organizzarsi per dire no ai governi borghesi

(14 Novembre 2018)

Editoriale del n. 6 di "nuova unità"

Il governo che si definisce del "cambiamento", che manda strali all'UE invo-cando la "sovranità" - nonostante l'alleanza con gli Stati Uniti in funzione anti franco-tedesca - invia il documento finanziario a Bruxelles prima di presentarlo al Parlamento italiano. Lega e M5S, una volta al potere, buttano giù la ma-schera e si rimangiano tutte le promesse della campagna elettorale trovando una giustificazione per tutto al fine pur di non perdere il consenso dell'eletto-rato.
Non siamo mai teneri quando ci riferiamo ai governi borghesi e non ci sottraiamo neppure per questo, in particolare perché inganna con un atteggiamento che fa leva su ampi strati popolari. La caratteristica di questo governo razzista, populista, repressivo, oppressivo, di attacco all'emancipazione fem-minile e ai diritti civili - aborto in primis - è quella di strumentalizzare le percezioni delle persone più arretrate, ignoranti e impaurite, farle proprie e tra-sformarle in misure reazionarie. Il campo di riferimento di questo governo è chiaro. È quello della Le Pen - che Salvini ha incontrato recentemente nella sede dell'UGL (sindacato erede della Cisnal, a sua volta erede del sindacato fascista e accettato dei sindacati confederali quale co-firmatario dei vari accordi !!) per discutere su “Crescita economica e prospettive sociali in un’Europa delle Nazioni”, in vista delle prossime elezioni europee. È il campo del reazionario e oscurantista brasiliano Bolsonaro con il quale Salvini si è subito congratulato, tra un twitter e l'altro con suo figlio. È quello del fascista ungherese Orbàn, del nazista austriaco Kurz, tutti alleati per portare avanti una visione e una politica nazionalista che chiamano sovranista per affermare una supremazia nazionale contro ogni ipotesi di solidarietà tra popoli. Si pro-pongono ai capitalisti come quelli capaci di superare le contraddizioni con l'uso della forza, del bastone, senza mediazioni con il movimento operaio per garantire il sistema capitalista.
C'è disoccupazione? Allora si crea il nemico nell'immigrato che toglie il lavoro agli "italiani" dividendo il fronte di lotta dei lavoratori. C'è criminalità? Lo stesso nemico: gli stranieri. C'è un sindaco che si occupa degli immigrati? Va condannato all'esilio. Le donne vengono uccise? Si scatena la caccia all'immi-grato anche se la maggoranza delle donne è uccisa da "italiani", molti dei quali indossano una divisa. Aspetti il reddito di cittadinanza? Mettiti in fila la strada è ancora lunga e poi si vedrà. Ti rubano in casa? Puoi difenderti sparando. Le scuole cadono a pezzi, non sono antisismiche? Ecco che arriva il controllo di poliziotti e telecamere. Occupi una casa delle migliaia sfitte? Ci pensa la polizia a sgomberare.
È il decreto sicurezza sul quale sarà posto il voto di fiducia (una norma ormai di tutti i governi che ci pone la domanda a che serve il parlamento?) che pre-vede l'aumento delle forze di polizia, delle telecamere, l'adozione del taser, la pistola elettronica, dei divieti. Un decreto che non è rivolto solo contro gli stranieri - che comunque hanno la peggio -, ma che intende colpire le lotte con eventuali blocchi stradali e ferroviari di studenti, dei senza casa e degli operai che re-iniziano a dare segnali di insofferenza allo stato di cose presenti. Come ha dimostrato lo sciopero generale del 26 ottobre indetto da alcune sigle sindacali di base: Cub-Si Cobas-Slai Cobas-Usi ait; il tentativo di autorganizzazione dei lavoratori che rifiutano le burocrazie sindacali, la manifestazione a Roma del Si Cobas del 27 ottobre, possono rappresentare un rinnovato protagonismo e la ricerca dell'unità e della necessaria organizzazione della classe lavoratrice. Necessaria per affrontare le continue emergenze occupazionali contro le quali sono insufficienti le soluzioni di Di Maio come il ripristi-no degli ammortizzatori sociali in deroga - ridotti nella durata -, in alcune maggiori vertenze; un probabile quanto fumoso "reddito di cittadinanza" che non si sa ancora chi realmente ne potrebbe usufruire e a che condizioni essendo slittata di qualche mese la sua presentazione fuori dalla manovra fi-nanziaria (DEF). Di Maio non incide sull'impoverimento del tessuto produttivo: fabbriche in mano agli stranieri che chiudono, imprese italiane che delocaliz-zano alla ricerca di sempre maggiori profitti. Le cose certe sono quelle che abbiamo visto con il cedimento sulle necessità del capitale con l'Ilva di Taranto, il gasdotto Tap pugliese e con la riattivazione dei vaucher. Altro che governo del cambiamento!
Lega e M5S non si preoccupano dello sfruttamento padronale che provoca morti e invalidi sul lavoro; non si preccupano dei rapporti schiavistici che regolano l'occupazione degli stranieri, dei contratti capestro per i lavoratori. Dopo i roboanti annunci contro la Fornero hanno inventato la quota cento, riuscendo a peggiorare la condizione dei pensionati - se mai è possibile - ma proseguono la linea salvabanche e dei condoni, dei loro predecessori. Dicono e urlano di combattere la criminalità, ma se la prendono con la piccola e spic-ciola manovalanza senza andare alla radice delle cause, nessuna parola o provvedimento contro mafia e simili. Lasciano campo libero alle formazioni fasciste, più che mai funzionali al sistema, alla repressione e allo spargimento della paura. Così si mettono davanti a tutto gli interessi degli italiani, e del popolo?
Dall'altra parte il PD - dopo la sua fallimentare politica riformista che ha spia-nato la strada alla deriva populista con un crescente autoritarismo e fascistiz-zazione dello Stato, è passato ad una sorta di "opposizione" - insieme a Forza Italia - tutta centrata sul deficit della manovra finanziaria calcolata in 27 mi-liardi di euro, quali veri paladini di banche, del grande capitale e della UE. Ar-tefici degli aumenti delle spese militari, le hanno portate a ben 25 miliardi di euro, 70 milioni al giorno (che diventeranno 100 secondo la richiesta degli USA già accettata dal "governo del cambiamento" Salvini-Di Maio-Conte) per l'appartenenza alla NATO e per sostenere il complesso militare-industriale e le scelte guerrafondaie che non ci stancheremo mai di denunciare.
Sono cifre tenute nascoste alla popolazione perché non si renda conto di que-sto vero spreco di denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato a fini socia-li, a partire dalla sanità, dalla scuola e dalla ricerca invece di incrementare l'imperialismo italiano e internazionale. Tacciono per nascondere l'intreccio di interessi tra le aziende produttrici di morte (l'italiana Leonardo è al 9° posto) con partiti e istituzioni. In un sistema capitalista i governi sono solo comitati d'affari della borghesia e, quindi, rappresentano e fanno gli interessi della borghesia, non degli "italiani" né del "popolo" e nel nostro paese oggi anche la cosiddetta opposizione fa parte dello Stato maggiore borghese.
Allora qual è il problema? Il capitalismo non si può abbellire, non si riforma, non si salva. Si abbatte! Incominciando dal capire e discernere tra bieca propaganda e realtà e, di conseguenza, mobilitandosi e organizzandosi per respingere le misure contro il movimento operaio e proletariato che devono essere il perno della difesa dei propri interessi di classe nella prospettiva di una società che pensi veramente ai bisogni della maggioranza.

nuova unità

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