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L'angoscia dell'anguria

L'angoscia dell'anguria

(24 Luglio 2013) Enzo Apicella

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Prepariamoci

(12 Dicembre 2018)

scintilla

La tendenza a una nuova crisi del capitalismo mondiale, dopo anni di modesta e incostante ripresa, si manifesta inequivocabilmente.

La fine del periodo di crescita, il rallentamento del commercio e degli investimenti, l’aumento dei debiti, gli eccessi di valutazione e i crolli dei titoli di alcuni colossi finanziari, le scosse sulle monete dei “paesi emergenti”, sono le caratteristiche attuali dell’economia mondiale.

Mentre matura la sovraccumulazione di capitale, i meccanismi creati dal 2008 ad oggi (fra cui il trading automatizzato, i fondi di investimento ETF, etc.) creano le condizioni per cadute ancor più rapide e violente del passato nei mercati finanziari, con distruzione di enormi quantità di capitale.

Il 2019 vedrà aumentare la possibilità dello scoppio di una nuova crisi, con tutti i suoi effetti devastanti.

La crisi si verificherà in una situazione in cui le classi dominanti non avranno i mezzi finanziari e fiscali per poterla arginare come nel passato (gli spazi sono limitati da debiti pubblici enormi), mentre si intensificheranno le politiche protezioniste e le guerre commerciali.

Dunque, le conseguenze della crisi saranno più dure e l’uscita più lunga.

Le classi sfruttate e oppresse, impoverite da un decennio di politiche di austerità, tagli ai salari, alle pensioni, alle spese sociali, etc., non avranno la possibilità di sopportare le drammatiche conseguenze della recessione economica, come i licenziamenti di massa, ulteriori riduzioni salariali, etc.

Ciò significa che la prossima crisi determinerà una radicalizzazione della classe operaia e delle masse popolari, con conflitti sociali che nell’occidente capitalistico non si osservano da decenni.

Gli strati decisivi della borghesia si preparano a questo scenario: allestendo gli strumenti politici, giuridici, polizieschi, etc. che servono per disorganizzare e disarticolare il proletariato, ridurlo al silenzio. La legge Salvini ne è un esempio.

Da parte proletaria scontiamo invece un ritardo dovuto alla sconfitta transitoria del socialismo e alla influenza delle posizioni borghesi e opportuniste.

Il risveglio del gigante addormentato, inevitabile sotto i colpi della crisi, sarà tanto più rapido quanto più sapremo trarlo dalla passività e dalla divisione all’azione unitaria di lotta, ridando agli operai fiducia nella propria forza e consapevolezza dei propri fini.

Cosa significa oggi aiutare questo risveglio, per preparare il proletariato alle battaglie rivoluzionarie che ci attendono?

Significa chiarire che i problemi del lavoro, del salario, della pensione, dei servizi sociali, dell’ambiente, possono essere risolti solo con la lotta diretta al rovesciamento della borghesia, alla conquista del potere e all’espropriazione degli espropriatori.

Significa sviluppare l’educazione e la preparazione politica delle masse sfruttate alla lotta rivoluzionaria, nello spirito di un reale internazionalismo proletario e dell’avvicinamento alle masse lavoratrici dei paesi dipendenti, contro lo sciovinismo e i pericoli di guerra imperialista.

Significa costruire lo strumento chiave per dirigere la lotta di classe degli sfruttati, gettando le basi di un autentico partito indipendente e rivoluzionario del proletariato, che abbia una ferrea unità ideologica, strategica e tattica.

Questo è l’indirizzo e la mentalità che trasmettiamo alla parte più avanzata del proletariato, numero dopo numero, lottando contro tutti i sabotatori della preparazione alla rivoluzione sociale del proletariato.

Editoriale di Scintilla n. 94 – dicembre 2018

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