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(26 Giugno 2010) Enzo Apicella
30° anniversario della strage di Ustica

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12 DICEMBRE 1969 - 12 DICEMBRE 2018: RICORDIAMO SEMPRE LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA, LA PRIMA STRAGE DI STATO...

NOTTE TRA IL 15 E IL 16 DICEMBRE 1969 ...PER NON DIMENTICARE GIUSEPPE “PINO” PINELLI, uno di noi, sempre nelle nostre LOTTE

(12 Dicembre 2018)

12 dicembre del 1969, 49 anni fa, sono passate almeno due generazioni.

La verità processuale non è uscita fuori, molte-i di noi sanno però, chi furono i mandanti di quella che fu la prima “strage di Stato”, hanno molti sospetti sugli esecutori, ma non ne abbiamo le prove. Una delle stragi che hanno insanguinato L’Italia, resta impunita e la giustizia incompiuta, una delle tante pagine oscure della Repubblica italiana, della strategia della tensione, della risposta ai movimenti di lotta operai, studenteschi, per ottenere il riconoscimento di pieni diritti, civili e sociali… diritti, rimessi in gran parte in discussione, OGG e dal governo di turno, che al di là dei proclami da campagna elettorale perenne, non solo non attua nessun “cambiamento”, ma si inserisce a pieno titolo nella continuazione della difesa di interessi di pochi a danno di tanti e tante, aggiungendo i “nuovi poteri” dei settori dominanti, ai poteri vecchi, un pochetto ”logorati” pure loro, ma sempre a tutela di interessi contrari alle classi lavoratrici e ai settori popolari sfruttati.

Ancora OGGI, come IERI, il filo della nostra memoria storica non si è interrotto, ancora OGGI come allora, siamo in mobilitazione quasi permanente, dai posti di lavoro, nelle scuole e nelle università, nei quartieri e nei territori dove viviamo o lavoriamo, devastati da speculazioni edilizie e finanziarie, inquinamento e dissesti ambientali, sempre in nome del profitto e dell’accumulazione di ricchezza per pochi “potenti”, a danno di tanti-e che sono ancora sottomessi, subalterni, come classi lavoratrici e settori oppressi, da un modello economico-finanziaro, da rapporti sociali che negano l’emancipazione reale, la libertà, la solidarietà, con una sub-cultura barbarica, che semina a piene mani odio, discriminazione, divisione ed esclusione sociale, ammantandosi di una presunta e antiscientifica “supremazia etnica”, che trasforma i diritti, le libertà universali, in tutele ridotte solo a chi viene ammesso a far parte della “cerchia e razza italica” (che non esiste, da nessun punto di vista).

ANCORA OGGI, COME ALLORA NEL 1969, CONTINUIAMO IL NOSTRO INTERVENTO TENACE E PAZIENTE, L’INFORMAZIONE E LA PROSECUZIONE DELLA MEMORIA STORICA, anche SULLE STRAGI DI STATO per smascherare coloro che, magari con facce e volti e nomi cambiati, prosegue con altri mezzi…nella rinnovata “STRATEGIA DELLA TENSIONE”, agitando spettri del passato e cercando di deviare la nostra attenzione, verso il “nemico esterno”, per non farci focalizzare in termini di massa, verso le reali cause del progressivo impoverimento economico, dell’imbarbarimento dei rapporti sociali e della cultura, del sapere critico e collettivo, come strumento di conoscenza e fulcro per la resistenza adesso, per la costruzione di rapporti di forza e verso UN ALTRO FUTURO, migliore per tutti e tutte.

NON SMETTEREMO MAI DI CERCARE LA VERITA’, PER LA GIUSTIZIA SOCIALE Ricordiamo il nostro compagno GIUSEPPE PINELLI, staffetta partigiana, anarchico, militante dell'USI, strappato dallo Stato alla vita, all'amore e alle lotte.

MA L’IDEA DI LIBERAZIONE E DI GIUSTIZIA SOCIALE CHE LO ANIMAVA, QUELLA CHE PER MOLTI –E DI NOI E’ LA LOTTA CONTRO LA BARBARIE E L’INGIUSTIZIA ECONOMICA E SOCIALE, NON MUORE MAI, E’ QUELLA CHE CI SPINGE A PROSEGUIRE IL PERCORSO E IL LUNGO CAMMINO, SOLIDALE E COMBATTIVO, VERSO LA TRASFORMAZIONE IN MEGLIO E PER TUTTI-E, DELLO STATO DI COSE PRESENTI E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA. L’unica lotta che si perde, rimane sempre…quella che non si fa.

segreteria nazionale collegiale Confederazione Usi (Udine/Milano/Roma/Caserta)

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