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“Libertà di stampa”

(14 Dicembre 2018)

Nei giorni passati si sono volute impartire lezioni ai cittadini sulla “libertà di stampa”.
Le “firme” del giornalismo hanno messo in prima pagina l’articolo della Costituzione borghese che dovrebbe garantirla.
Moniti provengono dal più alto scranno dello Stato a custodire il “bene pubblico dell’informazione” e a tenere in somma cura la “veridicità dei contenuti”.
Gli operai apprendono tutti i giorni come i capitalisti abbiano sempre chiamato “libertà di stampa” la libertà di esporre i fatti anche più semplici in modo tale da difendere la classe borghese e la politica borghese a danno della classe e della politica proletaria.
Le cosiddette “campagne di stampa” per le quali vengono mobilitati “uomini di scienza e di lettere”, obbediscono al solo e unico scopo di determinare quello stato d’animo del pubblico che rende possibile l’attuazione dei disegni dei padroni e dei loro governi.
Avviene così che la volontà, l’interesse, il calcolo di una minoranza di sfruttatori s’impone all’interesse e anche alla volontà di tutta una massa lavoratrice.
Se ciò non bastasse per fabbricare la cosiddetta opinione pubblica, allora i soloni della “libertà di stampa” fanno cadere il silenzio sull’onda crescente della lotta di classe proletaria.
Altro che “libertà di stampa”!
Oggi ai lavoratori viene impedita la possibilità di esprimere persino nelle riunioni all’aperto, in strada o nelle piazze, la critica all’operato dei propri padroni imponendogli con la forza dei tribunali un assoluto “dovere di fedeltà” verso questi ultimi, pena il licenziamento e la miseria.
In realtà, dunque, i difensori della “libertà di stampa” sono i difensori del sistema del dominio del capitale sulla stampa.
Anche gli esponenti del social-populismo, che aspirano come tutti gli ultimi arrivati al potere governativo alla conquista di un posto ben compensato nei quadri di questo sistema di dominio, ingannano i lavoratori che gli hanno dato il voto e fanno tutti gli sforzi per distoglierli dal compito storico di affrancare la stampa dal suo asservimento al capitale.
Tutta la “democrazia” borghese consiste nella proclamazione e nella realizzazione di “diritti” che, in regime capitalistico, sono realizzati in una misura sempre più limitata e relativa.
Anche gli articoli così solenni della Costituzione borghese non riescono più a nascondere questa pura e semplice verità.
L’odierna “libertà di stampa” nella repubblica democratica sarà un inganno, una menzogna, un’ipocrisia finché sulla stampa permarrà il potere del capitale, che si manifesta in modo evidente e cinico con la libertà per i ricchi di assoldare scrittori e pubblicisti, di comprare e di corrompere la stampa, di intossicare le masse popolari con le menzogne, di possedere un complesso tecnico, strumentale e umano per la mistificazione delle masse di dimensioni ineguagliabili.
Tutto il complesso massmediatico, al cui mantenimento la borghesia destina somme spropositate direttamente e indirettamente, qualunque ne sia la tinta, che sia nel possesso dello Stato o di privati speculatori, ha i suoi ispiratori nei monopoli finanziari e nelle centrali imperialistiche internazionali.
Oggi l’industria massmediale ha posto nelle mani della borghesia un’ancor più perfezionata e formidabile macchina per diffondere in gran quantità menzogne contro il socialismo e contro chi ha lottato e lotterà per la sua vittoria.
Ma un tale apparato, seppur colossale, non ci impressiona, poiché lo sappiamo fondato sulla difesa spasmodica del profitto e del privilegio di una ristretta minoranza di sfruttatori e di parassiti.
Attraverso la nostra azione di chiarificazione che svolgiamo anche attraverso le pagine di questo giornale, intendiamo aiutare la classe operaia a riacquistare coscienza della sua posizione storica, aiutarla a dare espressione concreta e organica all’aspirazione a liberarsi una volta per tutte dalla schiavitù salariata capitalistica e conquistare la sua completa emancipazione.
È con la liberazione della società dal dominio del capitale, che la democrazia si trasformerà da menzogna in verità e niente potrà impedire a ciascun lavoratore o ai lavoratori riuniti in organismi di qualsivoglia entità, di godere in linea di principio e nei fatti dell’uguale diritto di usare i mezzi della stampa appartenenti alla società.
Questo significherà la sostituzione della “libertà di stampa” per una minoranza di sfruttatori con la libertà di stampa per la maggioranza della popolazione, per i salariati e tutti i lavoratori.
Questo significherà sostituire allo Stato borghese capitalista lo Stato ed il governo operaio, per aprire la via al processo storico della vittoria del socialismo nel nostro paese e nel mondo intero.

Da Scintilla n. 94 – dicembre 2018

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