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Un piromane si aggira per l'Europa

Un piromane si aggira per l'Europa

(7 Maggio 2010) Enzo Apicella
L'agenzia di rating Moody's, la stessa che consigliava di investire in Lehman Brothers, soffia sul fuoco della crisi europea e invita a disinvestire in Grecia, Portogallo e Italia

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RSU USI ZETEMA: RESOCONTO TRATTATIVA 10/12/2018 E RIFLESSIONI AREA CONSERVAZIONE

(14 Dicembre 2018)

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Care/i colleghe/i, come già saprete (sono io in ritardo come sempre), il 10/12 u.s. si è tenuto un importante tavolo relativo le problematiche (TANTE!) dell’area Conservazione. Sono problemi cronici, che si trascinano da tempo, tanto che nel 2016 i colleghi dell’area avevano scritto un’accorata lettera con richiesta di intervento a tutte le RSU e tutti gli RLS. Sono passati due anni e, come ho anche detto al tavolo in qualità di RSU USI, nulla è cambiato, anzi, semmai il clima interno l’area peggiora.

Anni di rapporti deteriorati con la responsabile dell’area hanno prodotto richieste di spostamento area che l’Azienda, in un primo momento, ha provato a negare. Poiché molti dei problemi, sono dipesi, nel tempo, anche da una sorveglianza sanitaria che, personalmente reputo approssimativa, ho approfittato della presenza al tavolo del RLS CGIL , che riveste anche ruolo di RSU, Eugenio Oliverio, che ha messo al corrente il tavolo tutto degli incontri con i lavoratori dell’Area , di riunioni tenutesi con il dr. Guidi in merito la salute e sicurezza, a seguito delle quali il “clima” sembrava migliorato. Ma sembrerebbe per poco tempo. Tanto è vero che, oggi, ci sono persone esasperate dalla mancanza di organizzazione dei turni di lavoro e di perenni condizioni di emergenza in cui si è costretti a lavorare, rispondendo sui propri telefoni PERSONALI, AL DI FUORI DELL’ORARIO DI LAVORO, per sapere dove si deve lavorare il giorno successivo. Come se tutta l’area fosse sottoposta a pronti interventi “H24” e facendo, così, venire meno quel principio di rotazione sulle lavorazioni più pesanti come la depolveratura o il lavaggio dei manufatti lapidei che doveva riguardare anche chi sta già in D1 (tema che ho personalmente rammentato al tavolo RSU).

Ho, quindi, ribadito l’importanza di un test per la verifica dello stress da lavoro correlato specifico per l’area, perchè, per quanto di mia conoscenza, ritengo che tra gli “eventi sentinella” necessari per la configurazione di un elevato livello di stress nell’area conservazione se ne incontrino abbastanza: assenze per malattia, assenze dal lavoro, rotazione del personale (inesistente), turn over (inesistente, nonostante “l’invecchiamento” dell’area e causato dal blocco delle assunzioni e dalla mancata concessione di spostamenti richiesti da alcuni colleghi) , richieste di visite straordinarie con il medico competente ed in ultimo, ma il più importante come dato, le segnalazioni formalizzate di lamentele dei lavoratori all’azienda o al medico competente. Segnalo, a riguardo, che lo stesso medico competente, alla luce del fatto che non tutti i colleghi dell’area siano stati messi a conoscenza del proprio DVR (Documento di Valutazione del Rischio) ritengo non abbia tutti gli elementi utili per indicare correttamente i fattori di rischio. Sono venuta a sapere, infatti, che non vengono elencati i tempi di esposizione del singolo lavoratore per singola lavorazione. Pertanto, ai fini di una corretta redazione del giudizio di idoneità, verrebbero a mancare elementi dirimenti, tanto è vero che si è reso necessario, in alcuni casi, impugnare il giudizio di idoneità rilasciato dal medico competente, di fronte la ASL, organo superiore gerarchicamente.

In merito un’informazione trasparente e la predisposizione EQUA di accesso a corsi di formazione per i lavoratori dell’area, il dr. Tagliacozzo ha definito “pastrocchio” quanto accaduto per un recente corso di formazione che non ha visto la corretta diffusione delle informazioni relative le possibilità di partecipazione, garantendo la possibilità ai responsabili di funzione, cui il corso era destinato ed ad una sola altra persona che responsabile di funzione non è. Ero stata, infatti, costretta, il 5/11 u.s. a richiedere informazioni precise. In futuro si dovranno evitare organizzazioni di questo tipo e l’Azienda ha garantito che verranno date indicazioni alla Responsabile.

Per quanto riguarda il riconoscimento del livello D1, a seguito delle verifiche del MIBACT, l’azienda intende utilizzare sempre i fondi del 64 ter (non mi è chiaro come si riuscirà a moltiplicare tali fondi che sono sempre i famosi 9 euro/mese/lavoratore).

Per la possibilità, da sempre rivendicata, di recuperare eventuali ritardi, l’Azienda si è resa disponibile ad un momento di verifica anche con il dr. Guidi, per garantire la possibilità di accedere autonomamente al laboratorio, senza bisogno di supervisori, il tempo strettamente necessario i recuperi, o, in alternativa, individuare un giorno in cui consentire tali recuperi o, comunque, differirne il recupero evitando di farlo il giorno stesso.

Per quanto riguarda le DOVUTE indennità di disagio e quella legata a lavorazioni in esterno l’Azienda ha interpretato sino ad ora il contratto integrativo (che ho dovuto difendere pur non avendolo firmato pensate un po’!) a suo vantaggio: la frase “… viene inoltre corrisposta una indennità giornaliera di importo pari a 10 euro per il personale che effettua lavorazioni in esterno” infatti … è da interpretare. Tanto è vero che ho celiato sulla cosa dicendo che avrei consultato “l’Accademia della Crusca” per avere un definitivo parere “interpretativo” dell’italiano espresso nelle more della nuova discussione dell’Accordo integrativo

Tema su cui, invece, l’Azienda sembra essere ben disposta è quello di far rientrare nell’orario lavorativo, la cosiddetta “svestizione”: consentendo di effettuare il cambio negli ultimi dieci minuti di lavoro. Tale misura deve essere finita di discutere, però. Quindi si resta in attesa di ulteriori informazioni.

VALORIZZAZIONI (ART.64 TER CCNL FEDERCULTURE)

Come nel precedente incontro, le OO.SS. presenti hanno continuato a ribadire perplessità sulla proposta da parte aziendale che tiene fuori dal percorso di valorizzazione intere, grosse, aree come quella museale e quella del Turismo. Per il Turismo, però, l’Azienda intende valorizzare la parte “web”, stranamente anche chi, essendo appena arrivato dal call center per un reperimento indicante un livello preciso, dopo pochi mesi dal suo ingresso, vedrebbe l’avanzamento di un livello … Ho fatto presente che questa “nuova” visione aziendale potrebbe risultare pericolosa … perché così per come era impostato il reperimento … le persone hanno scelto di non partecipare … Se avessero saputo che era intenzione dell’Azienda valorizzare subito i nuovi arrivati, magari altri lo avrebbero fatto. Per i superminimi ipotizzati dall’Azienda nel settore della manutenzione, ho fatto presente che, volendo equiparare davvero la situazione di tutti, non potrebbero essere tre, ma dovrebbero essere cinque. Non ho capito ancora bene, però, se l’Azienda abbia recepito la proposta come RSU USI dell’avanzamento di livello per tutti gli addetti della manutenzione sul territorio, o se pensi a tre superminimi, o cinque, assorbibili o non assorbibili.

Ahimè, tale nebbia avvolge tutta la proposta aziendale, non consentendo di individuare eventuali difformità in aree che hanno visto già delle valorizzazioni e “qualcuno” lasciato indietro per anni. Io sarò costretta ad inviare l’ennesimo cahier des dolèances ed a riguardo, ho già raccolto informazioni grazie a chi si è messo in contatto con me.

Ricordo a tutti che la discussione sulle valorizzazioni proseguirà.

Intanto, resta confermata l’assemblea sindacale aperta a tutti i lavoratori Zètema, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis a partire dalle ore 12,30 alle 15.30. Buon lavoro a tutte e tutti.

Serenetta Monti (RSU USI ZETEMA)

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