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QUALE OPPOSIZIONE AL DECRETO SICUREZZA

(2 Gennaio 2019)

Editoriale del n. 72 di "Alternativa di Classe"

manif romana del 27 ottobre

Il cosiddetto Decreto Salvini o “Decreto sicurezza”, il D.L. n. 113 del 4 Ottobre 2018, pur dopo qualche polemica e qualche dissidio, è stato convertito in legge dello Stato: la Legge n. 132 del 1 Dicembre 2018, entrata in vigore Martedì 4 Dicembre scorso.
Come si ricorderà, rappresenta la significativa fusione tra due originari decreti, partoriti dal “governo del cambiamento”: il decreto sulla immigrazione e quello sull'ordine pubblico. Già questo fatto evidenzia come si intenda fare rientrare la questione - migranti all'interno di quella che viene definita “questione – sicurezza”, mettendo da parte la falsa retorica istituzionale della “accoglienza” a vantaggio della demagogia razzista, divenuta più “pagante” per i partiti di governo anche dal punto di vista elettorale, dato anche l'avvicinarsi delle elezioni europee, previste a primavera.
Esaminandone il testo, il decreto risulta composto da quattro titoli, ma sono i primi due ad essere politicamente più significativi: il primo riguarda l'immigrazione, mentre il secondo riguarda il “contrasto al terrorismo (ed alla criminalità mafiosa)”.
In tema di migranti, viene abolito l'istituto della possibilità di “asilo per motivi umanitari”, incrementando perciò il “reato” di clandestinità, e, mentre si prolungano i possibili tempi di detenzione nei “centri di accoglienza”, vengono rese più difficili ed ostili le procedure, sottoposte a restrizioni, con le quali un immigrato può arrivare ad ottenere il “Permesso di soggiorno”.
L'art.1 inoltre prevede il fatto che il Permesso di soggiorno potrà essere rifiutato o revocato, senza eccezioni, “...quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli Stati contraenti”, cioè in qualsiasi altro Paese della UE; se eventualmente espulso da un altro Paese che aderisce alla Convenzione di Schengen, poi, non potrà entrare nemmeno in Italia, e viceversa. “Divisi su tutto” nella UE, ma, se si tratta di colpire i migranti, anche il sovranismo fa le sue eccezioni!...
In tema di “ordine pubblico”, anche i vigili urbani (nei comuni con più di 100mila abitanti) per sei mesi sperimenteranno l'uso delle discusse “armi comuni ad impulsi elettrici” che producono elettroshock, e che possono rivelarsi finanche mortali in determinate circostanze!... Vi sono poi ulteriori norme, in continuità col Decreto sul “Decoro urbano” di M. Minniti (il quale, evidentemente, teneva molto al lustro dei bottegai...), che vanno a colpire i posteggiatori e gli accattoni, mentre il “DASPO” (l'allontanamento obbligato da alcuni luoghi, nato per manifestazioni sportive, e poi allargato...) viene esteso anche agli indiziati di “terrorismo”.
Ma l'elemento saliente del decreto sono certamente quelle disposizioni che, annegate tra diversi provvedimenti “rassicuranti” e “contro la mafia e la criminalità”, vanno direttamente a colpire le lotte di lavoratori e proletari, un elemento che viene molto poco evidenziato anche da chi lo critica, come l'ex Segretario del P.D., M. Martina, che, tutto proteso ad accreditarsi verso “l'opinione pubblica”, si è spinto a proporvi un, più dannoso che inutile, referendum contro.
In fatto di “blocchi stradali”, all'art. 23 viene modificata una legge del '48, differenziando fra la parte ora nuovamente sanzionata penalmente fino a sei anni di reclusione, applicati su chi interponesse oggetti atti a bloccare il passaggio, e quella amministrativa per chi lo ostruisse solo con il proprio corpo. E' lampante come questa nuova normativa intende colpire anche i picchetti (non è casuale, infatti, il plauso ottenuto da Confindustria su tale specifico...), mentre è un piccolo “capolavoro” il secondo comma che aggiunge la condanna per “blocco stradale” ai motivi che impediscono “l'ingresso dello straniero in Italia”.
Non a caso sono relativamente tanti, e spesso maggioritari, gli immigrati che stanno partecipando alle lotte di questi ultimi anni della logistica e degli alimentaristi... I lavoratori immigrati vengono, con il Decreto, colpiti doppiamente, sia come lavoratori che lottano e sia, specificatamente, come migranti. E' un'altra differenziazione, cercata, che, ancora una volta, “fa gioco” al Governo dei padroni!...
In fatto di occupazioni di case, l'intero Capo III è una dichiarazione di guerra ai movimenti per il diritto all'abitare. Oltre al solito previsto inasprimento delle pene, che caratterizza il forcaiolo decreto governativo, l'art. 30 contempla anche la procedibilità d'ufficio e l'aumento della pena “per i promotori o gli organizzatori” delle occupazioni. L'art.31 prevede anche la legalizzazione dell'uso delle intercettazioni telefoniche in materia, mentre l'art. 31-ter dà un ruolo centrale ai “Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica” ed ai prefetti, che li gestiscono, dando priorità ai problemi di “ordine e sicurezza”.
La scelta è, manco a dirlo, la difesa ad ogni costo della proprietà privata, per la quale viene finanche istituito un “Fondo di risarcimento” a partire dal 90° giorno di occupazione, contro le necessità proletarie. Una Circolare del Ministero dell'Interno, emanata Martedì 18 Dicembre, scandisce, in pratica, gli sgomberi che inizieranno dal nuovo anno ormai alle porte!...
L'opposizione di maniera all'intero provvedimento, per il quale il voto favorevole poteva essere più largo se non vi fosse stato il ricorso tecnico all'utilizzo del “voto di fiducia”, generalmente investe gli aspetti più pubblicizzati, come l'abolizione del diritto d'asilo ai migranti “per motivi umanitari”. Non si tratta certamente di un fatto positivo, ma è illuminante la motivazione fornita dall'ex ministro Minniti alla propria contrarietà: il provvedimento “aumenterà la clandestinità, invece di ridurla”! L'obiettivo resterebbe comunque quello di colpire l'immigrazione, e perciò, data la sua “inevitabilità”, le persone immigrate, rendendole ancora più ricattabili...
In realtà il Governo Conte ha riassunto nel termine “sicurezza” il proprio obiettivo di fondo. Ed anche il fatto che la sicurezza sui luoghi di lavoro, sempre più critica in un momento di crisi come quello attuale, sia fuori da questo provvedimento (proprio mentre l'emendamento al “cuneo fiscale” riduce del 30% premi e contributi INAIL contro gli infortuni sul lavoro!...), la dice lunga di quale sicurezza si sta parlando... E' la sicurezza della borghesia, cui il luogo di lavoro interessa solo per la produzione, e che i picchetti operai, indipendentemente dalle motivazioni, che non interessano loro, vanno a disturbare! Colpire le forme di lotta dure in materia di lavoro ed il movimento per il diritto all'abitare significa prendersela oggi con le uniche lotte reali che i proletari stanno faticosamente riuscendo a mettere in campo.
Gli obiettivi di repressione, che appaiono a prima vista come generalizzati, sono in realtà molto mirati a contrastare le lotte emergenti, prevenendone la generalizzazione. La stessa offensiva contro gli immigrati non è tanto diretta a loro in quanto tali, ma nella loro veste di proletari che potrebbero unirsi agli autoctoni per rinsaldare il fronte di lotta. Di qui gli accentuati attacchi nei loro confronti, tesi a rendere loro ancora più difficili le condizioni minime di vita ed approfondire così la divisione.
E' per tutto questo che un approccio democraticistico alla problematica del “Decreto Salvini”, che va ad esaltare oltremodo le inclinazioni “di destra” e fascisteggianti del suo autore, non è solo insufficiente, ma è proprio sviante rispetto alla comprensione della LOGICA DI CLASSE che sta dietro al gravissimo provvedimento.
Il Governo Conte, infatti, ennesimo governo al servizio del capitale, sta interpretando bene il proprio ruolo di difesa della sostanza degli interessi di classe, e lo interpreta aldilà delle critiche, a volte perfino ridicole, se non apertamente padronali, che continuano a provenire dagli scranni della opposizione parlamentare in fermento... Prova ne sia il tenore della recente conclusione dell'accordo con la UE sulla manovra, che si è tradotto nel maxi-emendamento governativo alla Legge di bilancio, approvato grazie al ricorso al “voto di fiducia”. Le tanto propagandate contraddizioni, tutte interne al fronte borghese, sono ampiamente superate, quando a pagare, anche in termini economici, sono i proletari!...
La necessaria opposizione al “Decreto sicurezza” non può che esprimersi sul piano della lotta, oltre che specifica contro il provvedimento, all'interno delle mobilitazioni per la casa e per il lavoro ed il salario, per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari. Senza lasciarsi intimidire dai provvedimenti del decreto, occorre mobilitarsi proprio a partire dagli interessi proletari che questo Governo vuole colpire, continuando a praticare le forme di lotta che vogliono criminalizzare e costruendo livelli di unità con chi ci sta. L'importante è muovere da contenuti concreti e sentiti: VA CACCIATO IL GOVERNO ANTIPROLETARI!

Alternativa di Classe

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