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(14 Maggio 2012) Enzo Apicella

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Tim: EF E FERIE, MA QUESTI CI SONO O CI FANNO???

(14 Gennaio 2019)

flmucub

Tanto per cambiare siamo di fronte ad un altro accordo, senza la possibilità di poterlo sottoporre alla democratica volontà dei rappresentati…..in barba alla democrazia, questa vetusta e arcaica usanza.


Le trattative in ballo erano e sono molteplici:
l’uso delle ef/ferie, la contrattazione di secondo livello, il lavoro agile, il rinnovo del CCNL. Non sono tutte uguali, ovviamente, la prima interessava soprattutto l’azienda perché voleva strappare costrizioni e trattamenti peggiorativi rispetto al CCNL in vigore; in quella del secondo livello (salvo sorprese) ci dovrebbero essere istituti che interessano soprattutto i lavoratori (adeguamenti su buoni sostitutivi del pasto, trattamento trasferte, ferie, ef, trattamenti integrativi vari…);
il lavoro agile interessa entrambi: per evidenti motivi per i lavoratori, per sgravi/incentivi e in ottica di risparmio dei costi lato azienda; infine il CCNL, che dovrebbe interessare entrambi anche se negli ultimi decenni i vantaggi per i lavoratori sono andati via via sparendo…sia come diritti che come potere d’acquisto degli stipendi.

Invece di attendere una quadra su tutti i tavoli (almeno quelli aziendali) per poi firmare un accordo unico, al momento si è deciso di sottoscrivere il solo accordo sulle ferie/EF che NON PREVEDE SOSTANZIALI VANTAGGI PER I LAVORATORI !!

A ché ne dicano i fedeli sottoscrittori, quei minimali vantaggi per i lavoratori sono praticamente niente rispetto a quanto concesso! NON FACCIAMOCI PRENDERE IN GIRO: prima di tutto non si possono considerare conquiste la riacquisizione di ciò che l’azienda ci aveva tolto (e tuttavia ci aveva largamente compensato con altri istituti, bonus o pagamento di festività); rispetto all’altro ieri ci sono effettivamente 4 ore di permesso in più, però vincolate al fatto di accontentarla in tutto il suo
desiderato, per al fine RIAVERE le stesse ore di permesso del 2016.

ATTENZIONE PERO’: anche questo riottenimento di quanto avevamo prima, se è una soddisfazione per i più dimessi e ingenui, può rivelarsi un vero e proprio specchietto per le allodole: anche questo accordo non prevede la non disdettabilità unilaterale, ovvero potrà essere anch’esso disdetto dall’azienda; in parole povere, fintanto che questo prevedrà aspetti per lei più vantaggiosi rispetto al Contratto Nazionale (quindi peggiorativi per noi!) è ragionevole pensare che lo manterrà in essere,
ma una volta stabilito anche nel CCNL il termine perentorio per il consumo di ferie/ef (ed è ragionevole che lo introducano senza grosse difficoltà, visto che una volta inserito anche in Tim, le più grandi aziende del settore hanno già questo vincolo) e/o quando lo dovesse ritenere un costo, analogamente a quanto accaduto al precedente integrativo aziendale, lo disdetterà e torneremo a perdere quanto di pallidamente positivo ci vien venduto in questo accordo…e queste non sono teorie
astratte di sindacati catastrofisti,

E’ QUELLO CHE E’ ACCADUTO ANCHE 2 ANNI FA !!
I firmatari ovviamente negheranno tutto ciò, allora chiediamo che si impegnino a FAR FIRMARE UN’IMPEGNATIVA AZIENDALE A NON POTER DISDIRE UNILATERALMENTE QUESTO ACCORDO! Visto che ci siamo, potrebbero introdurre questo vincolo in tutti quegli accordi che dicono portino seri vantaggi ai lavoratori, visto che finora è stata sempre e solo l’azienda a disdire gli accordi e mai il sindacato! (chissà come mai…non verranno mica a dirci che loro sono dei fenomeni e firmano sempre accordi ottimi e l’azienda è sprovveduta?)
Insomma, in preda ad un ottimismo smisurato, potremmo essere felici per aver riottenuto quanto avevamo prima (senza alcuna garanzia, come visto sopra), ma cosa abbiamo ceduto in cambio?
Necessaria premessa:
per capire la portata e la bontà di un accordo (come per le leggi) dobbiamo metterci nelle situazioni limite, di conflitto, perché in ambiti di serena collaborazione e correttezza reciproca non solo non serve questo accordo, ma non serve NESSUN accordo! In situazioni conflittuali di interessi contrapposti invece, dove troviamo in questo accordo qualche facoltà o tutela lasciata al lavoratore?

DA NESSUNA PARTE!
In violazione del CCNL non possiamo più portare le ferie a febbraio (anche se per il quieto vivere spesso ci siamo adeguati a finirle entro l’anno, ma era un diritto pronto da essere utilizzato in caso di bisogno!), inoltre il lavoratore è obbligato a programmare molto tempo prima quasi tutte le ferie, ad usufruirne nei tempi stabiliti dall’azienda (soprattutto i non operativi, ma nessuno pensi che i turnisti operativi non abbiano vincoli, li hanno in quasi tutti i periodi dell’anno, essendo nelle ruote
dei turni!) per entità non minimali anche obbligatoriamente e comunque sempre a discrezione del capo! Tutte imposizioni peggiorative rispetto al CCNL. Se poi per qualsiasi grave motivo (quelli enunciati sono di salute!) non abbiamo accontentato “il padrone”, al ritorno dobbiamo subito esaurire ferie ed ef !! “Com’è umano lei!” Direbbe un famoso suddito di fantozziana memoria.
E’ stata pure introdotta la cancellazione obbligatoria di un diritto (il pagamento della festività coincidente la domenica, il 2 giugno), stavolta compensata “generosissimamente” con 4 ore di permesso in più, ma vogliamo scommettere che questo “regalo” svanirà ben presto?
Positive sono le 8 ore di permesso a recupero per il mese di dicembre se terminate le EF, ma si tratta di uno strumento finora inutile per la stragrande maggioranza di noi e vincolato a terminare tutte le spettanze entro novembre, quindi atto a coprire le eventuali esigenze di un mese intero!
Quanto sarà veramente utile? Sarà sufficiente nei casi di effettiva necessità? Con tutte le programmazioni e consumi di ferie/ef previsti, basterà una giornata di neve per esaurirle e dopo?
Si tratta comunque di concessioni a costo zero per l’azienda (come l’uso minimo delle ef a 15 minuti), considerarle conquiste è significativo quantomeno di un potere contrattuale ridotto ai minimi termini.
Vi è poi il riconoscimento di un altro grave peggioramento rispetto al CCNL: la perdita delle EF una volta scavallato l’anno di maturazione (come disponibilità fino ad aprile, definitivamente oltre), la lavoratrice o il lavoratore che è solito lasciarsi un po’ di permessi all’anno dopo per esigenze familiari, anche di salute, soprattutto per i bambini o gli anziani che accudisce, ringrazia calorosamente!
Insomma obblighi tanti, limiti ancor di più, vantaggi ridicoli e aleatori se l’azienda vorrà disdettare l’accordo (ripetiamo, come già accaduto), questi sono i connotati di questo accordo che con assoluto disprezzo della volontà dei lavoratori NON SARA’ NEPPURE FATTO VOTARE!
Che i firmaioli non accampino scuse sugli accordi interconfederali che prevedono di non sottoporre al voto gli accordi sottoscritti dalla maggioranza delle RSU (questo la dice lunga sulla bontà di questi accordi!), bastava che alcune di queste non lo avessero firmato! E’ mai possibile che tutti questi lavoratori abbiano visto solo vantaggi in un simile accordo? Ma dove lavorano? E anche se fosse, non potevano astenersi per far esprimere democraticamente i lavoratori? Quale era l’urgenza lato sindacale? Se questa è la loro concezione di democrazia……apriamo gli occhi !!

Molti gilet gialli francesi sono lavoratori stufi dei soprusi (eppure il censis ha detto che lo stipendio medio annuo francese è aumentato di 6000€ dal 2000 al 2017, mentre quello italiano di solo 400€, per non parlare dei diritti!) quanto dovremo attendere perché si svegli il lavoratore Italiano?
SCEGLI DI STARE DALLA TUA PARTE, SCEGLI IL SINDACATO DI BASE E LOTTA PER I TUOI MA SOPRATTUTTO PER I DIRITTI DEI TUOI FIGLI!
9 Gennaio 2019

CUB TELECOM
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

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