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La Sinistra Europea e la posizione del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM)

Intervista con Hassan Charfo, responsabile del dipartimento relazioni internazionali del KSCM

(31 Agosto 2005)

Potrebbe presentarci sinteticamente il Partito della sinistra europea?

Il Partito della sinistra europea (SE) è stato fondato lo scorso anno a Roma in un congresso che si è svolto l' 8 e 9 maggio. Organizzatore del congresso fondativo è stato il Partito della rifondazione comunista, il cui segretario nazionale Fausto Bertinotti è stato eletto presidente della SE. La delegazione del KSCM partecipante al congresso aveva il mandato di far sì che il nostro partito diventasse membro fondativo, qualora fossero state accolte alcune nostre proposte circa il carattere pan-europeo del partito e nel merito dei documenti fondamentali del congresso, cosa che però non è avvenuta.

Come è andata a finire?

Il KSCM si è collocato nella posizione di osservatore attivo e in questa veste prendiamo parte alle attività della SE.

Cosa comporta essere osservatore attivo?

I rappresentati del KSCM si esprimono, nelle riunioni del Comitato esecutivo e dei presidenti della SE, come osservatori, sulla maggior parte degli argomenti in discussione. Hanno sostenuto tutte quelle risoluzioni che erano in sintonia con i nostri orientamenti su questioni di attualità, tra cui la problematica del Trattato sulla Costituzione europea, il conflitto israelo-palestinese, ecc.

Quanti e quali sono di fatto i membri del PSE?

I partiti fondatori sono 14 (e per lo più si tratta di partiti molto piccoli o insignificanti). Sono : il Partito del socialismo democratico della Repubblica ceca, il Partito socialdemocratico del lavoro di Estonia, Rifondazione comunista di S. Marino, il Pc austriaco, il Partito dell'alleanza socialista della Romania, il Partito operaio ungherese, il Synaspismos greco, il Partito svizzero del lavoro, il Partito del socialismo democratico della Germania, il cui nuovo nome dopo il congresso straordinario è Partito della sinistra, Rifondazione comunista, il Pc francese, la Izquierda Unida spagnola, il Pc di Spagna e la Sinistra unita alternativa di Catalogna. Queste ultime due formazioni fanno parte di Izquierda unida, ma sono rappresentate nel Comitato esecutivo della SE come entità autonome. Nel giugno di quest'anno il Consiglio dei presidenti dei partiti membri ha approvato l'ingresso del Blocco di sinistra portoghese.

Vi sono altri osservatori oltre al KSCM?

Oltre al KSCM, vi sono il Pc slovacco, il Partito dei comunisti italiani, l'Akel di Cipro, il Partito comunista tedesco (DKP), il Partito della libertà e della solidarietà della Turchia, la Coalizione rosso-verde danese e il Pc finlandese.

A quali condizioni l'Unione europea riconosce il Partito della sinistra europea?

Per il riconoscimento da parte della Ue è necessario che almeno sette membri del nuovo partito siano rappresentati nei parlamenti nazionali, o nel Parlamento europeo, o eventualmente, sulla base di norme statutarie Ue, nei parlamenti regionali. Si tratta di condizioni che allo stato attuale la SE non può adempiere senza l'apporto del KSCM.

Secondo questi criteri, sono partiti membri solo Rifondazione, il Synaspismos, la Pds tedesca (oggi Partito della sinistra), il Pc francese, Isquierda unida spagnola e il Blocco di sinistra portoghese, quindi solo sei membri. Questa circostanza offre al KSCM una opportunità rilevante per poter sostenere la sua proposta di unità della sinistra di tutta l'Europa, su basi positive. Hanno bisogno di noi come il sale ed è quindi necessario far valere opportunamente questa chance, non dissiparla.

Qual è su questo insieme di questioni il punto di vista del Pc greco (KKE)?

Questo partito ha preso le distanze fin dall'inizio della formazione della SE, a causa delle modalità selettive e non unitarie con cui era impostato il processo fondativo (modalità che danneggiano il movimento della sinistra radicale) e in considerazione della dipendenza di questo processo dalle istituzioni dell'Unione europea.

Cosa rappresenta il Blocco di sinistra portoghese?

Si tratta di una formazione che non ha nulla in comune col Pc portoghese (il cui posizionamento verso la SE è simile a quella del Pc greco). Il Blocco di sinistra è una sorta di cocktail di trotzkismo e socialdemocrazia.

E il Partito socialdemocratico di Estonia?

Si tratta di un partito che non ha più di 300 aderenti. Si distingue per le sue posizioni scioviniste nei confronti della minoranza russa in Estonia. Ha chiesto sostegno finanziario al parlamento europeo per l'apertura di un centro di propaganda nei paesi baltici.

E il Synaspismos?

Questo partito è formato da ex membri del Pc greco e da alcuni gruppi ecologisti. E' molto vicino al partito socialdemocratico, il Pasok. Molti membri della sua direzione sono già in più di un'occasione passati al Pasok. L'anno scorso lo ha fatto addirittura la sua presidente.

Come andrà a finire con le proposte presentate dal KSCM?

In sintesi si può dire che finora non ne è stata accolta nemmeno una.

Fausto Bertinotti, presidente della SE, ci ha negato al congresso fondativo ogni possibilità di modifica dello statuto; ha sostenuto che lo spazio principale di azione politica della SE è nell'Unione europea e non nell' Europa nel suo insieme. Alla richiesta di trasformare la SE in partito di carattere pan-europeo, ha risposto in modo arrogante: la SE esiste, chi vuole entrarci, entri; chi vuole uscirne, esca; chi vuole restare come osservatore, resti come osservatore.

Perché questo atteggiamento, cosa vuole impedire?

Abbiamo chiesto che fossero invitati altri 27 partiti comunisti e radicali di sinistra di tutta Europa, tra i quali il Pc della Federazione russa, dell'Ucraina, della Bielorussia, della Moldavia, dei paesi baltici, dei paesi dell'ex-Jugoslavia, della Turchia, ma anche di Paesi dell'Unione europea - Gran Bretagna, Portogallo, Grecia, ecc. - ad un incontro congiunto, per poter discutere con essi delle problematiche riguardanti l'unità della sinistra europea. I rappresentanti del Pc francese, del Synaspismos e di Izquierda Unida spagnola hanno definito i nostri sforzi per l'unità della sinistra europea come un tentativo di ripristinare l'Internazionale comunista.

Pensa che un'intesa non sia possibile?

Per quanto concerne il principio del consenso, la prassi ci ha dimostrato che esso è nei fatti assolutamente ignorato. In base allo statuto della SE, tutti i partiti hanno nel Comitato esecutivo due membri (indipendentemente dalle dimensioni di ogni partito – ndr). Se non si applica il principio previsto delle decisioni prese col consenso di tutti, vi è il rischio che nelle decisioni sulle questioni più importanti, possa determinarsi uno scavalcamento di partiti come il KSCM, vuoi a causa della direzione autoritaria della SE, vuoi per mano di partiti la cui rappresentatività sul piano locale ed europeo è quasi nulla, come ad esempio il Partito del socialismo democratico della Repubblica ceca (0,1% di voti alle elezioni – ndr). Tale contesto minaccia l'identità comunista del KSCM e potrebbe favorire coloro che all'inizio degli anni '90 cercarono nel nostro Paese, senza riuscirvi, di cancellare questa identità.

In secondo luogo, se entrassimo come partito membro nella SE rinunciando alle nostre condizioni, cosa cambierebbe? Assolutamente nulla, poichè gli altri partiti comunisti importanti che hanno le nostre stesse opinioni ne resterebbero fuori, e quindi l'unità della sinistra europea non sarebbe con questo assicurata. Mentre noi perderemmo la faccia, il rispetto e le nostre posizioni nell'ambito della sinistra radicale.

Perchè non vengono accolte le proposte avanzate dal KSCM?

Dal comportamento dei partiti membri decisivi -Rifondazione, Izquierda unida, Pc francese, Synaspismos- risulta che non vi è la volontà politica per il cambiamento della SE in partito con una ampiezza effettivamente pan-europea, ma solo l'intenzione di uniformarsi alle condizioni dell'Ue, la quale richiede il raggruppamento di almeno 7 partiti operanti nell'ambito Ue. In altri termini, a loro non importa il problema dell'unità di tutta la sinistra europea. Infatti, nella sua forma attuale la SE non solo non unisce la sinistra radicale europea, ma lascia in disparte tutta una serie di partiti di sinistra, innanzitutto i partiti comunisti dei paesi dell'ex Urss, i partiti di sinistra dei Balcani e una gran parte di partiti radicali scandinavi e persino europeo-occidentali. Questa dinamica ha disgregato la sinistra europea e complica i rapporti al suo interno.

Secondo l'opinione di Hans Modrow, presidente onorario della ex-Pds tedesca, se le questioni poste dal KSCM fossero messe veramente in discussione nel prossimo congresso della SE, vi sarebbe persino il rischio di una sua disintegrazione.

Dunque il KSCM porrebbe una questione di barriera geografica?

Secondo l'opinione di Walter Baier, presidente del Pc austriaco, gli sforzi del KSCM per il cambiamento della SE in partito di tipo effettivamente paneuropeo si basano su presupposti anche ideologici, non solo geografici. Il che è come dire: la SE non vuole l'ingresso di alcuni partiti comunisti dell' ex-Unione sovietica, ma anche dell' Ue, per motivi ideologici. Baier inoltre ha affermato che il problema della non attuazione del principio del consenso riflette insufficienze strutturali della SE e fa risaltare la prevalenza di uno stile da trattative di corridoio al posto del metodo del lavoro collettivo e dell'assunzione delle decisioni nell'ambito degli organi collegiali della SE.

La direzione del KSCM ha proposto una qualche via d'uscita?

Lo scorso dicembre l' Esecutivo del Comitato centrale del KSCM ha incaricato Vaclav Exner (vice-presidente del partito – ndr) di intraprendere con i partiti osservatori della SE, ed eventualmente con altri partiti interessati, una consultazione sugli ulteriori atteggiamenti da tenere nei rapporti con la SE e la sua attività.

Noi siamo parte attiva della collaborazione all'interno dell'ampio spettro della sinistra radicale europea e vogliamo proseguire su questa via. Il raggiungimento della più vasta unità della sinistra europea resta un problema aperto. Gli incontri bilaterali e multilaterali, comprese le annuali conferenze praghesi sin dall'anno 2000, dimostrano che è possibile una tale collaborazione nel rispetto delle differenti posizioni su alcune questioni fondamentali, senza alcuna discriminazione preventiva.

Esistono altri problemi?

Non è ancora risolto il problema del finanziamento della SE. In base alla comunicazione del suo tesoriere, Pedro Marset, il partito dovrebbe ottenere per quest'anno dal parlamento europeo 500 mila euro, e ciò anche grazie alla firma apposta dagli europarlamentari del KSCM alla richiesta di finanziamento della SE. Marset ha proposto di prendere in considerazione due modalità di finanziamento della SE : attraverso i contributi versati dai partiti membri, non dagli osservatori, e ciò o sulla base del numero degli iscritti dei singoli partiti, oppure sulla base del numero degli iscritti e dei voti ottenuti.

Quale modalità è stato scelta?

In una successiva riunione del Comitato esecutivo (5 giugno 2005), è stata avanzata anche un'altra proposta: dividere i partiti membri in 4 categorie. Nella prima vi sarebbero i partiti più piccoli, che pagherebbero 500 euro l'anno. Nella seconda i partiti un po' più grandi, che pagherebbero 1500-2000 euro, nella terza categoria i partititi ancora più grandi, che pagherebbero 5000 euro, mentre i partiti più ricchi verserebbero 20 mila euro l'anno. Se il KSCM fosse partito membro, dovrebbe, secondo questa proposta, versare 600 mila corone l'anno, essendo inserito nella quarta categoria. Rifondazione preferirebbe contributi in base al numero degli iscritti, per il valore di un euro per iscritto ogni anno. Secondo questa proposta, il KSCM dovrebbe versare 3 milioni di corone l'anno.

Per l'ottenimento della suddetta somma di 500 mila euro da parte del Parlamento europeo, la SE dovrebbe però dimostrare di avere propri introiti nella misura del 25% di questa somma, cioè 125 mila euro.

Tutti questi introiti tuttavia non basterebbero per la copertura delle necessità del partito.

Perchè non basterebbero?

Uno dei motivi è la decisione di stabilire la sede centrale con i funzionari della SE a Bruxelles, che è una delle città più care d'Europa.

In che modo la SE valuta l'esperienza storica del movimento comunista?

Purtroppo assai negativamente. Nel preambolo dello statuto della SE l'utilizzo della nozione di "stalinismo" dà origine a una quantità di diverse possibili interpretazioni e reminiscenze riguardanti il passato. La nozione di "stalinismo" non è affatto comunemente e univocamente accettata. Si tratta di una nozione di cui tra l'altro si è abusato per attaccare tutta la storia del socialismo in Europa.

Peraltro la nozione di "stalinismo" non è neppure comprensiva di tutte le pratiche non democratiche e di tutti i delitti, che lo stesso movimento comunista ha già per parte sua condannato, distanziandosene, e che considera anche per il futuro inaccettabili.

Oggi sono soprattutto gli avversari politici che definiscono alcuni partiti come "stalinisti".

Abbiamo proposto di sostituire l'espressione di "pratiche e crimini stalinisti", con termini più estensivi, come ad esempio "tutte le pratiche e i crimini antidemocratici". Nell'incontro del luglio scorso con i rappresentanti della Pds tedesca abbiamo, come possibile compromesso, proposto un eventuale aggiunta: "compresi quelli a cui ha preso parte Stalin", oppure la cancellazione del testo oggetto della controversia. Per questo non capisco coloro i quali nei media usano demagogicamente questa questione contro il KSCM.

Come definirebbe l'attuale rapporto del KSCM col Partito della sinistra europea?

Il KSCM si è sempre sforzato per la cooperazione e il coordinamento della sinistra europea. Il raggiungimento dell'unità d'azione della sinistra europea non si può però ottenere con l'esclusione di una parte importante del movimento di sinistra radicale europeo. Le esperienze derivanti dalla partecipazione alle riunioni del Comitato esecutivo della SE, dalle discussioni e dalla corrispondenza con altri partiti, dimostrano che le nostre obiezioni sono giustificate ed hanno il sostegno diretto o indiretto di altri partiti. La prassi dimostra la loro giustezza, ma non c'è la volontà politica da parte della direzione della SE di metterle in pratica.

Il Comitato centrale del KSCM nel giugno dello scorso anno decise che saremmo stati un partito attivo all'interno della SE con lo status di osservatori. A mio parere, dalle esperienze fin qui compiute ne deriva che non è necessario cambiare quella decisione, dato che non è avvenuto nulla di nuovo che richieda un eventuale cambiamento. D'altra parte, essere presenti come osservatori non significa, come alcuni ingenuamente credono, solo "osservare" e non prendere parte attiva alle trattative e discussioni. Al contrario. L'unica sostanziale differenza tra il partito membro e quello osservatore, come è dimostrato dalla prassi, consiste nel fatto che il partito membro deve pagare i contributi.

intervista pubblicata nella prima pagina di Halò noviny, quotidiano del KSCM, il 19 agosto 2005

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